Dal dlgs.150/09 al dlgs.75/17 Tutti i nodi disciplinari non ancora sciolti.

I giudici monocratici e le Corti di Appello l'avevano ripetuto a più riprese in questi anni: i dirigenti scolastici non hanno la competenza d'infliggere la sanzione della sospensione fino a 10 giorni al personale docente, fatta eccezione per il personale ATA per il quale è espressamente prevista dal CCNL.

 

Stante l'attuale quadro ordinamentale e in assenza di norme contrattuali specifiche,  le sanzioni disciplinari per il personale docente sono normate dal Capo IV- sezione ! - art.492-493-494 e segg. del TU 297/94 e le competenze a infliggerle dalla sezione II art.502-503-504 e segg.

Il decreto Madia n.75 del 25 maggio 2017 all'art.13,comma 9-quater  cosi modifica e integra il dlgs.165/01 : “ Per il personale docente, educativo e ATA presso le istituzioni scolastiche statali, il procedimento disciplinare per le infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione delle sanzioni fino alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per dieci giorni, è di competenza del responsabile della struttura in possesso della qualifica dirigenziale...e comunque per le infrazioni più gravi il procedimento disciplinare si svolge presso l'Ufficio competente per i provvedimenti disciplinari (UCPD).”

Tutto risolto allora? La competenza ad infliggere ai docenti la sanzione della sospensione fino a 10 giorni è dei dirigenti scolastici, come è stata definitivamente chiarita dalla citata norma di legge.

Per l'USR Lombardia che si è affrettato ad emanare una precisa nota al riguardo sembrerebbe di si.

Non ci sono più dubbi, vengono cosi superate tutte le incertezze che una consolidata giurisprudenza aveva via via affermato anche in Lombardia e che andava nella direzione opposta.

Per ultimo la sentenza n.1483 della Corte d'Appello di Milano del 4 luglio 20 17 con la quale respinge l'appello dell'Amministrazione  avverso la sentenza del Trib.di Pavia n.221/16 e la condanna a pagare  le spese per €1.700 .

Ebbene alcune incertezze permangono nonostante il decreto Madia e a nostro avviso per le stesse ragioni con le quali le OO.SS. nelle audizioni in Parlamento avevano chiesto di soprassedere in attesa del rinnovo contrattuale.

Dalle censure mosse dai vari Tribunali emerge un filo conduttore che il dlgs.75 non ha definitivamente sciolto. Non è alla misura concreta della punizione irrogata che dovrà farsi riferimento per individuare l'autorità competente ma all'astratta previsione sanzionatoria ovvero alla sanzione interdittiva minima prevista per il tipo d'illecito contestato che è la sospensione fino a 1 mese. Da qui la competenza dell'UCPD e non del dirigente scolastico, concludeva il Tribunale di

Pavia, confermata anche dalla Corte d'Appello di Milano.

Il decreto 150/09 e il dlgs.75/17 fanno esplicito riferimento alla sanzione edittale astrattamente prevista, lasciando ancora una volta integro l'art.494 del T.U.297/94 che prevede la sospensione dall'insegnamento fino a un mese e non prevede la sospensione dal servizio  fino a 10gg., prevista solo dal CCNL per il personale ATA. Per punire un lavoratore, dicono i giudici, è necessario che la sanzione sia espressamente prevista da una norma di legge o dal contratto. Le norme punitive sono norme speciali e come tali non soggette a interpretazioni analogiche fino a quando l'ordinamento non prevedrà espressamente la sospensione dal servizio fino a 10gg. anche per i docenti  esplicitando quali infrazioni o comportamenti antidoverosi di particolare gravità siano punibili con questa sanzione, distinguendola da quella di competenza dell'UCPD da 11 gg. a 1 mese per mancanze piu gravi. Oggi così non è e rimane ancora la sovrapposizione delle competenze  nella sospensione fino a un mese dei docenti tra dirigente scolastico e UCPD.

Altro nodo non risolto è come garantire la libertà d'insegnamento, costituzionalmente tutelata, dopo l'abolizione di ogni organo di garanzia, quali erano le commissioni disciplinari all'interno degli organi collegiali provinciali e nazionali.

E infine , quello che stride più di tutti è la mancata separazione tra organo accusatorio e giudicante che nella scuola riassunti nella stessa persona del dirigente scolastico, spesso e volentieri parte in causa diretta o indiretta, col potere di sospendere un docente fino a 10 gg., mette in serio pericolo la stessa libertà d'insegnamento.