Maggiorenni per la vita… e per la scuola?

Un percorso scolastico e formativo per diplomarsi a 18 anni.

21 febbraio 2014 – ore 15,30 18,30

Aula Magna Liceo Mamiani

ROMA Viale Delle Milizie 30

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Saluto d’apertura

 

Tiziana Sallusti D.S. Liceo Mamiani

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Introduzione ai lavori

 

Gigliola Corduas Presidente Fnism

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Appunti per un riordino complessivo del sistema educativo di istruzione e di

formazione

 

 

Maurizio Tiriticco

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Da dove viene e come cambia la scuola italiana

 

Orazio Niceforo

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Le ricadute del riordino sugli organici dei docenti, una variabile sottesa al

confronto

 

 

Massimo Di Menna

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Ingegneria istituzionale o riforme incisive?

 

Mario Rusconi

Ai partecipanti sarà rilasciato attestato del MIUR

Per informazioni 338 8989432 339 7712691

Dirigenti scolastici in sciopero, una risposta credibile e determinata

Lo sciopero dei dirigenti scolastici e manifestazione nazionale con presidio davanti al MIUR. è un'azione in sé credibile e forte dopo mesi di un estenuante confronto con l'Amministrazione, che ha visto soprattutto nel MEF un ostacolo insormontabile e irremovibile nel dare un’interpretazione non corretta di un quadro normativo rivolto al contenimento della spesa anche attraverso un blocco delle retribuzioni dei dirigenti scolastici che non possiamo accettare di veder tradotto in una pesante decurtazione.
Sono in gioco sia la credibilità della contrattazione fra le parti sia il diritto di veder preservato il livello delle retribuzioni, già fortemente sperequato rispetto alla dirigenza pubblica, in un momento in cui - oltretutto - i carichi di lavoro e di responsabilità dei dirigenti si moltiplicano.
Lo sciopero e la manifestazione puntano a rendere pubblicamente visibile il disagio della categoria, richiamando il Governo e le forze politiche ad essere coerenti con le tante parole spese per affermare la volontà di restituire alla scuola dignità, attenzione, risorse.
 
Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

Periodo delle pagelle... diamo un voto al Ministro Carrozza

Il Ministro Maria Chiara Carrozza, dal giorno del suo insediamento al Miur, ha ereditato una situazione pesante e drammatica per colpa dei ministri precedenti che hanno inciso pesantemente e negativamente sull'istruzione statale. 
Non ha avuto il giusto supporto economico e finanziario promesso dal Premier Letta e dal Mef del Ministro Saccomanni.
Inizialmente aveva dato segnali positivi dichiarando che se non fosse stata data la giusta importanza e priorità all’istruzione pubblica lei avrebbe lasciato.
Così non è stato  anche se con diversi comunicati stampa ha mascherato una soddisfazione (costruita per il ruolo che ricopre) per i fondi (quali???) stanziati a favore della scuola statale e lei si è adeguata, galleggiando come lo stesso premier Letta in attesa di eventi positivi… ma sono loro che avrebbero dovuto dare, studiare, inventare soluzioni positive per l'istruzione e la cultura in questo Paese. 
Purtroppo la delusione è tanta dagli addetti ai lavori  fino agli osservatori esterni. 
Nel decreto trasformato in legge ha cancellato (oppure l'hanno cancellato altri ma lei non se n'è accorta come il discorso del prelievo forzoso delle 150 euro).
Il Ministro avrebbe dovuto spiegare il “Mistero della Comma Cancellato”. Mi spiego meglio… Il primo comma dell’art. 14 del decreto legge 104/2013 prevedeva “Le classi devono essere costituite da almeno otto alunni, salvo esigenze motivate sulla base di particolari situazioni geografiche e ambientali accertate dall’ufficio scolastico regionale; le classi articolate possono essere costituite con gli stessi criteri e alle medesime condizioni stabilite per le scuole statali. Negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, in ogni caso, è vietata la costituzione di classi terminali collaterali.” 
Ebbene, l'intero articolo 14 relativamente alle istituzioni scolastiche paritarie con cui era entrato in Consiglio dei Ministri è stato misteriosamente cancellato prima o dopo la firma del Presidente della Repubblica? Come mai non se n’è più parlato? 

