LA SOSTENIBILITA’ INIZIA DALLA SCUOLA

di Marzia CAMPIONI.

Nel 51/mo anniversario della Giornata Mondiale della Terra dire che la “sostenibilità inizia alla scuola” sembra la solita frase a effetto che si declama per questo evento. Ma dietro questa frase ci stanno molte riflessioni da fare per un cambiamento che sia veramente efficace per il futuro del nostro pianeta: la Terra. Cambiare i nostri comportamenti a partire da quelli individuali, per arrivare a quelli istituzionali di chi guida le città, le regioni, le nazioni e i continenti, è ormai di fondamentale importanza. Essere in piena epidemia ci deve far pensare che non possiamo più ritornare alla situazione di partenza, non possiamo ritornare al “prima””. Dobbiamo cambiare totalmente, e non parzialmente, in modo drastico le azioni nella gestione dell’ambiente e nelle scelte individuali e collettive. Basta con gli spechi di acqua, energia, materie prime. Basta con l’aumento dei rifiuti, con i cicli produttivi non sostenibili e con il consumo di combustibili fossili. Basta con l’uso di acqua potabile per farsi una doccia o per pulire la casa. Basta inquinare e degradare ciò ci circonda e che è alla base della nostra sopravvivenza.
Tutto questo può realizzarsi cambiando lo stile di vita di tutti, aumentando la conoscenza verso le trasformazioni dinamiche che avvengono sul Pianeta ogni volta che influenziamo gli equilibri naturali che lo governano. Partire dalle conoscenze per arrivare a diventare consumatori consapevoli e cittadini attivi che si muovono tutti in una stessa direzione verso il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità così ben dettagliati nell’Agenda 2030 dell’ONU.
Ma dove possiamo aumentare le nostre conoscenze se non nella comunità nella quale viviamo: in primis nella famiglia ma subito dopo nella scuola. E’ nel nostro percorso scolastico che impariamo quelle conoscenze che ci permettono di scegliere e che stimolano i nostri comportamenti. Attraverso i percorsi educativi e formativi diventiamo cittadini consapevoli, capaci di essere decisori del nostro futuro e di quello della società in cui viviamo. Ma se questo è vero anche la scuola non può più tornare indietro: il sistema scolastico deve cambiare, devono cambiare i modi e i contesti dell’apprendere. Non è più sufficiente dire “dipende dall’azione del singolo” se il singolo non è confortato dal giusto contesto. Cercherò di spiegare quanto detto più chiaramente: non è possibile insegnare comportamenti sostenibili in contesti che sostenibili non sono. Si può parlare di risparmio dell’energia in scuole energivore, non isolate energeticamente, invivibili dal punto di vista climatico o troppo fredde o troppo calde? Si può parlare di lotta agli sprechi in scuole in cui questo non avviene a partire dal consumi di carta , di cibo (basta vedere i rifiuti delle mense scolastiche) e di plastica?
Io dico di NO. Coloro che stanno apprendendo non possono comprendere di che cosa stiamo parlando, non vedono quello che diciamo intorno a loro e se si “fidano” dei nostri insegnamenti fino all’età della scuola primaria, non lo fanno più nella secondaria superiore dove il vantaggio individuale diventa prioritario rispetto al beneficio collettivo.
Per salvare e ritornare in equilibrio con il nostro Pianeta bisogna partire dalle scuole nel vero senso della parola a partire da rendere sostenibili gli edifici, da creare il bello e il benessere intorno a colui che apprende, cambiare i contesti e aumentare i modi, anche utilizzando le nuove tecnologie, per un apprendimento in linea con le risorse dell’ambiente e la sostenibilità.
Prima come docente di Chimica nelle scuole superiori e gli ultimi anni della mia carriera come Dirigente Scolastico dell’ITS “E. Molinari” di Milano, mi sono trovata molto spesso a parlare di sostenibilità e a invitare gli studenti a cambiare i propri comportamenti rendendomi conto che in quell’ambiente ciò non era possibile. Spesso mi sono sentita a disagio per tale l’incoerenza, insormontabile, e quindi un educatore che predica bene ma razzola male. Nel ruolo di Dirigente, ho cercato di portare avanti una visione di scuola al passo coi tempi e il più possibile sostenibile, proponendo azioni concrete a docenti e studenti con progetti come quello relativo allo studio sul risparmio energetico attuato poi con l’istallazione in molte parti dell’edificio di illuminazione a LED. Così negli anni è stata migliorata la sostenibilità ambientale e soprattutto gli studenti hanno potuto partecipare attivamente diventando artefici del cambiamento. Ma nella mia esperienza, come di Dirigente Nazionale del Settore Scuola di Legambiente ho capito che l’azione di ogni singolo è importante ma non basta e per questo necessità un’azione coordinata a livello nazionale, ma soprattutto è importante prendere coscienza che ormai non possiamo più aspettare, non abbiamo più tempo, dobbiamo iniziare immediatamente a cambiare i contesti per cambiare i comportamenti e lasciare qualcosa in eredità alle generazioni future.