DiSAL presenta al Ministero proposte per rinnovare una professione decisiva per la scuola

Nel pomeriggio di oggi, giovedì 12 dicembre 2013, il nuovo presidente di DiSAL, Ezio Delfino, unitamente a Roberto Pellegatta, già presidente dell'associazione, hanno ufficialmente avviato presso il Ministero dell'Istruzione la presentazione del "Manifesto per il futuro della dirigenza scolastica ... per una nuova dirigenza" incontrando il Capo di Gabinetto del Ministro Maria Chiara Carrozza, dott. Luigi Fiorentino ed il Capo Dipartimento dell'Istruzione, dott. Luciano Chiappetta.

Entrambi i responsabili istituzionali hanno manifestato un forte interesse alla collaborazione con DiSAL, che rappresentando la dirigenza sia delle scuole statali e che non statali senza distinzione, si pone con una originalità e complessità di proposte che riscuotono sempre più attestati di stima.

Nell'incontro DiSAL ha verificato la disponibilità, in entrambi i colloqui, a riprendere una riflessione sul futuro della dirigenza scolastica in Italia, sia a breve (concorsi, formazione e reclutamento) che a medio termine (figura professionale).

Sempre nello stesso incontro i dirigenti Delfino e Pellegatta hanno presentato le proposte di DiSAL per un altro delicato tema di attuazione della recente legge 128/2013: le misure per favorire un nuovo rapporto tra scuola e lavoro.

Da oggi il "Manifesto" verrà presentato a tutti i livelli istituzionali, politici e sindacali, sia nazionali che regionali, quale contributo organico per uscire dalla crisi di una professione così importante per la qualità della scuola italiana.

Star bene a tavola. Percorsi di educazione alimentare a scuola

Progetto promosso dalla Regione Lombardia, assessorato agricoltura e foreste

L’educazione alimentare dei bambini non può essere solo di tipo medico-nutrizionistico e “precettistico”, altrimenti, spiegano gli esperti, rischia di spaventare e non favorire un corretto rapporto col cibo. Come fare? Le risposte nella presentazione dei risultati del progetto Verso Expo. Percorsi di educazione alimentare nella scuola primaria che la Regione Lombardia ha affidato al Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Milano-Bicocca nell’ambito del protocollo d’Intesa “Verso Expo 2015”, sottoscritto con l’Unione delle Province Lombarde, l’ANCI Lombardia e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia.

Il progetto è coordinato dalla professoressa Elisabetta Nigris del Dipartimento di Scienze umane per la Formazione “Riccardo Massa", in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale.

Nel corso del convegno, i maggiori esperti internazionali e rappresentanti istituzionali si confronteranno sugli studi e sulle esperienze più recenti e innovativi nel settore dell’educazione alimentare.

 

Programma

ore 9.00

Saluti Istituzionali: Maria Cristina Messa, Rettore dell’Università degli Studi di Milano-BicoccaSilvia Kanizsa, Direttore di Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca Francesco de Sanctis, Direttore generale Ufficio Scolastico Regionale, USR Lombardia Giovanni Fava, Assessore all’Agricoltura, Regione LombardiaValentina Aprea, Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Regione Lombardia

Apertura dei lavori - Claudia Sorlini, Coordinatore del Comitato Scientifico
Internazionale per Expo 2015 del Comune di Milano

ore 9.45 - 11.15 Sessione I - Cibo, Cultura, Educazione: nuove prospettive a scuola
Coordina: Paola Palestini, Dipartimento di Scienze della Salute, Scuola di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi Milano-Bicocca

ore 11.45 - 13.00  Sessione II - Cibo, cultura, educazione: nuove prospettive a scuola
Coordina: Elisabetta Nigris, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca

ore 14.30 - 15.45 Tavola Rotonda - Il momento del pasto a scuola
Coordina: Susanna Mantovani, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca

ore 16.00 – 16.45  Esperienze nella Scuola
Coordina: Bruna Baggio, Referente regionale Promozione della salute,
Ufficio Scolastico Regionale, USR Lombardia

 

Scrima: dai dati OCSE PISA la vitalità di un sistema su cui investire

Non c'è niente di più inutile e sbagliato che piegare i dati OCSE PISA alle esigenze spicciole della polemica politica, come invece sta puntualmente accadendo. Di chi il merito, se nelle competenze in matematica l'Italia recupera molte posizioni? Considerato che nel periodo preso in esame (2003-2012) si sono avvicendati quattro diversi governi  (il quinto, quello attuale, non entra ovviamente nella partita) va consigliata cautela a chiunque volesse intestarsi in esclusiva il merito politico di un miglioramento indubbiamente importante e significativa.

