Ei fu

di Gabriele Boselli

 

Può una morte onorevole riscattare un’esistenza mediocre?

Dati i tempi è cosa straordinaria che un ministro dell’istruzione rassegni le dimissioni per non esser riuscito a tener fede ai propri impegni programmatici. Unico precedente, che io ricordi, quello di Tullio De Mauro, che si dimise piangendo essendosi riconosciuto non all’altezza della situazione. Tutti gli altri ministri degli ultimi trent’anni, anche quelli tragicamente inadeguati e produttivi solo di arretramenti come Gelmini, Fioroni, Fedeli e Bussetti si aggrapparono alla poltrona sino alla fine del governo di cui facevano parte, disonorando la cattedra su cui si erano seduti Gentile, Bottai, Valitutti, Spadolini, Berlinguer e (pochi) altri uomini di valore.

Non che Fioramonti abbia combinato molto, ma il gesto terminale delle dimissioni -se non tattico e studiato per farsele respingere- lo colloca nell’Olimpo, accanto alla dea Minerva.