Maturita', per i ragazzi dislessici computer e prove semplificate

La maturita' e' alle porte e l'ansia cresce per tutti, anche per i ragazzi dislessici che dovranno affrontate l'esame. Per loro, e' bene ricordare che chi soffre di dislessia ha a disposizione strumenti speciali durante le prove: lo ricordano, in una nota, i rappresentanti del progetto "W la dislessia!". "All'esame, sia di maturita' che per gli altri livelli di studio inferiore, vale tutto quanto stabilito nel PDP (Piano Didattico Personalizzato) durante l'anno. I genitori devono quindi controllare con molta attenzione il PDP che firmano ad inizio anno, e verificare che venga rispettato. Deve essere chiaro come la stessa misura vada ado ttata anche durante gli esami di maturita'", spiega Alessandro Rocco, co-fondatore di "W la dislessia!".

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Non per "buon cuore", ma per diritto

Anche quest’anno, per la quinta volta consecutiva, l’ Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti, formata da genitori di persone con disabilità di tutta Italia e delle cui iniziative ci siamo spesso occupati anche nel nostro giornale, ha lanciato la propria campagna denominata GLH in tutte le scuole: la disabilità con orgoglio!, ove segnatamente GLH sta per Gruppo Lavoro Handicap, come da Legge 104/92.

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Pigmalione a scuola

L'insegnante che accetta e fa propri, con le sue variazioni personali, gli standard culturali, intellettuali e sociali della tradizione e della società in cui vive e su di essi troppo spesso commisura il "rendimento" dei suoi allievi, strumentalizza spesso inconsapevolmente quegli standard a fini selettivi, sulla base delle aspettative nei confronti dei giovani che condividono con lui l'esperienza scolastica; fa delle predizioni sul loro successo culturale e professionale, a più o meno breve scadenza, senza rendersi conto con sufficiente chiarezza di quanto queste aspettative e queste predizioni siano deformate da pregiudizi sociali propri dell'ambiente e della cultura in cui vive.

L'immagine che chi insegna si fa di chi apprende sotto la sua guida, condiziona di fatto non solo quanto il docente chiede a chi impara, ma anche l'effettivo rendimento e le reali prestazioni dei suoi giovani allievi.

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