Della DAD e della DIP

di Maurizio Tiriticco

Leggo che il Ministro per l’Istruzione lamenta il fallimento della DAD! Ho sempre detto e scritto, in forza della mia diretta esperienza di ricerca e di concrete attività in situazioni altre, anche non scolastiche, che la DAD è tutt’altra altra cosa rispetto alla DIP, la didattica in presenza. Per cui non la si può improvvisare! La mia amica Barbara Accetta ha scritto: “Il Ministro ha fatto la scoperta dell’America! Fin dall’inizio siamo stati in tanti e tante a denunciare i limiti, le criticità, i ritardi nella formazione professionale dei docenti ecc. ecc. Ma niente! Né la Ministra Azzolina né il sottosegretario – oggi Ministro – Bianchi hanno preso in considerazione ipotesi alternative alla DAD, tranne i fantasiosi banchi a rotelle! Là dove dirigenti illuminati, o semplicemente capaci di fare il proprio mestiere, hanno scelto di trovare soluzioni alternative, non si è perso neanche un giorno di scuola ‘in presenza’, con buona pace di chi, a torto, voleva le scuole chiuse per sventare il diffondersi dei contagi (che non ci sono stati!). Bisognava, e bisogna ancora intervenire sui trasporti, dimezzare le classi pollaio, differenziare entrate e uscite, inventare e utilizzare spazi alternativi… perché, se qualcuno l’ha fatto, è segno che si può fare!”.

Ed ancora! Su “la Repubblica” di oggi, 15 luglio, a pagina 18, leggiamo: “Disastro DAD sugli studenti – alla maturità uno su due non conosce l’italiano – I risultati dei test invalsi: crollo del rendimento alle medie e alle superiori. Aumenta il divario al Sud, resistono Piemonte e Friuli. Migliora solo Trento. Ed ancora! In un’intervista rilasciata a Giuliano Aluffi da Andreas Schleicher, capo del Direttorato Ocse per l’Istruzione, dal titolo “La realtà è peggiore dei numeri: Mai più scuole chiuse così a lungo”, leggiamo, passim: “L’Italia non è sola. Le chiusure scolastiche hanno danneggiato l’insegnamento in molti Paesi. Facciamo tesoro di questa lezione per ammodernare l’istruzione in Europa… La DAD ha funzionato solo per gli studenti più agiati, che avevano migliore accesso alla tecnologia e buon supporto parentale… Ci sono nazioni che hanno fatto meglio dell’Italia. Come la Francia, che non ha chiuso le scuole o solo per un brevissimo periodo… Poi ci sono nazioni come il Giappone, la Corea o l’Estonia, che hanno fornito buone alternative digitali all’istruzione e ambienti di insegnamento molto innovativi. E le soluzioni digitali più utili si hanno quando buone piattaforme di e-learning gli insegnanti le usano con efficacia… Abbiamo insegnanti che usano la tecnologia per fare le stesse cose che facevano prima, ma con un computer. E non comprendono, invece, il valore aggiunto offerto dalle TIC”.

Per quanto riguarda il nostro Paese, da un grafico che rappresenta gli studenti giunti alla maturità “con competenze inadeguate”, ai primi tre posti risultano la Calabria, la Campania e la Sicilia; agli ultimi posti, la Provincia Autonoma di Trento, la Lombardia, la Valle d’Aosta. Ed ancora: i maturandi che non raggiungono un livello di conoscenza minima dell’italiano sono il 44%; in Sicilia e in Sardegna il 60% degli alunni di terza media ha una preparazione in matematica inadeguata; in Calabria gli studenti di terza media che hanno una preparazione inadeguata in matematica son il 63%; in Campania gli studenti di quinta superiore con un livello di inadeguatezza in matematica sono il 73%.

Di fronte a questo quadro abbastanza desolante, la responsabilità è tutta della DAD? E non anche della DIP? O meglio, di una DIP che viene da lontano, e che è sempre stata la didattica adottata in tutte le nostre scuole? A mio avviso la DAD ha avuto il grande merito – se si può utilizzare questa espressione – di scoperchiare il vaso di Pandora. In effetti sono anni che le classifiche OCSE circa le competenze di base linguistiche ed aritmetiche della nostra popolazione ci collocano sempre in posizioni non edificanti: sempre oltre il ventesimo posto. Nelle prime posizioni si collocano sempre altri Paesi, come, ad esempio, Dei 38 Paesi dell’OCSE, il nostro Paese – o meglio, la nostra popolazione – per quanto concerne sia le competenze linguistiche che quelle matematiche, risulta, nel corso di questi ultimi anni, in genere al ventesimo posto. Il che non è affatto una cosa edificante!

A Roma, quand’uno dice scempiaggini, diciamo che “è nel pallone”! Ma forse è proprio così! Siamo i primi oggi – in Europa, ma non nel mondo – nel gioco che da sempre ci appassiona, ma siamo tra gli ultimi in materia di alfabetizzazione – se si può usare questa espressione – linguistica ed aritmetica. Che fare? La ripresa scolastica settembrina si troverà di fronte ad una situazione problematica, per quanto concerne conoscenze, abilità e competenze dei nostri studenti in due discipline fondanti: la lingua italiana e l’aritmetica. Sempre che il covid non ci metta del suo e non ci costringa a nuove chiusure, a nuove esperienze di DAD, di cui i nostri insegnanti non sono padroni. Predisporre materiali di apprendimento con le relative prove di verifica costituisce già alcune difficoltà quando si insegna in DIP! Figuriamoci, quando si insegna in DAD! L’amministrazione scolastica non si è affatto preoccupata di insegnare agli insegnanti come si insegna in DAD! Perché è l’amministrazione stessa che di DAD non sa nulla!

Ed allora? Non so! So solo che l’amministrazione dovrebbe darsi una mossa – come diciamo a Roma – di fronte all’eventualità che a settembre si debba insegnare ad apprendere in DAD! Ma con criteri e mezzi concrei e produttivi! So solo che, se l’amministrazione continua ad affidarsi un po’ al buon senso, un po’ all’iniziativa e all’inventiva degli inseganti, tutti i ragni resteranno felici nei loro buchi! Mi chiedo: perché il Ministro dell’Istruzione non organizza – e a breve termie – una conferenza sulla scuola od una qualsiasi altra iniziativa, in cui esperti in materia di “istruzione altra” e/o di DAD possano almeno indicare una rotta? Altrimenti, a settembre tutto sarà come a giugno!

E concludo! Cara Barbara! E tu? Che pensi? Che faresti?

Roma, 15 luglio 2021