“Vite Intorno”: scuola e lavoro per un futuro migliore in Togo

di: Serena Bassi, Paul Gaudet, Edoardo Nicolucci, Gabriele Angst, Anna Tassetto e Ossama Tchina.

“Vite Intorno” nasce nel 2010 a seguito di un viaggio realizzato in Togo da  Patrizia Tannorella, attuale direttrice dell’associazione.  Durante questa esperienza personale di volontariato incontra altre persone che, come lei, si innamorano del posto e della sua gente.

Al rientro in Italia continua la riflessione sul Togo e Patrizia, insieme alle persone conosciute durante il viaggio, si impegna per la creazione di un’associazione al fine di raccogliere risorse umane e materiali per avviare alcuni progetti sia in Togo che in Italia.

Al momento della sua fondazione, l’associazione viene registrata come ONLUS; questo permette l’accesso ai bandi pubblici o di fondazioni per ottenere dei finanziamenti e di ricavare ulteriori aiuti economici dall’imposta del 5×1000.

Al suo interno operano una decina di soci e diversi volontari; molti di questi partecipano a eventi occasionali organizzati generalmente a Milano. Come afferma la presidente di “Vite Intorno” servono sempre più persone che collaborino con l’organizzazione, poiché ci sono molte attività da svolgere. Per diventare volontari è sufficiente mettersi in contatto con l’associazione e manifestare il desiderio di donare il proprio tempo libero aiutando gli altri.

Per quanto riguarda i finanziamenti dei progetti i soci si impegnano con una quota annuale esigua, mentre la maggior parte dei fondi è coperta dalla partecipazione ai bandi e dai contributi di singoli donatori. Di grande aiuto è stata in particolare la Tavola Valdese che, in Togo, ha provveduto al sostegno scolastico di cento bambini, finanziato la costruzione di una scuola d’arte e costruito una scuola elementare. Per incrementare i fondi vengono, inoltre, organizzati a Milano diversi eventi e molti mercatini per le vendita di oggetti artigianali realizzati in Togo.

La fondazione dell’associazione dedicata alle problematiche del Togo nasce da un gesto di amore verso quella terra e quelle genti che, con la loro semplicità, hanno conquistato i cuori dei volontari. In effetti fino a poco fa in tale paese vi era un regime dittatoriale e poche sono state le occasioni d’incontro con altre culture, anche a causa della scarsa affluenza turistica. Di conseguenza la gente locale ha conservato una spontaneità e una naturalezza tuttora molto evidente.

Il Togo è uno stato dell’Africa occidentale con capitale Lomé. La lingua ufficiale è il francese, ma sono parlati anche altri dialetti, come l’ewe e il kabye. E’ una nazione poverissima: circa il 40% della popolazione vive con meno di 1,25 dollari statunitensi al giorno. Il 46,8% degli adulti è analfabeta e circa un terzo della popolazione frequenta la scuola, ma la maggior parte conclude gli studi alla scuola elementare.

L’associazione “Vite Intorno” si è presa carico di diversi progetti sia in Italia che in Togo con due principali obbiettivi: fornire un’istruzione adeguata ai bambini sotto ai diciott’anni e una formazione professionale, per lo più legata all’artigianato, con lo scopo di inserire i ragazzi all’interno di un contesto lavorativo.

Fra i progetti realizzati in Togo vi è infatti la costruzione di un centro di artigianato nella capitale del paese, Lomé. Questo centro nasce per fornire ai giovani togolesi disoccupati una formazione artigianale in modo che trovino un lavoro e riescano ad avere un proprio reddito. Le attività svolte sono: la tecnica del batik, la scultura, la pittura e il cucito.

Per quanto riguarda i bambini, per cercare di garantire loro un’istruzione adeguata, sta per essere conclusa la costruzione di una scuola elementare pubblica. Quest’opera è molto importante poiché le poche scuole presenti in Togo sono private e quindi forniscono istruzione solamente a coloro che possiedono i mezzi finanziari per frequentarle. I responsabili del progetto stanno costruendo la scuola nel villaggio di Agome Kpodzi, a 120 km da Lomé. Nel paese è presente anche un’altra scuola pubblica costruita con canne, senza corrente elettrica, acqua e bagni, nella quale vi sono in media fra i 40 e i 50 alunni per classe. Questa struttura è quindi insufficiente ad accogliere tutte le richieste e i bambini che non possono permettersi la scuola privata non ricevono istruzione.

La nuova struttura, in muratura, sarà composta da sei aule per la scuola elementare e una per quella materna. Sarà dotata di corrente elettrica, acqua e bagni divisi per bambini e bambine.

La gestione della scuola verrà affidata alle autorità locali così da garantire, in quanto scuola pubblica, la mancanza di rette e la parziale fornitura di libri. Per il progetto saranno presenti due architetti italiani oltre a cinque volontari e un supervisore locale, Boris Ali. Secondo quest’ultimo entro dieci mesi la costruzione della scuola verrà ultimata.

L’associazione vuole anche aumentare il numero dei progetti presenti in Italia. Come ci ha spiegato la presidente di “Vite Intorno”, l’ambito che vorrebbe migliorare è quello dell’accoglienza degli immigrati. Il progetto consisterebbe nel dare una formazione professionale ai giovani che vengono in Italia, aiutando coloro che desiderano poi ritornare dalle loro famiglie a applicare quanto appreso in Togo. Ciò permetterebbe ai togolesi di avere una vita dignitosa, sostenere la propria famiglia e dare un impulso all’economia del paese.

Infine, l’associazione si propone di dare un contributo anche al settore della sanità, in quanto le strutture esistenti non garantiscono le cure mediche necessarie a coloro che non hanno risorse finanziarie.

Pertanto la missione di “Vite Intorno” consiste nell’aiutare e migliorare le condizioni di vita di giovani e bambini che rappresentano rispettivamente il presente e il futuro di ogni paese.

I valori su cui si fonda l’associazione sono quindi il lavoro e l’istruzione. Il lavoro permette ai giovani di inserirsi con un proprio ruolo all’interno della società e di mantenere se stessi e una famiglia.

L’istruzione, invece, è lo strumento che consente di crescere con la consapevolezza della realtà in cui si vive e di difendere i propri diritti.

Riuscire a conseguire entrambi in Togo, come in numerosi altri paesi, è la condizione necessaria per realizzare una società veramente libera.