No money, no pas !

pasSono oltre 20mila su 65mila le domande  ai PAS per Infanzia e Primaria  che le Università hanno lasciate inevase. Sono quasi 4mila in Lombardia e oltre un migliao a Milano.La causa dello stop imposto dalle Università è abbastanza evidente.

 Le Università non hanno alcuna convenienza ad attivarli, nonostante gli inviti pressanti del Miur.

Contrariamente alle SSIS, chiuse d’autorità dalla Gelmini qualche anno fa, le Università hanno continuato a sfornare lauree con valore abilitante nelle facoltà di Scienze della formazione primaria e dell’Infanzia. Numero chiuso e tasse annue mediamente attorno a 2 - 3mila euro, secondo il reddito e per cinque anni . I PAS di durata annua, possono rendere al massimo duemila euro una tantum per ogni corsista. Da qui la non convenienza  per le Università a istituire i PAS .

Ai precari dell’Infanzia e Primaria vanno aggiunti i docenti tecnico-pratici, quelli di strumento e tante altre classi di concorso della secondaria  per i quali i corsi speciali non partono o per mancanza dell’offerta formativa da parte delle Università o per carenza di domande in ambito regionale . Il numero minimo per attivare un corso è di almeno dieci domande.

Se andrà bene, per costoro ci saranno abbinamenti interregionali con evidenti disagi per raggiungere la sede dei corsi per i precari in servizio.

Attualmente lo stop riguarda quasi 2/3 delle domande complessive.

La Flcgil della Lombardia invita i precari ad un presidio che si terrà il 10 febbraio a Città Studi , dinnanzi al Politecnico per chiedere l’avvio dei corsi bloccati.

Mentre la Flcgil organizza per il 13 febbraio una manifestazione nazionale in difesa dei diritti dei precari, in viale Trastevere, proprio dinanzi alla sede del Ministero.

Alla Ministra Carrozza si chiede un piano di stabilizzazione dei precari docenti e Ata, certezze sul pagamento delle ferie, degli stipendi e una diversa politica sull’istruzione.

E senz’altro d’intervenire sulle Università per sbloccare tutti i PAS, a partire da quelli per Infanzia e Primaria.

Insomma si chiede alla Carrozza un cambio di passo rispetto al passato che, per quanto riguarda la scuola, ancora non c’è stato.