Proposte per costruire una scuola a pieno tempo

dal   Direttivo SASFAL-CGIL

In questi tempi complessi, determinati dalla pandemia, nei quali la scuola avrebbe dovuto realmente ritornare al centro della riflessione politica, ci siamo posti come Associazione SASFAL-CGIL, “Servizio di Ascolto delle Famiglie dei Lavoratori”[1], di Padova, degli interrogativi sui bisogni, le esigenze e le aspettative del mondo della scuola e della società tutta nei suoi confronti.

Due sono le occasioni da cui è partita la nostra riflessione e il presente contributo.

La prima nasce dagli incontri di formazione che abbiamo organizzato, in collaborazione con l’associazione Proteo Fare Sapere Veneto, per le famiglie e per i docenti delle scuole secondarie superiori di Padova. Dagli incontri con i genitori è emerso il disagio psicologico delle famiglie e dei ragazzi che richiedono PIÙ SCUOLA per studenti e docenti.

La domanda che abbiamo colto è di costruire un ambiente formativo nel quale studenti, docenti, famiglie siano più partecipi e protagonisti, consapevoli del processo di apprendimento e di crescita culturale dei ragazzi, attraverso la ricerca, il confronto e lo scambio intersoggettivo di esperienze, conoscenze e idee.

La seconda occasione ci viene data dal Protocollo Pedagogico di Proteo Fare Sapere, che richiama significativamente la nostra attenzione su alcuni punti, così condivisibili da diventare ispirazione per rispondere alla domanda dei genitori.

A partire da ciò che in tutti questi mesi di chiusura della scuola è accaduto, il Protocollo pedagogico di Proteo individua le priorità educative che il ritorno a scuola richiede e ci interroga su quali pensieri nuovi occorrano perché esso si trasformi in una rinascita didattica e formativa per il bene dei nostri ragazzi e del Paese. Fondamentale ci sembra il richiamo rivolto ai docenti alla “riappropriazione dal basso del proprio lavoro, ovvero rivisitare l’autonomia come nuova cultura della organizzazione del lavoro didattico e della professionalità”.

Ma come?

Il Protocollo pedagogico di Proteo suggerisce di operare nella scuola “non attendendo la mitica riforma complessiva dall’alto ma provando, sperimentando e incentivando, con il consenso di chi vorrà mettersi in discussione, esperienze di una nuova organizzazione del lavoro conquistata e messa alla prova sul campo”.

In questa direzione avanziamo alcune idee di carattere strutturale per un modello di Scuola Secondaria di Secondo Grado, innovato nella molteplicità di spazi interni ed esterni e nella diversa articolazione dei tempi, per rispondere alle esigenze formative degli studenti dei Professionali, dei Tecnici e dei Licei.

Da anni la letteratura pedagogica internazionale ed italiana offre importanti stimoli per la necessaria flessibilità dell’insegnamento-apprendimento e vi sono stati nel nostro Paese tentativi normativi anche importanti di innovazione della Scuola nella prospettiva delle competenze. La ricaduta di tutti questi tentativi non si può ritenere soddisfacente se, ancora oggi, parliamo di crisi educativa, di povertà educativa e culturale, di scarsa attenzione alle fragilità, di carenza di investimenti nella scuola e di mancato riconoscimento dell’impegno svolto dal suo personale.

Non sono infatti sufficienti delle normative che modificano i contenuti dei curricoli, indicano nuovi modelli didattici e valutativi, danno spinta ad alleanze e reti con il territorio. Bisogna anche creare le condizioni per un profondo cambiamento della cultura didattica e pedagogica e dare luogo ad un rinnovamento delle strutture che dia concretezza ai principi.

Pensiamo ad esempio:

  • alla riduzione degli alunni per classe, che riteniamo fondamentale anche per una didattica laboratoriale e per consentire percorsi di apprendimento individualizzati e personalizzati;
  • alla revisione degli orari scolastici, sia in termini di ampliamento che di flessibilità, con collegata organizzazione delle infrastrutture necessarie (locali/trasporti /mense/punti ristoro, etc), che tocchi eventualmente anche il calendario scolastico, che sappiamo essere una competenza delle Regioni;
  • all’organizzazione per classi aperte, dove si svolgano attività di gruppi elettivi distinti per propensione e di gruppi di livello distinti per potenziamento/recupero;
  • alla didattica che si avvalga di aule-laboratori culturali, pratici e professionali, nei quali i docenti accolgano gli studenti che si spostano, rendendo disponibile una varietà di linguaggi ed esperienze;
  • alla sperimentazione di azioni educative che, a partire dalle competenze del singolo studente, sviluppino potenzialità e nuove competenze inespresse o parzialmente espresse;
  • alla collaborazione tra scuola e territorio anche con patti educativi territoriali, per il potenziamento di attività culturali curricolari ed extracurricolari;
  • alla formazione iniziale (centrata anche sulle necessarie competenze relazionali, comunicative e metodologiche) e in servizio dei docenti (cfr. Legge 107/2015) e del personale tutto;
  • alla necessità di rivedere alcuni elementi strutturali del funzionamento della scuola, quali orario di insegnamento e non insegnamento, funzioni strumentali, formazione iniziale e in servizio, struttura della retribuzione, organi di governo della scuola e del territorio che sono sostanzialmente gli stessi dei rinnovi contrattuali della metà degli anni ‘90.

Queste azioni comportano necessariamente un rinnovamento, un ampliamento e una riqualificazione delle strutture edilizie, in parallelo alla valorizzazione dei docenti e delle sperimentazioni didattiche in atto.

Tutto ciò può essere sostenuto dalle opportunità del Next Generation EU. I finanziamenti dovrebbero consentire una reale autonomia scolastica che si rimetta in gioco come nuova cultura della organizzazione del lavoro didattico e della professionalità, all’interno della quale vengano assicurate condizioni di ben-essere di studenti, docenti e famiglie.

[1] L’Associazione è nata nel 2014, con lo scopo di essere di aiuto alle famiglie i cui figli fossero in difficoltà nella scuola. La CGIL di Padova ci ha sostenuto da subito e continua a sostenerci. Per rispondere ad una specifica domanda dei genitori, organizziamo attività di recupero per gli studenti, ma siamo impegnati anche in percorsi di formazione per docenti e famiglie e seminari. Sito: www.sasfal-cgil.it

Per una realizzazione in tempi brevi e in attesa degli investimenti, le istituzioni scolastiche autonome devono essere messe in condizione di operare in modo graduale, attraverso patti territoriali tra le istituzioni scolastiche e con gli Enti locali e attraverso opportune alleanze sul territorio.

Concludendo

L’occasione del Next Generation EU/Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) deve segnare finalmente una svolta per il futuro di questa e delle prossime generazioni di adolescenti e giovani. Può soprattutto segnare la volontà di rottura con vecchie politiche scarsamente attente ai servizi educativi e al reale successo formativo degli studenti.

Sentiamo affermare da tutti che l’istruzione è il vero motore del rinnovamento e della ripresa, ma i fatti dimostrano che non è così. Il SASFAL-CGIL chiede che la scuola torni realmente al centro della riflessione e dell’azione politica, per le finalità che ci detta l’art. 3 della Costituzione!