Scrima: sugli scatti intervenga Letta

Al punto in cui sono giunte le cose, con un ministro dell'economia che respinge in modo sprezzante una giusta richiesta fattagli da un altro ministro del suo stesso governo, è chiaro che deve intervenire, e con urgenza, il presidente del consiglio. Intervenire e risolvere una questione che giustamente ha sollevato reazioni di stupore e indignazione da parte di tutti (forze politiche, organi di stampa) e non solo dei diretti interessati. La decisione, davvero inaudita, di procedere al recupero di somme già accreditate, qualora confermata infliggerebbe un duro colpo all'immagine e alla credibilità di un governo che si era impegnato a ridare dignità e valore al lavoro nella scuola. Ecco perché chiediamo che scenda in campo chi lo rappresenta al più alto livello di responsabilità.
C'è un'altra cosa che il governo può e deve fare: accelerare i tempi di avvio della trattativa per il recupero di validità del 2012 ai fini delle progressioni di carriera, come già avvenuto in precedenza per il 2010 e il 2011. Ci sono tutte le premesse per un accordo che avrebbe fra l'altro, come immediata conseguenza, la restituzione delle somme che si vorrebbero oggi prelevare dalle tasche dei lavoratori. Ecco perché stupisce l'insistenza di Saccomanni a voler procedere con un'operazione talmente assurda da rivelarsi una gratuita provocazione, priva di ragioni e di senso.

Roma, 8 gennaio 2013

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

Speranza, Saccomanni si fermi: Impensabile fare cassa sugli insegnanti

Dichiarazione on. Roberto Speranza, presidente deputati Pd

"Chiedo al ministro Saccomanni di fermarsi e di rivedere la norma che prevede la restituzione degli scatti di anzianità. E' impensabile scaricare sugli insegnanti le difficoltà di fare cassa da parte del ministero dell'economia. Come dimostrano i dati della Ue, gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati d'Europa, sicuramente i meno valorizzati e il futuro di un paese moderno è legato soprattutto agli investimenti in settori cruciali come la formazione e la ricerca ."

Roma, 8 gennaio 2014

Ministro Carrozza, un buon libro lo legga anche lei!

Leggiamo la sua indicazione “Meno compiti e più libri”, come viene riportata da “Il Messaggero” di Roma (*): Meno compiti, più letture. La ricetta è semplice, ed è un cavallo di battaglia per il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, che ora lo ripropone anche per le vacanze di Natale. «Ragazzi chiedete ai professori di darvi meno compiti», ha detto ieri a Pisa, davanti a duemila studenti riuniti in occasione di un'iniziativa contro l'abuso di alcol tra i giovani. La reazione a queste parole: un boato di entusiasmo. «Chiedete di farvi dare più letture - ha aggiunto il ministro - perché leggere un libro significa avere consapevolezza nei confronti della cultura e può essere un gesto d'evasione importante per la crescita degli individui senza ricorrere a scorciatoie come lo sballo per sentirsi più grandi o stare meglio insieme agli altri».

Sorvoliamo sulla genericità assoluta dell’indicazione: quanto “meno compiti”? e quanto “più libri”? 
Sorvoliamo anche sulla critica, peraltro ben motivata e condivisa, che viene da Firenze (**): «per la seconda volta in pochi mesi lei [ministro Carrozza] si è rivolta a una platea di studenti in modo tale da delegittimare gli insegnanti ai loro occhi. A settembre li invitò addirittura a ribellarsi “ai genitori, ai prof, alla scuola”; ieri a chiedere ai professori di dare meno compiti per le vacanze; e naturalmente ha riscosso in ambedue i casi un’ovazione». 
Ma prendiamo in positivo la sua indicazione di leggere libri e gliela ricambiamo molto sentitamente. 

Perché non approfitta delle vacanze per leggere e meditare su qualche libro che tratta di scuola e di problemi scolastici? Ad esempio: “Malascuola” di Claudio Cremaschi, e-o “Una vita da supplente” di Vincenzo Brancatisano, e-o “Una scuola da rifare” di Giuseppe Caliceti, e-o “La scuola s’è rotta” di Mila Spicola, e-o “La scuola che resiste” di Alex Corlazzoli. Ci faccia sapere.
In ogni caso buone feste!

