La donna e il monoteismo

di Maurizio Tiriticco

L’orribile vicenda della piccolai Saman ha fatto riemergere migliaia di riflessioni sulle condizioni della donna nel mondo mussulmano. Comunque è un dato di fatto che anche da noi occidentali, in larga misura cristiani e cattolici, ed anche civili – cosiddetti – la condizione della donna non è assolutamente migliore. Stando al web, ad oggi quest’anno in Italia i femminicidi sono stati 28! E siamo solo alla metà dell’anno!

Ma il fenomeno del femminicidio, o meglio di questa donna sempre colpevole di qualcosa, quindi sempre punibile, viene da molto lontano! Che cosa ci dice la Bibbia? Che, com’è noto, si tratta dell’insieme di una serie di testi scritti nel corso di 1500 anni! Ma da chi? Da profeti, ovviamente maschi! Non certo da profetesse! Sono circa quaranta autori, e di diversa provenienza. Nella Bibbia leggiamo che Dio, maschio anche Lui, dopo avere creato l’Universo e la Terra nonché il Paradiso terrestre, creò anche l’essere umano, che di questo Paradiso potesse godere: un essere ovviamente maschio, come il suo creatore: e lo chiamò Adamo! E, per di più, a sua immagine e somiglianza. In seguito, per evitare che Adamo si annoiasse, il Padreterno, nella sua infinita bontà, creò la donna! Ma non ex novo, come aveva fatto per Adamo, bensì da una sua costola! Il che è tutto dire! La femmina è una cosa nuova, ma costruita dal maschio! Le vicende poi sono note! Il Signore disse loro: “Carissimi! Godete di questo Paradiso terrestre che è tutto vostro, ma, attenzione! Guai a voi se cogliete i frutti di quell’albero”! Sembra che si trattasse di un melo o di un melograno. Adamo è un maschio obbediente, ma Eva è una femminuccia, capricciosa e curiosa e… che fa? Cede alle lusinghe del serpente – ma che cosa ci faceva il diavolo nel Paradiso terrestre? Mah! – e va a cogliere proprio il frutto proibito! Disgraziatissima! Il Padreterno si incavola di brutto e condanna le sue creature! “Tu, Adamo, che non sei stato capace di controllare Eva, dovrai lavorare con fatica e sudore! E tu Eva dovrai obbedire al tuo uomo e dargli dei figli”.

Per la miseria! Un Dio maschio e maschilista! Ma questo antifemminismo ante litteram riguarda solo il racconto della Bibbia? Niente affatto! Secondo Platone, le donne sarebbero una reincarnazione degli “uomini inferiori”; secondo Aristotele, nient’altro che “maschi menomati”; per sant’Agostino, la donna deve essere sottomessa per ragioni sessuali e corporali; per san Tommaso essa è semplicemente “un maschio mancato”. San Paolo afferma: “Come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli ai mariti, in tutto”. Tertulliano descrive la donna come “la porta del diavolo”. La donna è, secondo lui, un essere che Dio ha voluto inferiore; essa è “diaboli ianua”, porta del demonio. “Tu, donna, hai con tanta facilità infranto l’immagine di Dio che è l’uomo. A causa del tuo castigo, cioè la morte, anche il figlio di Dio è dovuto morire; e tu hai in mente di adornarti al di sopra delle tuniche che ti coprono la pelle?”. E sono famosi i libelli di Tertulliano contro le donne! “De exhortatione castitatis”, “De virginibus velandis”, “De cultu feminarum”. Ed in questo afferma che è bene che le donne portino il velo sempre, per non dare scandalo in pubblico. Del resto anche Ambrogio (IV secolo) si preoccupò di raccomandare alla sorella Marcellina (De virginibus) l’osservanza di casti costumi! E che dire di quel Giovanni di Antiochia (IV secolo) detto Crisostomo, χρυσόστομος, il Boccadoro, che così si esprimeva: “Che altro è una donna se non un nemico dell’amicizia, una punizione inevitabile, un male necessario, una tentazione naturale, una calamità desiderabile, un pericolo domestico, un danno dilettevole, un malanno di natura dipinto di buoni colori?”.

