Misurando, valutando, certificando

di Maurizio Tiriticco. Alcune riflessioni sulla valutazione… e dintorni condotte dall’amica Silvia Mion su FB mi sollecitano ad intervenire su una materia sulla quale corrono spesso luoghi comuni e ricorrono forse più spesso marchiani errori. Potrei dire che, in materia di VALUTAZIONE, da secoli – si fa per dire – la nostra amministrazione “legifera” soltanto in senso lato e non considera mai che questa operazione in aula – ma anche fuori, ovviamente – deve essere sempre preceduta, concettualmente e, di conseguenza operativamente, da un’altra, quella della MISURAZIONE. Pertanto in genere i nostri insegnanti da sempre compiono una errata commistione tra due operazioni che, invece, devono essere distinte, perché diverse e finalizzate a diversi scopi.

Ricorro ad un esempio banale. Rilevare due errori di grammatica (morfologia o sintassi) in un testo di tre righe o rilevarli in un testo di dieci pagine, come esito di due misurazioni – cioè la “conta degli errori” – non sono la stessa cosa! Lo sono solo dal punto di vista numerico!. Quindi il giudizio valutativo finale non può essere il medesimo. Altro esempio banale, ma concreto. L’alunna CINZIA, sempre bravissima, in un elaborato di italiano ha commesso un sacco di errori. L’insegnante le dice: “Cinzia mia, che hai combinato? Tutti questi errori! Ti devo mettere quattro”. L’alunno MAURIZIO, invece, notoriamente somarello, nel medesimo elaborato non ha commesso alcun errore. E l’insegnante gli dice: “Maurizio! Possibile che tu non abbia commesso neanche un errore? Sii sincero! Dimmelo! Da chi hai copiato”? Come si noterà, nelle considerazioni dell’insegnante sono “agglutinate” – se si può dir così – due operazioni che, invece, sono diverse: la prima è la CONTA degli errori: la seconda è il GIUDIZIO.

Ecco un altro esempio, altrettanto banale, che più volte ha riguardato anche me, prima che cominciassi ad occuparmi di questioni docimologiche (grazie al sodalizio pedagogico con Raffaele Laporta). Siamo alla fine dall’anno scolastico: è in atto il consiglio di classe conclusivo. L’alunno x ha conseguito ottimi voti in tutte le materie, ma in una è presentato dall’insegnate con il cinque. Il Consiglio di Classe decide di “portare” – letterale!!! – il cinque a sei! In quel “portare” in effetti sono agglutinate due operazioni: quella della pregressa MISURAZIONE operata dall’insegnante, che ha condotto al cinque, e quella della VALUTAZIONE del CdC, che conduce al sei.

Un’ultima considerazione. La norma recita, fin dai tempi della Legge Casati, che la valutazione decimale si esercita con voti che vanno da uno a dieci! E che vanno usati per intero! Riscrivo: per intero!!! E, in effetti, dieci voti per misurare e poi valutare una prova – a mio giudizio – sono anche troppi. Non basterebbero cinque, come negli Stati Uniti? O addirittura tre! Male, Bene, Ottimo! In effetti, si tratta di scale DISPARI, che pertanto consentono una posizione intermedia, cioè quella di una matematica e reale sufficienza. Il fatto è che una scala PARI – come quella adottata dalla nostra scuola – non permette situazioni intermedie! E in effetti le preoccupazioni, le discussioni – o i “litigi” – di fine anno scolastico, che ben conosciamo, nascono in larga misura proprio dall’uso di una scala pari.

Ma la fantasia dei nostri insegnanti “costruisce” di fatto scale ben più ricche, quando si ricorre ai più, ai meno, ai meno meno, e perfino ai mezzi voti! Operazioni che, quando prestavo servizio come ispettore tecnico – non mi è mai piaciuto “fare l’ispettore” – cercavo sempre di scongiurare! Ma sempre inascoltato! La forza delle abitudini dei nostri insegnanti, ormai secolari, è sempre vincente! Altro discorso riguarda l’uso dei voti bassi. Ebbene, par alcuni insegnanti nonché DS sono voti da non usare per non scoraggiare l’alunno. A volte si giunge anche ad una delibera adottata dal Collegio dei Docenti all’inizio dell’anno scolastico! Una delibera fuori legge! E che andrebbe puntualmente sanzionata! Ma il servizio ispettivo attuale, per le competenze di cui dispone, sembra latitante in materia.

Concludo pensando che oggi, con l’adozione della DAD, un discorso nuovo sulla MISURAZIONE e sulla VALUTAZIONE delle prove dei nostri alunni potrebbe avviarsi! In effetti, per quando riguarda la produzione degli elaborati e/o delle prove da parte degli alunni con una strumentazione inedita e assolutamente nuova, altrettanto nuove dovrebbero essere le relative misurazioni e valutazioni. Pensando, poi, che, alla fine di tutto questo bailamme, c’è la CERTIFICAZIONE finale. Ma qui si apre un orizzonte sull’infinito…

 

 

Maurizio Tiriticco