Marcucci (PD), "Bene impegno Carrozza. Necessaria Anagrafe Edilizia scolastica"

"La scuola entri come priorità nel patto di Governo 2014. Va certamente apprezzato l'impegno del ministro Carrozza per garantire agli studenti e al Paese scuole sicure ed idonee." Lo afferma il Presidente della Commissione Istruzione a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, commentando il via libera al decreto che facilita le spese per l'edilizia scolastica. "Si tratta di una misura - spiega Marcucci - che rende più agevole ai sindaci e ai presidenti delle Province l'utilizzo di risorse per migliorare lo spazio dove gli studenti trascorrono gran parte del loro tempo". "La sicurezza è fondamentale. Per questo - continua Marcucci - riteniamo che sia urgente e necessario un controllo sistematico dello stato di sicurezza degli edifici delle scuole italiane, e che venga finalmente realizzata la tanto attesa anagrafe, utile anche alle istituzioni per avere una mappatura degli interventi urgenti da fare nelle scuole degradate o in quelle situate in zone ad alto rischio sismico. Ci sembra praticabile - conclude Marcucci - la proposta di avviare una seria ristrutturazione degli edifici scolastici con i ricavi della privatizzazione di parte di Poste Italiane."

Roma, 24 gennaio 2014

Marcucci (PD): "Scuola nel patto di governo"

 "La scuola deve essere uno dei punti del 'Patto 2014'. La vicenda degli scatti di anzianità conferma l'urgenza di rivedere il contratto degli insegnanti, partendo dal fatto che le loro retribuzioni sono tra le più basse in Europa".
Così Andrea Marcucci, presidente della Commissione Istruzione a Palazzo Madama, a margine dell'audizione del Ministro Maria Chiara Carrozza.
"La Ministra ha spiegato quanto è accaduto in merito agli scatti degli stipendi maturati dagli insegnanti ed ha inoltre illustrato il meccanismo della progressione di carriera di tutto il personale della scuola", ha affermato Marcucci, aggiungendo che "l'esponente del governo ha, inoltre, sottolineato che il funzionamento delle progressioni per anzianità deve essere rivisto, anche in considerazione del fatto che il Ministero non ha risorse libere da destinare a queste finalità. Sarà necessario infatti reperirle dal Mof, il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa. Il recupero riguarderà circa riguarda 50mila docenti, ai quali verranno restituite a gennaio le somme sottratte". "Apprezziamo la determinazione del Ministro che, nei giorni scorsi, è intervenuta tempestivamente per rimediare ad un errore -spiega Marcucci- che avrebbe duramente penalizzato il personale docente. Confidiamo nel buon lavoro del governo per trovare soluzioni che riportino al centro dell'agenda politica l'istruzione".

22 gennaio 2014

All'Invalsi farebbe bene una moratoria

Dall’8 gennaio è calato un silenzio relativo sull’Invalsi.  Il comitato presieduto da Tullio De Mauro ha iniziato a vagliare i c.v. e le proposte programmatiche e operative dei candidati alla presidenza dell’Istituto di Villa Faconieri a Frascati. Nulla trapela, giustissimamente. Non si conoscono i nominativi degli aspirati e nemmeno quanti sono. Forse sapremo i nomi e i loro programmi più in là, a cose fatte, a concorso terminato.

 

Osserviamo che la procedura concorsuale adottata per la nomina del Presidente Invalsi è nuova, in parte tecnica, in parte politica, in parte è – almeno in apparenza – democratica e meritocratica, in  parte invece è discrezionale e arbitraria.

 

Al ministro Carrozza è stato allora proposto di effettuare, sui 5 nominativi che saranno individuati dal comitato, delle votazioni primarie consultive fra tutti i docenti e i presidi, che al momento non hanno nessuna voce in capitolo, sono ignorati dal Miur. Primarie consultive cioè non vincolanti per il ministro e perciò senza dover modificare la normativa adottata. Altra possibilità potrebbe essere il sorteggio tra i 5 candidati selezionati. Così Miur farebbe un passo concreto e significativo verso la terzietà dell’Invalsi.

 

Oltre al proprio c.v., i candidati hanno dovuto produrre un documento programmatico non solo tecnico ma contenente anche ipotesi e proposte di tipo politico ed economico sull’attività e il ruolo futuro dell’Invalsi. Non deve essere stato semplice farlo, né si può escludere che qualche candidato abbia proposto al Miur un menù di possibilità diverse con abbinate ipotesi di costi e tempi relativi. Lo sapremo se e quando la documentazione verrà resa accessibile.

 

Intanto il ministro Carrozza è incappata nella vicenda - spiacevole anche per il governo - degli scatti retributivi yo-yo: concessi, ritirati, ripristinati. Questa vicenda ha portato alla attenzione dell’opinione pubblica le questioni della scuola e dei docenti, con le distorsioni e le falsità che fanno parte dei pregiudizi correnti.  Ad aumentare il clamore mediatico sono poi intervenute le dichiarazioni assurde e donchisciottesche dell’on. Ilaria Capua, ancora peggio spiegate e interpretate.

 

Ciò nonostante, permane una relativa quiete riguardo all’Invalsi, mentre il comitato valutatore è – per così dire – riunito come in una camera di consiglio.  Allora il ministro Carrozza potrebbe procedere a qualche iniziativa politica quale, ad esempio, quella di una moratoria (un “time out”) dei test Invalsi almeno all’esame di 3ª media, dove essi contribuiscono impropriamente a determinare il voto finale. Una simile iniziativa risulterebbe molto opportuna e contribuirebbe a rasserenare il clima, a calmare le acque. Per di più a costo zero!

