La "sinistra solastica"

Un grande dirigente del Movimento Operaio torinese (Emilio Pugno: fu anche parlamentare del PCI) raccontava che aveva frequentato (fine anni ’30) la scuola allievi FIAT (la scuola dei padroni…) ed era stato assunto immediatamente nei reparti della FIAT Aereonautica. Dopo la Resistenza, negli anni ’50, da sindacalista “comunista” l’azienda lo trasferì nel reparto “confino” di Mirafiori e successivamente lo licenziò (dopo averlo a suo tempo “formato”…).

Dalla “scuola dei padroni” Pugno ricordava di avere imparato due cose importanti “... Tanta matematica e… a portare la cravatta…”.
Cioè: il rigore e la disciplina. Anche per la ribellione. La ribellione richiede disciplina, altrimenti è semplicemente “protesta”.
Mi ha attraversato il ricordo di quel racconto di Emilio Pugno mentre scrivevo il pezzo che propongo di seguito in cui commento i dati del rapporto tra istruzione e classi sociali, quali emergono dal recente rapporto ISTAT

Con sommesse scuse a tanti interlocutori per la molestia delle cifre contenute nell’articolo.

Ma in particolare: a quelli che seguono fedeli e compiaciuti l’oracolomastrocola; ai seicento che “…la scuola di una volta sì che…”; a quelli che “l’alternanza scuola lavoro non ci fa finire il programma”; a quelli che “l’alternanza scuola lavoro è sudditanza alla cultura e agli interessi dell’impresa”; a quelli che “l’unica valutazione che conta è quella formativa..”; a quelli che “se vuoi valutare le competenze professionali dei docenti sei complice di prepotenze e clientelismi dei Dirigenti scolastici”; a quelli che “se vuoi valutare i Dirigenti li condanni allo stress professionale”; a quelli che “tutto è crollato con la Legge 107…”; a quelli che “non mi toccare il mio liceo classico…”; a quelli che “..quando ti scegli una moglie sincerati che abbia studiato il latino…”; a quelli che avrebbero cacciato Benedetto Croce da Ministro dell’Istruzione “perché non era laureato”…

Per tutti gli altri: “non ostante…facciamoci coraggio…”