Sciopero all'Istituto Varalli

La FLC - CGIL di Milano

 

 

-facendo seguito ai diversi esposti  inoltrati sin dallo scorso anno all'Ufficio Scolastico Regionale dalla quasi totalità del personale docente e ATA sulla problematica gestione dell'Istituto Varalli nonché ai numerosi interventi intentati dal sindacato presso l'Amministrazione Scolastica per dare uno sbocco positivo al conflitto in atto con la Dirigente Scolastica 

 

-considerata la sottovalutazione iniziale e l'inefficacia dei tardivi interventi dell'USR Lombardia nei confronti della Dirigente Scolastica che ha disatteso gli impegni assunti

 

-verificata l'assoluta indisponibilità della Dirigente Scolastica ad accogliere le richieste avanzate dal sindacato nel tentativo di conciliazione svoltosi in Prefettura

 

-valutata l'opportunità di non creare in questa fase preoccupazioni e disagi agli studenti e alle loro famiglie affinché le operazioni di fine anno e la maturità si svolgessero in un clima sereno e disteso

 

                                                               P R O C L A M A

 

 

per il 12 settembre 2017, alla ripresa del nuovo anno scolastico, una giornata di sciopero di tutto il personale docente, amministrativo tecnico e ausiliario, al fine di

-       ristabilire una corretta gestione dell’Istituto fortemente compromessa dall’attuale gestione scolastica;

-       risolvere rapidamente e con determinazione i problemi determinati negli ultimi due anni scolastici;

-       sanare tutti i conflitti e gli abusi esercitati dalla Dirigente Scolastica.

 

 

Milano, 13 luglio 2017

 

Con il governo Gentiloni il Pd continua le riforme

“Buone notizie: sta per essere emanato il decreto ministeriale che assegnerà 1 miliardo di euro per i prossimi tre anni per l'adeguamento antisismico delle scuole. Questo non è l’unico grande investimento previsto, infatti sono in fase di stanziamento anche altre risorse il cui riparto è previsto per il 2018. Il primo provvedimento che vedrà la luce è quello con cui si attua una norma già approvata dal Parlamento contenuta nell'ultima legge di bilancio che ha previsto la costituzione di un fondo con una dotazione pluriennale al fine di assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, compresa appunto l'edilizia scolastica. L'elenco degli interventi sta per essere messo a punto a livello regionale. I finanziamenti non si fermano qui: sempre nei prossimi giorni, infatti, sarà emanato il decreto di autorizzazione della stipula dei mutui BEI per il finanziamento di interventi di edilizia scolastica relativi al 2016. E ancora, la legge di bilancio ha previsto un ulteriore fondo e con il decreto 50/2017 sono stati destinati ulteriori 306 milioni per le province e le città metropolitane. Tutto questo mentre il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli annuncia che entro l’agosto di quest’anno saranno assunti altri 52.000 insegnanti. I mille giorni del Governo Renzi sono cominciati proprio investendo sulle scuole perché noi crediamo che il futuro dell’Italia passi, soprattutto, attraverso le nuove generazioni, con la sicurezza e la qualità dell’istruzione che il nostro Paese può garantire. Il Governo Gentiloni, sostenuto dalla maggioranza del Parlamento, sta portando avanti gli obiettivi che si erano posti negli scorsi anni”.

Lo ha detto Daniela Sbrollini, deputata del Pd e vice presidente della commissione Affari sociali della Camera.

Atto di indirizzo per il contratto dell’istruzione e ricerca e relativa area dirigenziale

Comunicato stampa di Francesco Sinopoli, Segretario Generale della FLC CGIL

 

Esprimiamo apprezzamento per la convocazione dell’incontro odierno al MIUR, che viene dopo lunghi anni senza contratto nella Scuola, Università Ricerca e AFAM.

La situazione dei lavoratori del comparto dell’Istruzione e Ricerca si è notevolmente aggravata in questo lasso di tempo, in ragione del mancato rinnovo contrattuale, anche perché, nel frattempo, sono cambiate le condizioni di lavoro e sono intervenute discipline legislative che hanno decisamente peggiorato la situazione.

La scuola, l’università, la ricerca e l’Afam hanno un ruolo determinante per la crescita culturale, democratica e economica del Paese che giustifica, in occasione del rinnovo contrattuale, un investimento straordinario di risorse.

