Ancora su CGIL e alternanza

L’impegno della CGIL per la qualità dell’alternanza scuola lavoro continua a destare interesse. In un recente articolo su Micromega Marina Boscaino, associata in questa occasione a Renata Puleo, accusa di nuovo la CGIL di avere posizioni contraddittorie sull’alternanza scuola lavoro.

 

Molte delle questioni riproposte sono già state chiarite in una mia intervista a Tecnica della Scuola. (2) A questo proposito è sufficiente aggiungere che il corso di formazione per tutor esterni (non tutor scolastici come si inventano di sana pianta CGIL Boscaino e Puleo) per l’alternanza scuola lavoro non è stato annullato, come auspicavano le coautrici, ma si è tenuto con successo presso la CGIL Lombardia il 21 e 22 novembre con oltre quaranta partecipanti. La stessa iniziativa sarà nei prossimi giorni programmata per le regioni del centro sud.

Boscaino e Puleo poi analizzano un mio articolo (3) e si avventurano anche nell’improbabile interpretazione di mie slide (4), utilizzate a supporto della mia relazione al corso di formazione in questione, per dedurne una irrimediabile subalternità al PENSIERO UNICO NEOLIBERISTA.
Le prove, oltre all’utilizzo della applicazione Prezi, consistono nel ricorrente utilizzo di parole quali “innovazione”, “formazione permanente”, (in realtà uso spesso “apprendimento permanente”… non è la stessa cosa), “valutazione” e soprattutto “competenze”.

Boscaino e Puleo riducono le competenze a strumento di mercificazione del sapere e del lavoro. Ora, è vero che esistono diversi approcci al concetto di competenza ma nessuno di questi può giustificare una interpretazione così semplificata e distorta.

Sfugge del tutto il percorso attraverso il quale si è affermato il concetto di competenza. Un percorso in cui il mondo del lavoro è stato protagonista, mosso dall’esigenza di conoscere, descrivere, comunicare, valorizzare il lavoro che cambia e incorpora sempre più sapere. Di qui il bisogno di superare la tradizionale gerarchia conoscenze/competenze secondo cui il sapere nel lavoro sarebbe solo un saper fare senza conoscenze o, al più, una mera applicazione delle conoscenze.

Chi sta dalla parte dei lavoratori, proprio perché rifiuta la loro riduzione a mezzo di produzione, rivendica il riconoscimento in ogni lavoro di un sapere che appartiene alla persona che lavora, un sapere in cui si integrano conoscenze, abilità e capacità apprese in contesti non solo scolastici e in cui i saperi teorici si arricchiscono di saper fare e sapere essere.

Il lavoratore che utilizza il concetto di competenza per vedersi descritto, riconosciuto e valorizzato il sapere che ha sviluppato nel corso della sua esperienza lavorativa è subalterno al pensiero unico neoliberista oppure sta riappropriandosi della sua irriducibile autonomia di persona che lavora?

Il lavoratore che rivendica la pari dignità delle competenze apprese in contesti non formali e informali (cosa oggi possibile grazie ai processi di validazione e certificazione delle competenze) impone alla scuola una “gravissima cessione di sovranità” oppure rivendica il sacrosanto diritto a veder riconosciuti gli apprendimenti comunque realizzati per continuare gli studi in contesti formali o per poterli utilizzare nelle transizioni lavorative?

Senza questo riconoscimento del sapere del lavoro e della funzione progressiva del concetto di competenza l’alternanza non può altro che apparire come “inutile perdita di tempo”, “svilimento della funzione educativa della scuola”, “gravissima cessione di sovranità”, “sfruttamento dei minori”, ... .

Il riconoscimento del valore educativo del lavoro e del sapere in esso contenuto è, infatti, all’origine delle esperienze di alternanza scuola lavoro. Renderla obbligatoria significa considerare la cultura del lavoro parte essenziale dei percorsi formativi della scuola della Repubblica fondata sul lavoro.
Il mondo del lavoro non può essere ridotto solo a sfruttamento e mercificazione, non possono essere ignorate le conquiste dei lavoratori e la dialettica in esso presente per contrastare vecchie e nuove forme di sfruttamento e per difendere e conquistare vecchi e nuovi diritti.

L’impegno del sindacato nelle attività di alternanza, tra l’altro, ha anche questa funzione: contribuire alla consapevolezza del ruolo attivo e critico della persona che lavora. Non si tratta solo di adattarsi al lavoro, ma è possibile cambiarlo per conquistare diritti e tutele attraverso l’azione sindacale.

Questo ruolo giocato da soggetti extrascolastici rende le scuole subalterne alle aziende e attenta alla “sovranità scolastica” come sostengono Boscaino e Puleo?
Sulla base dell’attuale assetto normativo questo può essere escluso, a meno che una scuola non abdichi alle proprie prerogative. L’Istituzione Scolastica, infatti, ha piena responsabilità di tutte le fasi dei percorsi di alternanza scuola lavoro. Anche quando collabora con le strutture ospitanti la responsabilità ultima è sempre della scuola.

Certo, le scuole sono state messe in gravi difficoltà dalle modalità attuative sbagliate adottate dal governo a causa dell’assenza di un piano operativo graduale e progressivo e del mancato coinvolgimento attivo delle parti sociali. 
Quindi, per assicurare a ogni studente esperienze di alternanza qualificate non serve cancellare le attuali norme, sono invece urgenti interventi di monitoraggio, supporto e correzione degli errori attuativi.

Questi argomenti ovviamente non convincono la parte del mondo della scuola che respinge l’alternanza come un male assoluto. Spesso dietro le argomentazioni magniloquenti dei più fieri oppositori dell’alternanza si scoprono più prosaici interessi tesi a difendere il “tran tran” abituale fatto di insegnamento trasmissivo e separatezza disciplinare, di classi e scuole chiuse per non mettersi in discussione e non dover rendere conto ad alcuno.

Non è una novità, conferma una solida convinzione del sindacato confederale secondo la quale il massimalismo sindacale e politico altro non è che la copertura del corporativismo e della conservazione del presente stato delle cose.


(1) http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/…
(2) https://www.tecnicadellascuola.it/alternanza-scuola-lavoro-… 
(3) http://www.rassegna.it/…/alternanza-scuola-lavoro-un-obblig…
(4) https://prezi.com/view/cUmotzQ5QPcdEWgFnnCF/


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Fabrizio Dacrema
CGIL Nazionale
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