Il bonus premiale ai docenti e la proposta di "capovolgimento" di Valentino

Il recente intervento di A. Valentino  (E se la ripensassimo “capovolta”?, in “ScuolaOggi” del 7 u.s.) ha aperto una qualche crepa nel muro di scetticismo indotto in me dal  meccanismo premiale previsto dalla legge 107/15. Che, ribadisco, è  concepita per affermare nettamente anche nella scuola modelli organizzativi e gestionali  dettati da una  logica che, facendo leva sulla concorrenza , su un assetto gerarchico “forte”e su una meritocrazia scolastica   che al momento nessuno è riuscito a definire in maniera convincente, produce in tutta evidenza effetti divisivi e di ulteriore destabilizzazione del sistema scolastico.  Lo  dimostrano le discussioni – infinite, estenuanti, spesso laceranti – che hanno sostanzialmente caratterizzato quest’anno scolastico senza portare ad approdi né unitari  né convincenti.

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E se la ripensassimo “capovolta”? Ancora a proposito di valorizzazione del merito.

I termini e le ragioni della proposta. Come da più parti è stato rilevato, la vera criticità della norma sulla valorizzazione del merito non riguarda  il senso e le finalità deducibili dalla L. 107 (commi 126-130): premiare cioè soprattutto qualità e risultati del lavoro docente ….); riguarda invece i rischi legati al meccanismo premiale previsto, soprattutto in termini di conflittualità e sospetti che la prevedibile competitività può innescare tra i docenti.

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Cosa cela l’assenza di griglie di valutazione del concorso?

Il ministro Giannini ha dichiarato che gli scritti del concorso a cattedra verificano “la abilità metodologica e didattica e dunque s’innalzerà il livello qualitativo" dell'istruzione in Italia.Un’asserzione sintomo di un’inadeguata percezione del campo del problema: la selezione è da effettuare in base al modello di scuola elaborato dal legislatore.

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Aprile, mese crudele

Non so se aveva ragione T.S. Eliot (“Aprile è il mese più crudele”), ma certamente se aprile non è il “più” crudele è certo un mese in cui i nodi vengono al pettine. L’anno scolastico volge al termine e molte delle cose progettate sono in alto mare o in convulsa conclusione, nelle scuole c’è molta fibrillazione per conciliare il termine dei progetti, delle attività, degli incontri programmati e non con l’accavallarsi di verifiche, compiti in classe, relazioni, esami (all’orizzonte).

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