“Fa quel che può, quel che non può non fa”

La fiction sul maestro Manzi ci offre l’occasione per riflettere ulteriormente sul tema della valutazione, o meglio sulla più ampia tematica dell’insegnare/apprendere, in quanto il valutare ne costituisce un prezioso sottoinsieme: prezioso perché permette a chi apprende e a chi insegna di correggere costantemente e tempestivamente i processi attivati. Il maestro Manzi si rifiutò di formulare giudizi formali scritti sugli alunni, temendo che un giudizio, buono o cattivo che fosse, tendesse comunque a congelare una situazione che, invece è in continua evoluzione, come avviene, di fatto, quando si apprende, indipendentemente dal conteso in cui si opera. In effetti, non si apprende solo a scuola, apprendiamo costantemente e sempre, e non solo nell’età evolutiva.

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Una tegola in testa al Congresso Cgil

Tutto sembrava filare liscio come l’olio.Dopo l'Accordo Interconfederale del 28.6.2011, il protocollo d'Intesa interconfederale del 31 maggio del 2013, ecco arrivare dopo le feste, un po' in sordina, per l'esattezza  il 10 gennaio 2014, il Testo unico sulla rappresentanza. Una svolta epocale secondo Bonanni. Un modello per dare finalmente attuazione piena al dettato costituzionale, secondo Camusso. Ora regole trasparenti e democratiche.

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Scuole e docenti responsabili dei risultati. È una parola!

docentiParlare oggi della questione docente – indubbiamenteuciale se si vuole invertire l'attuale tendenza al declino - penso significhi necessariamente e, per alcuni versi, soprattutto, misurarsi col tema della responsabilità sociale degli insegnanti (e delle scuole in genere). Responsabilità sociale legata al "render conto" delle cose che si fanno e di come si fanno e dei risultati che si ottengono o non si ottengono.

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Chi ha paura del “genere”?

Il giorno 31 dicembre su Italia Oggi è apparso un articolo a dir poco delirante dal titolo "Gender in classe, parte la rieducazione dei docenti. Proteste dei genitori" che ha sparato a zero su una parte del programma di formazione dei docenti voluta dal Ministro CarrozzaA parte una grande disinformazione dell'estensore del testo in merito al tema trattato, vi si ravvisa una faziosità degna del peggior radicalismo reazionario.Si intravvedono la confusione e la sovrapposizione tra il termine genere e orientamento sessuale, non si rispetta nemmeno la trascrizione letterale del testo del decreto.

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