L’esperienza di uno studente italiano in un asilo tedesco

Con l’introduzione dell’alternanza scuola lavoro si sono create le possibilità per fare esperienze didattiche in ambiti extra scolastici molto interessanti. A tal proposito abbiamo intervistato Lorenzo di Biagio, studente della classe bilingue tedesca del L.S.S. Leonardo Da Vinci per farci raccontarci il suo stage.

 

Per cominciare, in cosa consisteva la tua attività di Alternanza ?

Grazie alla nostra insegnante di tedesco che ha fatto da intermediaria, abbiamo potuto fare 2 settimane di scambio in Germania a Wurzburg ospitati da una famiglia locale, durante le quali abbiamo lavorato all’interno dell’asilo St. Buckard. Ovviamente tutta l’esperienza ha previsto dei costi, una cifra che nel complesso non ha superato i 900 euro. Assolutamente ragionevole, considerato che copriva qualsiasi tipo di bisogno, fatta eccezione per i “capricci” personali. Per raggiungere la città siamo partiti da Milano con un autobus e il viaggio è durato nove ore. Si lavorava sei giorni alla settimana, 8 ore al giorno con un’ora di pausa. Al mattino si cominciava con l’appello e qualche attività di canto. Poi un paio d’ore di gioco libero che poteva essere sia gioco all’aperto sia gioco di società. Terminate queste vi era la pausa. Dopo il pranzo i bambini venivano suddivisi in gruppi di apprendimento, durante i quali si insegnano nuove parole, nomi e cose di questo tipo, dato che i bambini avevano un’età compresa tra i 2 e i 6 anni. Noi svolgevamo tutti i compiti richiesti: dal trasportare oggetti al curare i bambini o qualche volta persino montare armadi.

Durante lo scambio quindi, il punto centrale era l’esercizio del tedesco ovvero la lingua che studi?

Sicuramente l’esperienza è stata formativa per questo aspetto che anche a livello scolastico mi tornerà molto utile. Non è da tralasciare però l’aspetto relativo al rapporto con i bambini: devo ammettere di essere arrivato con l’idea di sopportarli poco, ma al termine dello scambio mi ero perfino affezionato ad alcuni di loro e credo di essere, in un certo senso, cresciuto. Le mie conoscenze della lingua (possiedo una certificazione B1) mi sono servite come base; i bambini ti insegnano le cose più semplici da dire, frasi della quotidianità e ciò aiuta molto ad abituarsi al suono della lingua. Soprattutto quando c’è da imparare le regole dei giochi. Nel complesso inserirei anche le relazioni con i bimbi come punto centrale di questa attività.

Riuscire ad organizzare il tutto è stato complicato ?

Per niente; di tutta la burocrazia si è occupata la segreteria, fatta eccezione per i contatti che sono stati forniti dall’insegnante di tedesco. Logicamente noi ci siamo dovuti presentare tramite una lettera. Il documento riguardante il resoconto del nostro operato è stato stilato da i professori con cui abbiamo collaborato. In questo documento, oltre al conteggio ore che erano circa 100, era presente anche una valutazione di tutti gli aspetti previsti dalle attività come ad esempio la disponibilità, i miglioramenti linguistici e il rapporto con i bambini.

Siete stati scelti in base a qualche particolare requisito ?

No, bastava essere interessati. Senza dubbio, avere delle nozioni di base per quanto riguarda la lingua era strettamente necessario, ma essendosi occupata di tutto la nostra professoressa, quest’unico requisito era “sottinteso”.

Ma l’esperienza è stata individuale o di gruppo ?

Non ero l’unico a fare questo scambio. Eravamo smistati a coppie nelle famiglie, giusto per avere un appoggio. Però all’interno dell’asilo eravamo sempre divisi, per consentirci di compiere un percorso indipendente. Ciò incideva specialmente sulla lingua visto che, anche in famiglia, l’italiano era praticamente vietato.

Da quanto hai raccontato, si intuisce che ti sia molto piaciuta l’esperienza

Direi proprio di sì e mi sento anche di consigliarla a qualcuno che possa essere dubbioso a riguardo. Tutto ciò che ho fatto potrà tornarmi utile. Ad esempio, anche solo il rispetto degli orari e la disponibilità sul posto di lavoro sono aspetti che prima si imparano e comprendono meglio è. Oltre a ciò e al miglioramento linguistico, reputo questo tipo di alternzanza particolarmente costruttiva nell’ambito caratteriale: mi ha fatto crescere, maturare, facendomi capire le mie responsabilità e facendomi vedere le cose sotto un altro punto di vista.

 

 

Gabriele Fidanza

Pietro Legramandi

Francesco Macciò

Giacomo Pisati

(4I Liceo Scientifico Volta, Milano)