Alunni stranieri con disabilità o altri BES

Qualche tempo fa, il Ministero dell’Istruzione ha trasmesso, tramite la Circolare n. 4233 del 19 febbraio scorso, le nuove Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, che contengono anche riferimenti espliciti agli alunni stranieri con disabilità o con altri BES (Bisogni Educativi Speciali).

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I disabili puniti dalla pena del Berlusca!

No. Non ci si può unire al coro sacrosanto di chi stigmatizza il reo Berlusconi per il trattamento di favore: ciò dimostra solo che aveva ragione Pangloss nel Candido di Voltaire: viviamo nel migliore dei mondi possibili. Perciò l’indignazione corale non riguarda Berlusconi. Si, è stato mandato “ a scontare la pena” in quel cronicario e campo di concentramento di sofferenza che è il centro di Cesano Boscone.

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L'inclusione negli asili nido

Così, più di quarant’anni fa, la Legge 1044 del 1971 aveva definito gli asili nido: «L’assistenza negli asili-nido ai bambini di età fino a tre anni, nel quadro di una politica per la famiglia, costituisce un servizio sociale di interesse pubblico».
Quella norma sembrava poggiare l’attenzione soprattutto sul sollievo della famiglia, e in particolare delle madri, dal peso della gestione quotidiana dei figli piccoli, al fine di consentir loro l’attività lavorativa. Proprio a tale scopo, infatti, furono anche stanziati dei fondi a favore dei Comuni.
Con il passare del tempo, però, a quell’obiettivo originario se n’è affiancato un altro, sempre più emergente, e cioè quello dell’educazione e della socializzazione dei bambini, prima dell’ingresso nella scuola dell’infanzia.

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L'evoluzione dell'insegnante di sostegno

Recentemente il Centro Studi Erickson di Trento ha pubblicato l’interessantissimo volume L’evoluzione dell’insegnante di sostegno. Verso una didattica inclusiva di Dario Ianes, presentato nei giorni scorsi dallo stesso Autore, anche tramite un video online.
Il volume di 159 pagine si apre con la lettera di un genitore sconfortato per la pessima inclusione del figlio con disabilità, ciò che lo ha indotto a iscriverlo ad una “scuola speciale”.
Ianes premette poi alla trattazione un capitolo in cui professa la sua piena convinzione nell’inclusione nelle scuole comuni, purché essa si rinnovi. Successivamente, quindi, viene sviluppata tale tesi, partendo dall’analisi di numerose ricerche, già pubblicate in precedenza da lui stesso, dalla Fondazione Agnelli [Rapporto intitolato “Gli alunni con disabilità nella scuola italiana: bilancio e proposte”, pubblicato da Erickson, a cura dell’Associazione TreeLLLe e della Caritas Italiana, con il sostegno della Fondazione Giovanni Agnelli, N.d.R.], da Andrea Canevaro, Luigi D’Alonzo, Roberta Caldin e altre ancora, in cui vengono presentate, con dovizie di dati, le criticità attuali dell’inclusione scolastica in Italia, vale a dire fondamentalmente la delega del progetto inclusivo ai soli docenti per il sostegno da parte di quelli curricolari; l’emarginazione degli alunni con disabilità più complesse nelle cosiddette “aule di sostegno”; la crescente dur ata della giornata scolastica trascorsa in queste ultime, passando dagli Anni Settanta ad oggi. Tutti aspetti, questi, che sono certamente indicatori di un’inclusione mal riuscita o peggio ancora tradita.

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