A proposito di valutazione e dintorni

Tre a mio avviso sono i temi/problemi su cui occorre far riflettere e operare gli insegnanti: a) progettazione/programmazione (pare che ormai siano concetti/operazioni molto desueti; si procede più seguendo il libro di testo che conducendo e realizzando interventi debitamente programmati, in sede di CdC e in chiave pluridisciplinare (l'interdisciplinarità richiede operazioni molto più complesse... ma chi pon mano ad essa?): b) misurazione, valutazione, certificazione. La confusione è tanta e da sempre!

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A+, B - -, C , D +, E - - e così via! Ma di che cosa parliamo?

Già prevedo come gli insegnanti si arrovelleranno a utilizzare cinque lettere, abituati da sempre a giostrarsi tra dieci numeri!!! Quando la finiranno al Miur di occuparsi della scuola militante? Perché non si limitano ad amministrarla senza entrare nel merito della didattica, sulla quale, prima di esprimersi, dovrebbero avvalersi dei consigli di esperti?

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Il bonus premiale ai docenti e la proposta di "capovolgimento" di Valentino

Il recente intervento di A. Valentino  (E se la ripensassimo “capovolta”?, in “ScuolaOggi” del 7 u.s.) ha aperto una qualche crepa nel muro di scetticismo indotto in me dal  meccanismo premiale previsto dalla legge 107/15. Che, ribadisco, è  concepita per affermare nettamente anche nella scuola modelli organizzativi e gestionali  dettati da una  logica che, facendo leva sulla concorrenza , su un assetto gerarchico “forte”e su una meritocrazia scolastica   che al momento nessuno è riuscito a definire in maniera convincente, produce in tutta evidenza effetti divisivi e di ulteriore destabilizzazione del sistema scolastico.  Lo  dimostrano le discussioni – infinite, estenuanti, spesso laceranti – che hanno sostanzialmente caratterizzato quest’anno scolastico senza portare ad approdi né unitari  né convincenti.

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Senza demerito

Reduci del Sessantotto, entrammo spavaldi nella scuola, giovani insegnanti, all'inizio degli anni settanta, con l'idea di abbattere ogni forma di meritocrazia. L'applicammo, per la verità, più a noi che agli alunni. D'altra parte tra note di qualifica (la preside Clementina a chi era al primo anno d’insegnamento non dava "ottimo", per principio) e i concorsi per merito distinto (sembravano a noi così lontani nel tempo) era facile professarsi sostenitori dell'egualitarismo.

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E se la ripensassimo “capovolta”? Ancora a proposito di valorizzazione del merito.

I termini e le ragioni della proposta. Come da più parti è stato rilevato, la vera criticità della norma sulla valorizzazione del merito non riguarda  il senso e le finalità deducibili dalla L. 107 (commi 126-130): premiare cioè soprattutto qualità e risultati del lavoro docente ….); riguarda invece i rischi legati al meccanismo premiale previsto, soprattutto in termini di conflittualità e sospetti che la prevedibile competitività può innescare tra i docenti.

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