Alternanza scuola-lavoro. La FLC CGIL sostiene la mobilitazione degli studenti

La FLC CGIL sostiene la protesta degli studenti del 13 ottobre contro l’alternanza così come regolamentata dalla legge 107/15. Parteciperemo alle discussioni pubbliche sul tema portando la nostra originale elaborazione. Continueremo a dare voce alla scuola reale, quella che, spesso in solitudine, affronta una realtà educativa difficile e che non ne può più di essere solo oggetto di riordini e/o riforme.

Al terzo anno di applicazione della legge 107 emerge in maniera inconfutabile la situazione di profondo disorientamento e di rabbia di studenti e docenti delle scuole secondarie di II grado. Tutte le criticità che fin dall’inizio la FLC CGIL aveva denunciato, si sono rivelate non solo fondate, ma persino meno fosche di quelle che si sono concretamente realizzate. La scorsa estate è stata un fiume senza fine di testimonianze (riportate ampiamente dai media) che segnalano di studenti impegnati in attività definite di alternanza/stage/tirocini relative a tutti i settori possibili e immaginabili, il cui confine con il lavoro nero è ormai sempre più labile.

È sotto gli occhi di tutti la desolante solitudine in cui sono state lasciate le scuole nell’attuazione dell’alternanza così come riordinata dalla legge 107: pochissime misure di accompagnamento, confusione inenarrabile su pratiche didattiche, dispositivi educativi e organizzativi da mettere in atto, indicazioni ministeriali poco chiare o inesistenti o giunte con grande ritardo. L’immagine che ne vien fuori è di scarsa cura e di grave disattenzione nei confronti dei ragazzi e delle scuole coinvolti in un complicatissimo processo, delle cui ricadute gli estensori della legge 107, evidentemente, non avevano alcuna consapevolezza.

Dappertutto è stato denunciato il fatto che al centro del processo educativo attivato con l’alternanza obbligatoria non ci sono i ragazzi, ma il numero di ore che la legge impone di effettuare (400 nel secondo biennio e quinto anno degli istituti tecnici e professionali, 200 nei Licei). L’effetto distorsivo è evidente: si stanno realizzando esperienze e attività, non solo slegate dal proprio percorso educativo, ma spesso improvvisate, di scarsa qualità, che in tanti casi si concretizzano in vere e proprie prestazioni di lavoro gratuito prive di qualsivoglia intenzionalità educativa.  Le esperienze positive che pur ci sono purtroppo in questo quadro normativo rischiano di essere del tutto marginali.

Come FLC CGIL, in coerenza con la battaglia referendaria sulla legge 107, chiediamo l’abrogazione delle norme sulla precisa quantificazione delle ore di alternanza e un completo capovolgimento delle finalità dell’alternanza. Si deve chiaramente riportare al centro gli obiettivi didattici, dare strumenti veri alle scuole, fare quindi un serio bilancio di questa fase applicativa da cui non può che discendere una modifica della legge.

Bisogna fermare la deriva in atto: si vuole piegare la scuola all’interesse di brevissimo periodo del sistema produttivo italiano con tutti i suoi attuali limiti: specializzazione produttiva su beni a basso valore aggiunto e ricerca costante di realizzare il profitto giocando su costo del lavoro e orari. L’alternanza scuola-lavoro nelle modalità con cui è stata concepita ed attuata nella maggioranza dei casi viene così interpretata. Si sta costruendo un alibi affinché le aziende continuino a disinvestire in formazione assecondando l’idea folle che la scuola possa assolvere ad un compito che spetta alle imprese.

Vogliamo quindi che venga sventato il rischio di trasformare l’alternanza in un gigantesco serbatoio di lavoro gratuito preludio di un futuro precario per questo sosteniamo gli studenti, per questo vogliamo rilanciare la battaglia contro l'alternanza così come pensata nella legge 107.