Crolli nelle scuole: bollettino n. 18

  1. Contemporaneamente all’uscita degli alunni un cancello della scuola elementare Saffi di Carrara  è caduto,  travolgendo due bambini di una quinta classe. Uno di loro è stato colpito alla testa ed è stato trasferito al Nuovo ospedale delle Apuane in condizioni fisiche non gravi. Il compagno di classe invece è stato ferito lievemente ad una mano. Il plesso della Saffi attualmente ospita l'omonima primaria e le classi prime e seconde e una terza della primaria Marconi, sgomberata il 2 maggio per i problemi ai solai.
  2. La Cassazione in una sua recente sentenza ha scritto che le scuole che non offrono un adeguato livello di sicurezza per l’incolumità degli allievi e del personale devono essere chiuse. E sono gli insegnanti responsabili della sicurezza a doverne ordinare la chiusura, in quanto non possono rimanere inerti di fronte a criticità foriere di pericoli. I professori sono tenuti a fare delle ricognizioni preventive dello stato di salute della struttura, ispezionando qualsiasi locale (“compresi solai e locali tecnici”). Chi non dispone di un adeguato bagaglio tecnico ha tre strade da percorrere: darsi da fare per acquisirlo, utilizzare le conoscenze di chi ne dispone, o segnalare al datore di lavoro la propria incapacità. In nessun caso chi riveste questa delicata posizione di garanzia può addurre la propria ignoranza per escludere la responsabilità dell’evento dannoso.
  3. La valutazione dei rischi è uno degli obblighi principali di ogni Datore di Lavoro (art.li 17, 28 e 29 D.Lgs 81/08). Per effettuare la valutazione dei rischi di una realtà lavorativa occorre individuare tutti i pericoli connessi all’attività svolta e quantificare il rischio, ossia la probabilità che ciascun pericolo si tramuti in danno, tenuto conto dell’entità del potenziale danno (http://www.tecnicadellascuola.it/item/21460-la-valutazione-dei-rischi-in-una-scuola.html ). Pertanto valutare il rischio significa:
  • Stimare la probabilità che si verifichi un evento che ha il potenziale di causare un danno;Aldo Domenico Ficara
  • Stimare l’entità del danno derivante da quell'evento;
  • Predisporre i mezzi con i quali si può ridurre al minimo la probabilità che l'evento si verifichi;
  • Nel caso in cui fosse impossibile eliminare il rischio, intervenire per contenere il più possibile l’entità del danno (ad esempio uso di Dispositivi di Protezione Individuali o formazione dei lavoratori ).