Perché la “Buona scuola” non dimentichi l’istruzione degli adulti

Sembra che a fine mese usciranno i primi provvedimenti – tra cui probabilmente un decreto legge- applicativi del documento sulla “Buona scuola”.  I nodi che stanno arrivando al pettine sono tanti e si sa che nella scuola più che altrove i l divaolo si nasconde nelle pieghe del dettato dei degli atti leigslativi. Ma c’è un aspetto di cui si è parlato poco e che rappresenta invece uno dei nodi del nostro sistema formativo: l’istruzione degli adulti.

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Gli studenti nella “buona scuola”. Proviamo a chiarirci

Il documento sulla Buona scuola non dedica molto spazio agli studenti in quanto tali. Ovviamente sono i principali soggetti per i quali l’intera operazione governativa di rinnovamento viene messa in campo. Ma l’ottica con la quale il  documento è costruito è , complessivamente, docente-centrica. E questo perchè hanno giustamente ravvisato – gli estensori - che un processo di riforma della scuola ha negli insegnanti il motore da revisionare e riattivare.

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A proposito dei fatti di Parigi e della… irresponsabilità della scuola

La domanda che in molti ci siamo posti sulla incapacità della scuola di integrare i nuovi nati al mondo della democrazia e della coesistenza di tutte le ideologie e di tutti i credi religiosi, richiede qualche approfondimento. Anche perché – almeno per quanto riguarda il nostro Paese – sono gli stessi dati relativi al nostro “Sistema educativo di istruzione e formazione” a dirci che la scuola può poco in termini di significativi cambiamenti socioculturali.

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Voltaire! Dove sei? Amari pensierini in libertà

Alla fine della guerra avevo perduto la casa, comunque io e i miei ci eravamo salvati. Nonostante le difficoltà, io e mia sorella riuscimmo a terminare gli studi e io mi licenziai dal Liceo Giulio Cesare di Roma nel 1946. Inutile dire che i primi anni Quaranta furono per me forse molto più significativi degli studi classici: il 10 giugno ’40 entriamo in guerra ed io, balilla convinto, ero certo che in breve tempo con gli alleati germanici avremmo vinto la guerra e liberato il mondo dalla dittatura franco-anglo-americana nonché giudaico-massonico-capitalistico-plutocratica! Poi viene il 25 luglio del ’43 e il balilla convinto entra in una grave crisi. Poi ancora l’8 settembre del ’43… dalla crisi alla faticosa costruzione di una nuova identità! E poi la Resistenza, le Fosse Ardeatine, il 4 giugno del ‘44: Roma finalmente liberata.

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Com’io vidi un, così non si pertugia, rotto dal mento infin dove si trulla

Il 7 gennaio 2015 un commando di due uomini armati con fucili d'assalto kalashnikov ha attaccato la sede del giornaleCharlie Hebdo  (  periodico settimanale satirico francese dallo spirito caustico e irriverente ) durante la riunione settimanale di redazione. Dodici i morti, tra i quali il direttore Stéphane Charbonnier, detto Charb, e diversi collaboratori storici del periodico (Cabu, Tignous, Georges Wolinski, Honoré), due poliziotti e numerosi feriti.

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