Quel pasticciaccio brutto dello schema-decreto formazione iniziale docenti

La valorizzazione sociale e culturale della professione docente è la finalità del decreto ministeriale. Nell’elenco dei riferimenti normativi iniziali appare: VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275,disposizioni riguardanti l’autonomia delle istituzioni scolastiche e la struttura organizzativa delle scuole (Titolo I).

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Piano nazionale della formazione e bonus premiante: se cambia il profilo del docente

Il Contratto collettivo nazionale dei docenti è fermo da quasi dieci anni e non si vedono all’orizzonte volontà e risorse per il rinnovo. Non so quali strategie abbiano ministero e sindacati per venir fuori da questa impasse, ma i segnali che si vedono, anche a seguito della legge 107/2015, sembrano andare in altra direzione. Non è nemmeno chiaro che cosa di quella legge verrà modificato da accordi, note, concertazioni, né come si supererà la necessità che per derogare una legge tramite un contratto ci deve essere una esplicita riserva di legge.

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Formazione: partire col piede giusto

Probabilmente il Documento ministeriale sul Piano Nazionale per la Formazione in servizio (PNF), allegato al Decreto Ministeriale 797 del 19.10.2016, è quello destinato a incidere più profondamente nella vita della scuola, se ovviamente funziona. Ne è consapevole lo stesso Ministero che è ricorso allo strumento legislativo del DM per  sottolinearne il valore strategico e che ha messo a disposizione dell'operazione formazione risorse importante se paragonate a quelle degli anni precedenti. 

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Bonus e condivisione

L ’inserto culturale di Repubblica dedicato al lavoro di quegli insegnanti che, “appassionati e soli”, dedicano la loro vita professionale al miglioramento della scuola. La controversa legge 107, “buona scuola, aveva ipotizzato un sistema, ancor più controverso, per un minimo riconoscimento dei meriti degli insegnanti “appassionati” attraverso ilbonus.

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Un plauso a quella Sentenza contro le "classi pollaio"

Non è certo un fatto marginale la frequente violazione della norma che stabilisce il tetto massimo di venti alunni, in un’aula scolastica, quando sia presente un alunno con disabilità. Si parla, in casi del genere, di “classi pollaio”, fenomeno che costituisce uno tra i motivi dello snaturamento del processo di inclusione scolastica.

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