È importante che questo percorso si avvii con la convocazione di tavoli di confronto per le singole sezioni e con una tempistica stringente.

L’azione della FLC CGIL sarà volta a evidenziare i tratti peculiari del nostro Comparto, caratterizzato da autonomia, autogoverno, libertà professionale, tutti elementi costitutivi comuni dei diversi settori dell’Istruzione Ricerca.

In questo quadro vanno recuperati al contratto tutti gli elementi sottratti in questi anni dalla legge, agendo i nuovi spazi conquistati dall’Accordo del 30 novembre 2016 fra Governo e Sindacati e ripresi dal Decreto Madia, in materia di rapporto di lavoro, formazione del personale, contrattazione decentrata recupero salariale, valutazione, a partire dalla salvaguardia del peso del bonus di 80 euro che coinvolge oltre 43% dei lavoratori del comparto.

Per quanto riguarda l’Area dirigenziale lavoreremo per l’equiparazione salariale alle altre dirigenze di stato e alla riconduzione della valutazione alla sfera contrattuale.

La FLC CGIL, che da tempo ha presentato le sue piattaforme di Comparto e di area dirigenziale, si attende ora che si proceda spediti affinché il tavolo negoziale sia avviato in tempi rapidi all’ARAN.


Ruolo, funzione e prestigio: parole chiave per aprire un nuovo dialogo con gli insegnanti

Turi: docenti più motivati e condizioni migliori per stabilire il feeling giusto con la classe

Stupiscono le affermazioni di chi ancora pensa che un docente penalizzato e maltrattato sarà più funzionale per il lavoro che deve fare.

 

 

E’ vero che è cambiato il reclutamento e sarà più difficile mettere in cattedra chi quella passione non ha – sottolinea Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola - occorrerà dimostrare, in un percorso di formazione e lavoro di tre anni, di sapere svolgere un compito sempre più arduo e difficile, in una società in rapido cambiamento

 

Tutto questo non sarà sufficiente se ci sarà ancora qualcuno che ritiene che gli interessi dei docenti siano contrapposti a quelli degli alunni e delle famiglie. Si devono creare le condizioni ambientali, per un clima sereno e positivo, in cui operare se si vogliono ottenere i risultati attesi.

 

Quello dell’insegnante è un lavoro che presuppone professionalità, passione, impegno ed amore per il proprio lavoro, oltre che competenze e  preparazione. La scuola è individuale e collegiale, è comunità.

 

Dover valutare, come è stato fatto con il contratto sulla mobilità e sulle assegnazioni provvisorie,  le ragioni personali dei docenti, consente di avere docenti più motivati e condizioni migliori per stabilire il feeling giusto con la classe. Qualcuno ci dovrà spiegare – aggiunge Turi commentando recenti affermazioni dell’Associazione nazionale presidi -  perché un docente penalizzato e maltrattato sarà più funzionale per il lavoro che deve fare.

 

 

Su parita' si e' fatto molto ma la strada e' ancora lunga

 "Sulla parita' scolastica molto e' stato fatto ma tanta strada e' ancora da fare per raggiungere una effettiva e reale liberta' di scelta educativa per le famiglie, che in tutta Europa esiste da decenni. Il problema e' ideologico e culturale". Questo quanto dichiarato da Gabriele Toccafondi, sottosegretario al Miur ed esponente di Alternativa Popolare, alla luce del documento del Cnsc e delle parole di Monsignor Crociata presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica. "Questo governo ha fatto molto sui contributi, sulla disabilita', sulle detrazioni- prosegue Toccafondi- sul considerare effettivamente il sistema paritario come parte integrante del sistema unico d'istruzione nazionale, come ci dice la legge 62 del 2000 (la legge Berlinguer). Ma per raggiungere una parita' scolastica vera la strada da percorrere e' ancora lunga e in Parlamento c'e' chi chiede addirittura l'abolizione degli attuali contributi. Il vero problema non e' ne' economico ne' normativo o meglio non sono questi gli elementi che bloccano una discussione serena sulla parita' bensi' la questione e' culturale, cioe' di conoscenza. Non si conosce cosa effettivamente sia la parita' scolastica. Il tema di fondo da affrontare quindi e' prioritariamente culturale, occorrono piu' realismo e meno ideologia".

(Red/ Dire)