L’alternanza scuola-mondo del lavoro ha cambiato veste

  • di Enrico Maranzana. L’alternanza scuola-lavoro è stata introdotta nel 2005 come attività formativa esterna, parallela, complementare e autonoma: “Se faccio capisco” è il suo leitmotiv.

    Iniziativa tesa alla “realizzazione di un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile” e a “correlare l’offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio”.

    La situazione è stata radicalmente modificata dalla legge 107/2015. Gli enti esterni sono stati coinvolti nella definizione dei traguardi formativi cui il Piano Triennale dell’Offerta Formativa mira: “Ai fini della predisposizione del piano, il dirigente scolastico promuove i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali ed economiche operanti nel territorio”, ridisegnando il campo del problema.

    La condivisione delle finalità del piano modifica il ruolo e la funzione delle aziende e delle realtà locali: la separatezza dell’alternanza è superata. Esse entrano a pieno titolo nello sviluppo degli itinerari formativi.

    Come? Con quali compiti? In quale fase dell’attività scolastica?

    Si trascrive il processo vitale del PTOF, in cui è collocata l’alternanza, organicamente.

    REALIZZAZIONE: il Consiglio di Istituto, che lo approva (“adotta”), “elabora gli indirizzi generali” da cui dipende la ratifica. Tra questi troneggia l’elenco delle competenze generali caratterizzanti i percorsi di studio.

    Il dirigente scolastico formalizza gli indirizzi generali (“definisce”) con i contributi delle diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio.

    Le linee guida sono trasmesse al Collegio dei Docenti per l’elaborazione.

     

    GESTIONE Il Collegio dei docenti e i Consigli di Classe sono i soggetti responsabili: le aziende e le organizzazioni locali collaborano.

    VALIDAZIONE  IN ITINERE – Il Collegio dei docenti che “programma l’azione educativa” “valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”.

    EX POST: Invalsi, realtà locali, università rilevano lo scostamento tra risultati attesi e risultati osservati, lo comunicano alle scuole per gli opportuni interventi (feed-back).

     

    Ahimè, la palude scuola ha inghiottito anche il cambiamento previsto dalla 107: l’alternanza continua ad essere un’attività separata, con propri obiettivi, alternativa.