Il Miur ha il paraocchi

L’insegnamento universitario differisce  da quello della scuola secondaria: rispondono a modelli differenti. La conoscenza, la cui trasmissione è finalità del primo, diventa lo “strumento e l’occasione d’apprendimento” del secondo.

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L’incoerenza del Piano Nazionale Scuola Digitale rispetto alla sua finalità

Il ministro Fedeli, al punto 7 dell’atto d’indirizzo Miur, assicura la continuità e la coerenza con il Piano Nazionale Scuola Digitale i cui obiettivi “sono quelli del sistema educativo: le competenze degli studenti, i loro apprendimenti, i loro risultati, e l’impatto che avranno nella società come individui, cittadini e professionisti …. per rispondere alle sfide di un mondo che cambia rapidamente, che richiede sempre di più agilità mentale, competenze trasversali e un ruolo attivo dei giovani”.

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La Corte e la scuola

L’ultimo parere degli ermellini, che invalida la delega della Legge 107 circa la “costruzione” del “sistema 0-6” mi pare possa essere oggetto di analisi interessante più che per il merito dell’ipotesi invalidata (“zero-sei” è poco più di una etichetta suggestiva che attende di essere riempita di condizioni e contenuti..), per le ragioni addotte dai giudici che hanno invece una notevole potenziale “estensibilità” ad altre materie che, in futuro, non mancheranno.

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Ricordo di Tullio De Mauro

Ho conosciuto Tullio de Mauro nell’estate del 1966, a Montebelluna, durante un corso di formazione in Linguistica, organizzato dal Movimento di Cooperazione Educativa. Appartenevo al Movimento dall’anno 1963 e avevo già partecipato a numerosi corsi estivi di “matematica moderna”, meglio identificata come insiemistica, sempre all’interno della formazione che durante il periodo estivo il già citato movimento era solito offrire ai suoi iscritti.

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