Voltaire! Dove sei? Amari pensierini in libertà

Alla fine della guerra avevo perduto la casa, comunque io e i miei ci eravamo salvati. Nonostante le difficoltà, io e mia sorella riuscimmo a terminare gli studi e io mi licenziai dal Liceo Giulio Cesare di Roma nel 1946. Inutile dire che i primi anni Quaranta furono per me forse molto più significativi degli studi classici: il 10 giugno ’40 entriamo in guerra ed io, balilla convinto, ero certo che in breve tempo con gli alleati germanici avremmo vinto la guerra e liberato il mondo dalla dittatura franco-anglo-americana nonché giudaico-massonico-capitalistico-plutocratica! Poi viene il 25 luglio del ’43 e il balilla convinto entra in una grave crisi. Poi ancora l’8 settembre del ’43… dalla crisi alla faticosa costruzione di una nuova identità! E poi la Resistenza, le Fosse Ardeatine, il 4 giugno del ‘44: Roma finalmente liberata.

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A proposito dei fatti di Parigi e della… irresponsabilità della scuola

La domanda che in molti ci siamo posti sulla incapacità della scuola di integrare i nuovi nati al mondo della democrazia e della coesistenza di tutte le ideologie e di tutti i credi religiosi, richiede qualche approfondimento. Anche perché – almeno per quanto riguarda il nostro Paese – sono gli stessi dati relativi al nostro “Sistema educativo di istruzione e formazione” a dirci che la scuola può poco in termini di significativi cambiamenti socioculturali.

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I fatti di Parigi: la sconfitta della scuola?

I giovani terroristi che hanno agito a Parigi erano cittadini francesi, scolarizzati in scuole francesi fin da piccoli. Mi domando: in un Paese democratico e in una scuola altrettanto democratica, com’è possibile che non si sia riusciti a educarli alla convivenza civile e all'accettazione di quel pluralismo religioso che potrebbe costituire un arricchimento e non un limite per la crescita/sviluppo di ciascun cittadino, di qualsiasi etnia (non razza, ovviamente) e credo religioso?

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Com’io vidi un, così non si pertugia, rotto dal mento infin dove si trulla

Il 7 gennaio 2015 un commando di due uomini armati con fucili d'assalto kalashnikov ha attaccato la sede del giornaleCharlie Hebdo  (  periodico settimanale satirico francese dallo spirito caustico e irriverente ) durante la riunione settimanale di redazione. Dodici i morti, tra i quali il direttore Stéphane Charbonnier, detto Charb, e diversi collaboratori storici del periodico (Cabu, Tignous, Georges Wolinski, Honoré), due poliziotti e numerosi feriti.

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Il rapporto scuola e lavoro: le imprese non sono tutte uguali

Maurizio Landini, intervenendo ieri alla manifestazione di Sinistra Ecologia e Libertà, ha detto che, non solo i sindacati, ma anche le imprese non sono tutte uguali. Si riferiva a quella parte significativa, ma purtroppo ristretta, del nostro sistema produttivo che compete puntando sull’innovazione e la qualità del lavoro e che, di conseguenza, non è interessata allo scontro con il sindacato e alla cancellazione dell’art.18  perché sanno che per chiedere ai lavoratori responsabilità sui risultati, autonomia decisionale, partecipazione attiva devono rispettare la libertà e dignità della persona che lavora.

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