Una scuola di classe "superiore"

“La luce/ del futuro non cessa un solo istante/ di ferirci” (Pasolini da “Le ceneri di Gramsci”). Ma Walter Benjamin ricordava che l’Angelo della Storia non ha lo sguardo rivolto al futuro, bensì al passato e soffre perché lo scorge come un continuo franare di rovine.

E’ la rappresentazione drammatica del rapporto tra l’uomo e la sua Storia, da Caino in poi. 
Conosciamo i modi elaborati per sfuggire a tale dramma: dal pensare alla Storia come “progresso continuo” guidato dalla ragione (ma poi lo stesso Voltaire dovette misurarsi sgomento con il terremoto di Lisbona); al meno dignitoso, per la verità, scaricare tutte le responsabilità su chi ha preso in mano le carte della partita per ultimo… Fino al noto “piove, Governo ladro” o meglio oggi “non piove Governo ladro”.. appunto.
Pensieri balenanti, mentre scrivevo il pezzo che vi propongo di seguito.
Probabilmente “esagerati” rispetto al merito. Ma che volete fare? Alla mia età dopo mezzo secolo nel quale la scuola è stata (certo non da sola) il focus del mio impegno, mantenere quel doppio sguardo assume un valore quasi etico. La domanda che spesso ripropongo, specie a quelli che hanno avuto una storia parallela alla mia è “dove e in cosa abbiamo sbagliato?”. 
E’ una condizione per evitare sia che il “nuovo” si riproponga come “cosmesi” di un già provato, con una riverniciatura di “epocalità” come si usa. Sia che la sindrome del “..signora mia non è più come una volta..” assuma la funzione consolatoria di evitare di guardare al passato come colline che rovinano a valle… e trovare il responsabile di tutto nell’oggi. 
Ci tocca sempre il doppio impegno: ristrutturare, sanare, mantenere, restaurare un passato che minaccia sempre rovine, e provare a disegnare il “non fatto” e il da farsi. Sopportare, senza chiudere gli occhi la ferita della luce intensa del futuro.
E’ questo il tentativo del contributo che segnalo. Ovviamente ci sarebbero ancora tante cose da aggiungere a quelle… ma sarà per la prossima puntata. E se qualcuno dei lettori (ma il cestino è sempre disponibile) desse una mano con le sue osservazioni, avrebbe la mia gratitudine.