Esploriamo l’ambiente della didattica a distanza

di Enrico Maranzana. Il viceministro dell’istruzione Anna Ascani, nell’intervista a Unomattina del 5 maggio, ha parlato della didattica a distanza: ha riconosciuto la necessità di ampliare l’offerta formativa, stimolandola con investimenti culturali.

La questione che si pone è: meglio privilegiare l’aspetto qualitativo o quello quantitativo? Da un lato si valorizzano le potenzialità dell’informatica e degli strumenti tecnologici, dall’altro lato si espande il campo delle attività, includendo musica, arte, sport, creatività digitale ..

Una problematica che si complica per l’attuale utilizzo degli strumenti dell’informazione: nella secondaria la comunicazione formativa, senza subire significative variazioni, non avviene più in classe, ma telematicamente.

Anche i riferimenti operativi dei docenti, sempre nella secondaria, intorbidiscono il campo in cui nasce il problema: non sono i traguardi del sistema scolastico a guidare la loro azione; la trasmissione dei contenuti delle materie è ritenuta l’oggetto del mandato conferito agli insegnanti.

Da un lato le competenze generali, dall’altro il programma.

 

In questo scritto si focalizzeranno le caratteristiche dell’ambiente della comunicazione digitale: forniscono elementi base, utili per sciogliere il bisticcio qualitativo/quantitativo.

 

Se ne presenta un parziale elenco:

 

  1. Siamo “nel villaggio globale”, le distanze sono annullate, interagiamo con il mondo intero.

 

  1. La progettualità è la porta d’ingresso all’uso del computer.

 

  1. L’informatica è pervasiva: gli avanzamenti culturali della società contemporanea lo dimostrano

 

  1. Le modellazioni, che infarciscono la comunicazione di rete, semplificano la realtà: i dati e le relazioni sono selezionati in funzione del problema studiato e del risultato atteso.

 

  1. La dimensione dei problemi trattabili aumenta, anche per gli aspetti collaborativi, la competitività e la multidisciplinarità.

 

  1. Il concetto di sistema è concretizzato.

 

  1. L’evoluzione dei processi è visualizzata.

 

  1. Come interrogare la rete?

 

  1. Disponiamo di fonti d’informazione sconfinate: come distinguere il vero dal falso?

 

  1. Come dobbiamo leggere i dati per trasformarli in informazioni?

 

  1. Disponiamo di un servitore attento e fedele: possiamo istruirlo.

 

  1. Le simulazioni coinvolgono, per l’immersione nel virtuale.

 

  1. Le parole sono affiancate da suoni e immagini.

 

  1. E’ superata la staticità dello scritto su carta: i testi sono fluidi.

 

  1. L’espressione del pensiero è facilitata dalla disponibilità, semplice e immediata, dei sinonimi e dei contrari di una parola.