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(*)http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/carrozza_compiti_delle_vacanze_libri/notizie/411916.shtml
(**)http://gruppodifirenze.blogspot.it/2013/12/il-ministro-carrozza-e-gli-studenti-una.html

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 Claudio Cremaschi – “Malascuola. Ovvero: se io fossi il ministro dell'istruzione raddoppierei lo stipendio agli insegnanti (e altri rimedi meno piacevoli)”

€ 17,50, 2009, 304 p., rilegato, Piemme Ed.

http://www.ibs.it/code/9788856609486/cremaschi-claudio/malascuola-ovvero:-fossi.html
http://www.edizpiemme.it/libri/malascuola

 Vincenzo Brancatisano - “Una vita da supplente. Lo sfruttamento del lavoro precario nella scuola pubblica italiana”

€ 12,50, 2010, 352 p., brossura, Nuovi Mondi Ed.

http://www.ibs.it/code/9788889091722/brancatisano-vincenzo/una-vita-supplente.html
http://www.vincenzobrancatisano.it/articoli/ansa_supplente.htm
http://unavitadasupplente.blogspot.it/2010/02/una-vita-da-supplente-il-nuovo-libro-di.html

 Giuseppe Caliceti – “Una scuola da rifare - Lettera ai genitori”

€ 15,00, Feltrinelli Ed., 2011, Pagine 224, brossura 

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807491085/Una_scuola_da_rifare/Giuseppe_Caliceti.html
http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/una-scuola-da-rifare/
http://www.carmillaonline.com/2011/06/24/giuseppe-caliceti-una-scuola-da-rifare/
http://www.phenomenologylab.eu/index.php/2011/10/una-scuola-da-rifare-recensione-a-un-libro-di-giuseppe-caliceti/

 Mila Spicola – “La scuola s’è rotta - Lettere di una professoressa"

2010, Einaudi pp. X - 196 € 18,00

http://www.einaudi.it/libri/libro/mila-spicola/la-scuola-s-rotta/978880620547
http://www.ibs.it/code/9788806205478/spicola-mila/scuola-e-rotta.html

 Corlazzoli Alex – “La scuola che resiste. Storie di un maestro di provincia”

€ 13,00, Chiare Lettere Ed., 2012, Pagine 120, brossura 

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788861903111/La_scuola_che_resiste/Corlazzoli_Alex.html?gclid=COGc4uz5yLsCFYlF3godN04AGw
http://www.lafeltrinelli.it/products/9788861903111/La_scuola_che_resiste/Corlazzoli_Alex.html?gclid=CM-TlZX6yLsCFURc3godyVAABQ

 

Su scatti di anzianità Governo incoerente e inaffidabile

Le istruzioni impartite dal Ministero dell’Economia per un graduale recupero degli scatti maturati nel 2012 costituiscono una decisione inaccettabile che va bloccata, una vera e propria provocazione che se attuata non potrà rimanere senza risposta. Da parte del governo si tratterebbe di un atto di palese incoerenza rispetto alle tante affermazioni di voler sostenere e valorizzare il lavoro nella scuola. Non è ammissibile che si intervenga a recuperare quote di salario già erogate, e ancor di più che lo si faccia mentre è in fase di avvio la trattativa proprio per il recupero di validità del 2012 ai fini delle progressioni di anzianità. Chiediamo al Governo di sospendere ogni procedura di recupero, impegnandoci ovviamente a sostenere le azioni di impugnativa ove queste si rendessero necessarie da parte degli interessati.

Come sempre sono i fatti, sono le scelte concrete a valere più degli impegni assunti con parole altisonanti: ne ha spese molte anche questo governo, quando ha dichiarato di voler ridare centralità a istruzione e formazione. Ma se la decisione di intervenire sugli stipendi fosse confermata, quelle parole verrebbero palesemente smentite, con una clamorosa caduta di credibilità per chi le ha pronunciate, oltre che di autorevolezza e affidabilità per chi nel governo è investito di diretta responsabilità in materia di istruzione e formazione.

 