 

Infatti, in tal senso risultano posizioni e richieste concorrenti e simili sia da chi sostiene l’Invalsi attuale sia di chi si aspetta un cambiamento.

 

Recentemente, Giancarlo Cerini scriveva: “appare forzato inserire una prova standardizzata all'interno di un esame (questo avviene attualmente per la terza media), perché cambia la destinazione d'uso di una prova, che da indizio di conoscenza assume invece un suo peso nella valutazione "legale" di fine ciclo di un singolo allievo”.

 

Anche Stefano Stefanel: “Ci sono passaggi da rivedere (come il test nell’esame conclusivo del primo ciclo che assurdamente fa media con gli altri voti, ma dentro un esame che è tutto da buttare con cinque prove scritte e un orale e nessun bocciato, giusto per perdere tutti insieme un sacco di tempo), che nessuno vuole nascondere e una certa autoreferenzialità dell’Invalsi che deve essere modificata.”

 

Similmente Giorgio Israel, nel 2011: “considero - e ritengo che tanti la pensino allo stesso modo - che l’introduzione del “teaching to the test” nella scuola sia un autentico scandalo, un fatto di estrema gravità. E il punto è questo - se ne rendano bene conto all’Invalsi -: il fatto che le prove Invalsi facciano media nella valutazione dell’esame di terza media rende inevitabile l’addestramento a superarli.”

Anche il sottosegretario Marco Rossi-Doria, nel 2013, si è dichiarato “contro i quiz all’esame di Terza Media”.

 

Sulla stessa posizione è la Flc Cgil di Domenico Pantaleo che già dal 2011 (o da prima) raccoglie firme e scrive inutilmente al ministro di turno.

 

Infine, i Cobas hanno già programmato scioperi per i giorni 6, 7, 13 maggio 2014.

 

Ci pensi, valuti e provi a farlo un “time out” ai test in 3ª media, ministro Carrozza.

 

 

 

Scuola, il titolo abilitante sarà valorizzato subito nelle graduatorie di istituto

Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha predisposto il decreto ministeriale che modifica in parte l'attuale Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti. Diverse le novità introdotte con lo scopo, fra l'altro, di valorizzare il titolo abilitante nelle graduatorie di istituto. In particolare, chi consegue l'abilitazione potrà farla valere da subito nelle graduatorie di istituto, in attesa del loro consueto aggiornamento triennale: il titolo garantirà una 'corsia preferenziale' per l'attribuzione delle supplenze brevi all'interno della terza fascia. Le graduatorie di ammissione ai Tirocini formativi attivi (Tfa), i percorsi abilitanti che vengono attivati presso le Università e le Istituzioni dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica, dal prossimo ciclo di corsi confluiscono in un'unica graduatoria nazionale, per consentire il transito degli idonei in atenei e istituzioni dove c'è una maggiore disponibilità di posti.

Anche l'anno scolastico 2012/2013 sarà valido per la maturazione dei tre anni di servizio necessari per poter essere ammessi ai Pas, i Percorsi abilitanti speciali istituiti a marzo del 2013. Infine, la laurea continuerà ad essere titolo di studio valido per l'inserimento nelle graduatorie di istituto in terza fascia. Il decreto ha ricevuto il parere positivo del Cun (Consiglio universitario nazionale) e del Cnsu (Consiglio nazionale degli studenti universitari) ed è stato inviato ai Ministeri che devono vagliarlo prima dell'invio al Consiglio di Stato. Il Miur sta anche predisponendo il bando per la partenza del secondo ciclo dei Tirocini formativi attivi che sarà emanato entro febbraio.

Roma, 18 gennaio 2014

Mosca (Pd), superare grave deficit di conoscenza inglese Insegnamento sia obbligatorio dai 3 anni per realizzare bilinguismo


"Della ricerca di McKinsey presentata ieri a Bruxelles e incentrata sul rapporto tra educazione e occupazione colpisce, tra i molti dati, il deficit rilevato da imprenditori e datori di lavoro di conoscenza dell'inglese nei candidati". Lo dichiara Alessia Mosca, capogruppo Pd in Commissione Politiche europee alla Camera.

"In un mercato del lavoro globale è impensabile - prosegue mosca -: non solo per cercare occupazione all'estero ma anche, come dimostrano questi dati, nel proprio Paese. Finora l'Italia ha usato male o addirittura non utilizzato affatto molti finanziamenti provenienti dall'Unione: cominciamo a cambiare partendo da qui. Inoltre, prendiamo posizione, in Europa, per poter applicare a ulteriori finanziamenti in questo settore la golden rule; del resto, quale investimento può considerarsi più produttivo di quello fatto sul capitale umano? Destiniamo quei fondi per istituire il bilinguismo obbligatorio dall'età di tre anni. Ma che sia una reale possibilità davvero per tutti: altrimenti, come sempre, chi avrà le possibilità di far frequentare ai propri figli scuole di un certo tipo darà loro anche la possibilità di inserirsi, in futuro, sul mercato internazionale, e tutti gli altri (la stragrande maggioranza) ancora una volta, si dovranno arrangiare. Concretizzare la democrazia significa garantire uguaglianza di opportunità, impegnarsi per realizzare progetti come questo. Diamo ai nostri figli le stesse chances dei loro coetanei tedeschi, inglesi, francesi: facciamo sì che a contare sia il merito, nient'altro che questo».

Roma, 14 gennaio 2014