I crolli nelle scuole: bollettino n. 15

  1. Nella scuola materna Collodi di Guidonia è crollato il controsoffitto di un'aula. La scuola, chiusa per alcuni lavori, doveva riaprire il 20 maggio 2016.  Sembra che a chiamare la polizia siano state le madri dei bambini giunte davanti alla scuola per l'apertura.   A tal riguardo sul sito web de Il Messaggero (http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/scuola_materna_collodi_crollo_controsoffitto_guidonia-1745501.html ) si scrive: “Dai primi rilievi dei vigili del fuoco è emerso che a provocare il crollo è stata un'infiltrazione d'acqua. La scuola materna, che si trova in via Colleferro, era stata chiusa per lavori di consolidamento. La segnalazione del crollo è arrivata alla polizia intorno alle 9. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza la parte interessata dal crollo “.
  2. All’interno del liceo Pizzi di Capua poteva avvenire una tragedia. Infatti,  dal soffitto di una delle classi al primo piano dell’edificio scolastico, si sono staccati numerosi calcinacci che si sono abbattuti – intorno alle 8,10 – su banchi e sedie, a quell’ora fortunatamente non ancora occupati dagli studenti. Se il cedimento si fosse verificato durante l’orario scolastico, ovvero dopo circa dieci minuti, le conseguenze sarebbero state infatti, inimmaginabili. In un articolo pubblicato su un sito web locale (http://www.corrierecaserta.it/notizie-marcianise-santa-maria-capua-vetere-capua/marcianise-santa-maria-capua-vetere-capua-cronaca/2016/05/19/capua-sfiorata-la-tragedia-al-liceo-pizzi-cadono-calcinacci-unaula-iniziassero-le-lezioni.html ) si scrive: “ Sul posto, sono presenti alcuni dipendenti della Provincia, per la verifica e la quantificazione dei danni. Risale a pochi mesi fa, un intervento di restauro e consolidamento della struttura, con installazione di reticolo preventivo lungo tutto il soffitto dell’Aula Magna e di alcune classi del secondo piano “.

Su tutti e due gli episodi sopra esposti, tra le altre cause,  non va esclusa la possibile erronea costruzione del solaio ( considerato la presenza di numerosi calcinacci ). Infatti,  vale la pena ricordare  che già il vecchio D.M. del 14 febbraio 1992 (al capitolo 7, che si ritrova anche nel successivo D.M. 1996) raccomandava di porre particolare attenzione al controllo dell’integrità dei blocchi da mettere in opera, con riferimento ad eventuali fessurazioni o a parti danneggiate, causate dalla movimentazione, così come attenzione doveva essere posta nel bagnare attentamente i laterizi prima del getto. Inoltre all’origine di gran parte dei fenomeni c’è l’errata modalità di getto del calcestruzzo all’interno dei travetti (per i solai misti in c.a. gettati in opera l’armatura dei travetti deve essere posta all’interno delle “gole” lasciate tra le pignatte e completata col getto in opera del calcestruzzo.

 

Aldo Domenico Ficara