 

Pertanto il Ministro viene respinto perché impotente ed impreparata a dirigere un Dicastero così importante, ha privilegiato soltanto il settore della scuola paritaria pubblica e privata dando anche un segnale negativo riducendo un anno i licei (per adesso solo sperimentali ma in futuro...????) senza aumentare le ore di scuola nei primi quattro anni, scelta pericolosa che produrrà una deriva culturale dei giovani italiani sempre meno preparati culturalmente.

 

prof. Paolo Latella

Segretario Unicobas Scuola Lombardia





Sui PAS basta inerzie e ostruzionismo, intervenga il ministro

Troppi ostacoli e inerzie da parte delle Università nell'avviare i Percorsi Abilitanti Speciali, soprattutto per la scuola dell'infanzia e primaria ma anche per tante classi di concorso della secondaria. Una situazione intollerabile, che sta mettendo a rischio le attese di migliaia di docenti precari. La Cisl Scuola, che sull'attivazione dei PAS si è spesa con determinazione in un confronto continuo con l'Amministrazione, ribadisce oggi le sue denunce con una lettera alla ministra Carrozza, ricordandole gli impegni che aveva assunto il 28 gennaio nell'incontro con i sindacati. In tale occasione Francesco Scrima, nel segnalare i ritardi e talvolta il dichiarato ostruzionismo da parte delle Università nel procedere all'avvio dei corsi, aveva invitato la ministra a intervenire, proprio nella sua qualità di ministro non solo dell'Istruzione, ma anche dell'Università, perché l'esercizio di una malintesa autonomia non finisse per compromettere la programmazione dei corsi predisposta dal MIUR.
Da allora nessun riscontro e il perdurare di inadempienze in molte realtà, su cui la Cisl Scuola chiede nuovamente un urgente intervento della ministra perché si diano le giuste risposte alle attese dei docenti interessati ad acquisire il titolo di abilitazione.
Ufficio stampa Cisl Scuola

Bocciata l'abrogazione dei buoni scuola in Lombardia

La democrazia è una cosa seria ma non alberga in Regione Lombardia! La VII Commissione si arroga il diritto di "archiviare" la PETIZIONE POPOLARE firmata da più di 15.000 tra docenti studenti e famiglie lombarde e di non trasmettere la discussione al Consiglio Regionale che avrebbe potuto sviluppare un confronto approfondito tra posizioni anche profondamente diverse.
Probabilmente Maroni, CL e loro amici, pur avendo la maggioranza, temevano la pubblicizzazione del dibattito che deriverebbe da un confronto democratico in Consiglio Regionale. Così come nello Statuto della Regione Lombardia di fatto viene impedito ogni ricorso a Referendum abrogativi in quanto lo Statuto prescrive ben 300.000 firme autenticate di cittadini lombardi per indire un referendum, quando a livello nazionale ne occorrono 500.000. Una norma liberticida che conferma la mancanza di democrazia in Regione Lombardia.
Se la Giunta regionale pensa in questo modo di tappare la bocca a chi sta denunciando una palese, grave, illegittima discriminazione nei confronti della larghissima maggioranza degli studenti lombardi delle scuole statali, si sbaglia di grosso.
L'Associazione NonUnodiMeno insieme a tutte le altre associazioni, sindacati, organizzazioni studentesche, forze politiche e giuristi democratici intensificherà la mobilitazione contro l'incostituzionalità dei Buoni Scuola e per la loro abrogazione.
NON SIAMO CHE ALL'INIZIO!

PER L'ASSOCIAZIONE NONUNODIMENO - GIANSANDRO BARZAGHI