Se proprio se ne vuole indicare un artefice indiscutibile, questo è il lavoro che hanno svolto le nostre scuole, nonostante lo abbiano fatto in condizioni sempre più difficili e pesanti. Né vorremmo si dimenticasse che i progressi ci portano comunque ad attestarci su posizioni inferiori alla media OCSE, mentre al nostro interno permangono gli squilibri ben noti fra aree territoriali. Una situazione ancora carica di problemi, dunque, ma che segnala una vitalità del sistema scolastico, capace nonostante tutto di ottenere risultati; risultati che forse avrebbero potuto essere ancora migliori, se la scuola fosse stata considerata, come chiediamo da tempo, area di investimento e non di tagli.

Sul nesso che lega quantità delle risorse investite e risultati raggiunti, è giusto che si ponga l'accento sulla qualità della spesa, prima che sulla sua entità, purchè non si pretenda di considerare quest'ultima come fattore irrilevante. Si prenda intanto atto che nel periodo considerato (2001-2010) solo Islanda e Messico fanno compagnia all'Italia come unici paesi ad aver diminuito, in area OCSE, il proprio volume di spesa in istruzione (per noi l'8% in meno). Questo, a differenza di tutti gli altri, ci pare uno dei dati non opinabili, di cui prendere atto e rispetto al quale avviare da subito una decisa svolta. Andavano in questo senso, nella presentazione di oggi, anche le parole del sottosegretario Rossi Doria: chiediamo che diventino le parole, e soprattutto i fatti, del governo e del parlamento.

 

Roma, 3 dicembre 2013

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

 

Leggi tutto: Scrima: dai dati OCSE PISA la vitalità di un sistema su cui investire 

Far seguire ai proclami scelte conseguenti

 

Dichiarazione di Francesco Scrima

 

Segretario Generale Cisl Scuola

 

Nel suo discorso di oggi alla Camera sulla questione di fiducia in poche battute il presidente del Consiglio ha toccato molte questioni importanti per la scuola, ma lo ha fatto limitandosi a enunciare dei titoli: ora si tratta di capire come verranno scritti i capitoli del libro.
Diplomarsi prima. Se si vuole affrontare in modo serio la questione della durata dei percorsi, va ripensato il sistema nel suo complesso. Ridursi a eliminare un anno, senza porsi il problema di come garantire, in uscita, un livello di competenze perlomeno pari a quello attuale, sarebbe un'operazione disastrosa, solo un ennesimo taglio, e non basterebbe a nobilitarla il richiamo a generici obiettivi di allineamento all'Europa. Raggiungere gli stessi traguardi in un lasso di tempo più breve vuol dire rivisitare i contenuti e l'organizzazione della didattica, con percorsi più flessibili, individualizzati e personalizzati, sostenendo in modo più puntuale le situazioni di fragilità. Ma per fare questo occorre fare leva su un utilizzo diverso e più articolato delle risorse di organico, mentre non è assolutamente pensabile ridurle.
Regole certe su reclutamento e carriere. Sul reclutamento è giusto ampliare le opportunità di accesso all'insegnamento, ma senza dimenticare i diritti di chi è nelle graduatorie a esaurimento e ha già anni di precarietà sulle spalle. Stabilizzare il lavoro resta per noi obiettivo irrinunciabile. Quanto alle carriere, difficile discuterne se si elude una questione di fondo, che è quella di un generale, necessario avvicinamento ai livelli retributivi degli altri paesi. Qui il governo ha la possibilità di dare un segnale concreto: in attesa di darci stipendi confrontabili col resto d'Europa, eviti di penalizzare quelli in atto, chiudendo rapidamente e bene la questione degli scatti di anzianità. Ricordiamo inoltre a Letta che la struttura retributiva è materia negoziale: una ragione in più per avviare senza ulteriori indugi la trattativa per il rinnovo del contratto.
Bene l'affermazione del diritto per tutti i bambini di accedere alla scuola dell'infanzia; la si metta però in condizione di agire come vera scuola, non come semplice servizio di assistenza e custodia.
Quanto alla costituente della scuola, non possiamo che essere d'accordo, avendola più volte e anche di recente indicata come passaggio indispensabile per rimettere istruzione e formazione al centro dell'agenda politica del paese. Non resti però una formula vuota e velleitaria; si dia subito concretezza al progetto, indicandone obiettivi, contenuti, strumenti precisi e dandosi tempi credibili per un'operazione di portata così ambiziosa. Guai se il tutto si riducesse all'ennesima produzione di solenni proclami sulla necessità di investire in conoscenza: declamare non serve, servono scelte politiche chiare e conseguenti. E' questa la strada da percorrere per restituire valore, dignità e prestigio a chi ogni giorno lavora nelle nostre scuole.

Roma, 11 dicembre 2013