Libro di testo addio?

Non siamo in pochi a dire che OGGI, con tanto di maiuscole, il libro di testo rischia di essere un limite più che un’opportunità per un proficuo processo di apprendimento,! E sembra che la recente circolare sulle adozioni vada in questa direzione. Ma, andiamo con ordine. Perché è nato il libro di testo?

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La scuola con le ganasce

In questi giorni il Miur ha assegnato le dotazioni organiche alle regioni per l’a.s.2014/15.

Sono 600.839 né un posto in più né un posto in meno rispetto al 2011/12.

Dopo i tagli epocali della Gelmini, -81mila posti dal 2008 al 2011, i tagli in effetti sono stati bloccati. Alla scuola sono state applicate le ganasce, lasciando inalterato dal 2011  il dato complessivo sugli organici a livello nazionale.

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Ricordo di Mario Lodi

Correva l’anno 1963, era il secondo anno che insegnavo come docente della scuola elementare quando, entrando una mattina nella classe della docente della classe accanto,-ricordo che stava nevicando con un turbinio di fiocchi stupefacente- vidi scritto alla lavagna l’espressione: “La neve vola come api bianche!” Rimasi colpita dalla sintesi e dalla metafora poetica.

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Oltre la concertazione

Dopo Renzi anche i ministri del suo governo han preferito girare le spalle alle organizzazioni sindacali.   Il primo è stato il Ministro del Lavoro Poletti, poi è stato il turno della Ministra della P.A. Madia. Il “voltafaccia” riguarda materie sensibili per il sindacato quali il decreto sul lavoro e la riforma della pubblica amministrazione. Materie queste che in passato, con alterna fortuna, hanno sempre visto il coinvolgimento delle OO.SS.  ai cosiddetti tavoli di lavoro .

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“Fa quel che può, quel che non può non fa”

La fiction sul maestro Manzi ci offre l’occasione per riflettere ulteriormente sul tema della valutazione, o meglio sulla più ampia tematica dell’insegnare/apprendere, in quanto il valutare ne costituisce un prezioso sottoinsieme: prezioso perché permette a chi apprende e a chi insegna di correggere costantemente e tempestivamente i processi attivati. Il maestro Manzi si rifiutò di formulare giudizi formali scritti sugli alunni, temendo che un giudizio, buono o cattivo che fosse, tendesse comunque a congelare una situazione che, invece è in continua evoluzione, come avviene, di fatto, quando si apprende, indipendentemente dal conteso in cui si opera. In effetti, non si apprende solo a scuola, apprendiamo costantemente e sempre, e non solo nell’età evolutiva.

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