Roma, 28 dicembre 2013

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

I docenti "inidonei" sfidano sindacati e governo


A dieci anni dal primo tentativo di liberarsi dei docenti "idonei ad altri compiti", licenziando i cosiddetti " improduttivi" con metodi degni dei peggiori regimi dittatoriali ( Moratti 2003) e dopo vittorie e nuovi arretramenti ( Monti 2012) che hanno caratterizzato tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, gli " inidonei" hanno sfidato ancora una volta il governo e il tentativo di chiudere le Biblioteche scolastiche e i Laboratori didattici.
Vi raccontiamo perché.
Con il decreto sulla scuola, varato a settembre e convertito in legge il 7 novembre, il personale ATA precario e i docenti " inidonei ( cioè quei docenti che per gravi patologie, molte delle quali anche patite a causa del lavoro, non possono più svolgere attività di didattica frontale ed in classe e che occupano per contratto Biblioteche e Laboratori didattici, sulla cui utilità e necessità nessuno discute) hanno riportato una sicura vittoria. Con quel decreto, infatti, è stata abrogata l'odiosa norma che prevedeva la deportazione dei docenti sui posti dei precari amministrativi e tecnici ( con tutte le conseguenze del caso: sottrazione di ulteriori posti utili per i precari e per le scuole che hanno bisogno di competenze certe, carichi di lavoro non sostenibili per docenti malati con conseguenti disfunzioni per l'amministrazione). Nell'applicazione della legge ( L 128/2013), però, alcuni solerti funzionari ministeriali e i loro paladini ( le OOSS che siedono al tavolo trattante e dettano le regole del gioco), seguendo apparentemente il dettato legislativo, hanno "imposto" a tutti i docenti o di compilare un modulo per passare nei profili ATA o di compilare un modulo per passare nella obbligatoria mobilità intercompartimentale ( che in realtà sarà obbligatoria, se lo sarà, solo dopo il 31 agosto 2016) concedendo, loro, per questo, di non essere sottoposti nuovamente a visita. Gli altri, se volevano rimanere al proprio posto senza accettare la mobilità, dovevano obbligatoriamente sottoporsi ad una ulteriore visita medica per confermare il proprio di malattia ( entro e non oltre il 20 dicembre 2013).
Semplice, si dirà, ma dal 3 dicembre scorso sui singoli territori è iniziato l'incomprensibile e " furioso" pressing delle OOSS ( tutte) nei confronti degli inidonei per imporre la compilazione del modello B ( ovvero per far accettare la mobilità intercompartimentale obbligatoria prima del previsto termine del 31 agosto 2016), pressione che, su dichiarazione degli stessi interessati, li ha spesso nei fatti obbligati alla scelta, con i sindacalisti che si sono addirittura recati nelle scuole per fare pressioni dirette e sconcertanti, ed a tal proposito abbiamo raccolto decine e decine di testimonianze.
I motivi di tale imposizione sono semplici ed evidente è il patto scellerato tra le parti:
chi ha compilato il modello B ha manifestato consenso per passare nella mobilità intercompartimentale liberando , perciò, i posti ATA;
chi ha compilato il modello B ha accettato di abbandonare le Biblioteche e i Laboratori nelle mani di chi è già pronto ad attuare l'esternalizzazione di un 'servizio' fondamentale per le scuole;
chi ha compilato il modello B, non potrà chiedere, come potrà fare chi si sottoporrà a nuova vista medica, la dispensa ( istituto bloccato ma non abrogato, ed ancora applicabile in un caso come questo).
Non tutti hanno, però, ceduto al pressing e almeno la metà dei docenti " idonei ad altri compiti" è rimasta al proprio posto, presidiando in questo modo Biblioteche e Laboratori e opponendosi alla loro svendita gratuita.
Ma ora, il personale docente "utilizzato in altri compiti", altrimenti detto inidoneo, che è rimasto in silenzio sino a questo momento, aspettando di essere sottoposto a visita,
dichiara pubblicamente che il MIUR e il MEF sono inottemperanti
rispetto al dettato di legge che ha fissato i termini per la visita in modo perentorio e non semplicemente indicativo: "Entro il 20 dicembre 2013 il personale docente della scuola, che alla data di entrata in vigore del presente decreto è già stato dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, è sottoposto a nuova visita da parte delle commissioni mediche competenti." ( comma 7, art 15 dl 104/2013,così come convertito nella legge 128/2013 ) e
CHIEDE
L'immediata sospensione della procedura delle visite di controllo così come previsto dall'atto di NUOVA INTIMAZIONE a non voler procedere, inviata dai COBAS in data odierna al Garante per la protezione dei dati personali, al Ministro dell'istruzione, al Ministro dell'economia e finanza, ai Sottosegretari di Stato del MIUR, per porre termine, una volta per tutte, all'inutile e continua vessazione dei docenti " inidonei" e al palese tentativo di smantellamento della scuola pubblica attraverso l'annullamento di quell'elemento cardine della scuola che è costituito proprio dal prezioso patrimonio delle Biblioteche scolastiche e dei Laboratori didattici.

In caso contrario si riservano di adire anche le vie penali, perché questa incresciosa situazione di accanimento che continua da tre anni, ha peggiorato il loro già precario stato di salute, ed altri comportamenti vessatori o persecutori non verranno più tollerati.

Anna Grazia Stammati
( esecutivo nazionale Cobas)
Roma, 23 dicembre 2013