E Sant’Ambrogio alla domanda se sia stato più colpevole Adamo o Eva risponde così: “Sicuramente Adamo, perché lei aveva dalla sua la scusante della stupidità”. Sono contro le donne tanto l’Antico testamento quanto Omero e la tragedia greca, il mondo pagano come quello cristiano. Comunque è opportuno ricordare che Gesù è tutt’altra persona! E’ lui che salva la Maddalena, la peccatrice, dal linciaggio. Ed in questa ricca materia misogìna il Corano non è da meno. Vi si afferma che gli uomini occupano una posizione gerarchica superiore, poiché “Allah ha prescelto alcuni esseri sugli altri” (Corano, IV, 34).

Ed ecco altre chicche. Solo l’uomo, non la donna, è ad immagine di Dio. Ogni donna porta su di sé la maledizione di Eva, origine del peccato. La donna è sorgente di tentazione. Presso gli eretici le donne insegnano, disputano, guariscono, e forse battezzano. La testa di una donna deve essere coperta, ma non da una corona, da un velo. E’ meglio per un uomo non sposarsi, perché così non è contaminato dalla concupiscenza.

Eppure, in questo tripudio di maschilismo qualche eccezione c’è. Ma non nel nostro mondo occidentale! Le Isole Trobriand sono un arcipelago del Pacifico sud-occidentale (442 km2 con 20.000 abitanti circa), appartenente alla Papua Nuova Guinea, situato 152 km a SE della Nuova Guinea. Si compone di numerose isole, di natura corallina, di cui la maggiore è Kiriwina, su cui sorge il centro principale del gruppo, Losuia. I Trobriandesi sono noti per gli studi dell’antropologo polacco Bronisław Kasper Malinowski. Sono – o meglio, erano – tradizionalmente orticoltori, allevatori di maiali e pescatori. Ma oggi di fatto producono copra e oggetti di artigianato per i turisti. Ebbene, presso di loro – almeno ai tempi di Malinowski – la parentela non è patrilineare, ma matrilineare. Ed il sistema politico si basa su capi ereditari che hanno però un’autorità molto limitata. Ma infine, se poi vogliamo dirla tutta, che bello l’Olimpo con le sue divinità tutte costruite a misura d’uomo! Dei e dee che fanno a gara per essere come i mortali! Ed a volte più furbi dei mortali! Quante trasformazioni si è scelto Giove per appagare i suoi appetiti? Ora in pioggia, per inzuppare ben bene di sé Danae addormentata e fecondarla. Ora in cigno, per sedurre Leda. Ora in toro, per rapire Europa.

Ma pensiamo ad un’altra grande religione monoteista. Nel Corano si dice chiaramente che gli uomini occupano una posizione gerarchica superiore, poiché “Allah ha prescelto alcuni esseri sugli altri” (Corano, IV, 34). E purtroppo la lunga stagione dell’oscurantismo misogino si perpetua nei secoli. Marsilio da Padova assegna ai cittadini un ruolo fondamentale per il governo, ma con alcune eccezioni: gli schiavi, i bambini e, ovviamente, le donne! E lo stesso Machiavelli, pensatore moderno per eccellenza, paragona la Fortuna a che cosa? A una donna! Per cui, “è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla”. Per Montaigne, grande umanista e scienziato, “una donna è già abbastanza istruita quando sa distinguere tra la camicia e la giubba di suo marito”.

Nel 1791, in piena rivoluzione francese, la femminista ante litteram Olympe de Gouges scrive provocatoriamente la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”, che all’articolo X proclama: “Se la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere anche quello di salire sulla tribuna”. Ma – guarda caso – due anni dopo sarà ghigliottinata: da un maschietto, ovviamente. L’illuminato Rousseau, saggio maestro del piccolo Emilio – ovviamente non Emilia! – tira in ballo addirittura le “indisposizioni peculiari” femminili, cioè le mestruazioni, e le considera “una ragione sufficiente” per negare alle donne il primato nel governo della famiglia.

E qui mi taccio, ma non per assenza di fonti, ma per non annoiare il lettore! Nonché la lettrice!

 

Roma, 14 giugno 2021