Le supplenze ATA fino all'avente diritto verranno trasformate in annuali

E’ questa la soluzione individuata questa mattina rispetto alla questione sollevata nei giorni scorsi sull’applicazione dell’art. 59 per le supplenze del personale Ata.

 

Il parere della Ragioneria dello Stato, nei giorni scorsi, aveva suscitato dubbi e forti preoccupazioni.

Pronta la reazione della Uil che in una nota  (http://www.uil.it/uilscuola/node/5149) aveva affermato la necessità di superare il formalismo burocratico e valutare la natura del posto, che è annuale, ciò che cambia è la graduatoria, che ora non c’è. E non ci sarà a breve e non potrà dare effetti per l’anno in corso.

 

Oggi la conclusione della vicenda che riguarda migliaia di persone: con l'emanazione di uno specifico decreto ministeriale,  che avverrà in tempi strettissimi, il Miur sposterà di un anno la validità delle graduatorie di terza fascia ATA.

 

Pertanto le supplenze fino all'avente diritto di posti di durata annuale verranno trasformate in supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto, secondo la natura del posto.

Alla luce di questa soluzione vengono salvaguardare tutte le supplenze conferite ai sensi dell'art. 59 del contratto nazionale di lavoro.


Ciò a conferma della posizione assunta dalla Uil Scuola: la decisione sull’applicazione o meno di un articolo del contratto nazionale non può essere fatta solo in termini finanziari.
Decisioni amministrativo-contabili non possono derogare ai diritti contrattuali acquisiti.

Quello che andremo a negoziare sarà un contratto a  burocrazia zero – conclude Pino Turi, segretario generale Uil Scuola.

 

D’Ottavio (Pd), istituire fascicolo fabbricati anche per edilizia scolastica

"Il senso della giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, istituita con la riforma della Buona scuola, è quello di richiamare tutti ad una maggiore responsabilità: dobbiamo pretendere maggiori notizie sullo stato della sicurezza delle scuole”. Lo dice Umberto D’Ottavio deputato del Pd e componente della commissione Cultura in occasione della celebrazione della giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole che si celebra oggi 22 novembre.

 

“È in discussione in Parlamento - prosegue D’Ottavio - una legge per definire le responsabilità dei dirigenti scolastici e quelle dei proprietari degli edifici, mentre risulta sempre più urgente istituire un fascicolo dei fabbricati anche per l’edilizia scolastica. Questa giornata, di anno in anno, deve essere l’occasione per dare risposte agli alunni e alle loro famiglie in merito alla sicurezza degli edifici scolastici. Come ci ha ricordato ieri Cinzia Caggiani, madre di Vito Scafidi il 17enne morto nel novembre 2008 per il crollo del controsoffitto al Liceo Darwin di Rivoli, è meglio che le scuole rimangano chiuse che tenerle aperte in una situazione di insicurezza. Rimane ancora molto da fare ma un percorso è iniziato”. 

17 Novembre giornata di mobilitazione nazionale per la Federazione degli Studenti

La Federazione degli Studenti promuove per il 17 Novembre, giornata internazionale dello studente, una mobilitazione nazionale rivolta a tutti gli studenti medi, che potranno scendere in piazza o organizzare assemblee per celebrare una data storica, affrontando temi di grande attualità, dalla legge dello Ius Soli temperato, all’alternanza scuola-lavoro.

 

Queste le parole del coordinatore nazionale dell’associazione, Lorenzo Tinagli: “Chiediamo la mobilitazione dei ragazzi nelle scuole perché è una legge che garantisce dei diritti, perché è fuori da ogni logica che ci siano ragazzi che fanno il percorso di studi in Italia e che non hanno la possibilità di diventare cittadini italiani, che sono nostri compagni di scuola, nostri amici. Questi giovani, dal momento che vivono la nostra quotidianità,  si integrano nel perno che regge lo sviluppo della nostra società, ovvero la scuola”

 

Punto focale della mobilitazione è anche l’alternanza scuola-lavoro, sulla quale c’è ancora molto da fare perché l’esperienza sia resa il più possibile formativa ed in linea con il percorso di studi, e perché  vengano garantite al ragazzo tutte le tutele necessarie. Ancora Tinagli in merito all’asl:  “E’ uno strumento utile al crescita dello studente, ma deve costituire una didattica alternativa, formando il ragazzo per il mondo del lavoro, ma più in generale istruendolo su tutto ciò che può offrirgli la società al momento dell’uscita dalla scuola. L’alternanza deve permeare lo studente per il lavoro, ma la società deve lasciarsi permeare dalla scuola, la quale deve aprirsi sempre di più al mondo esterno”

 

Il disegno di legge sul bilancio 2018, approvato lo scorso 16 Ottobre dal consiglio dei ministri, non dà una risposta adeguata in termini di finanziamenti alla pubblica istruzione. Il fondo per il diritto allo studio, di soli 30 milioni, rappresenta a pare della FdS una cifra irrisoria.

Viene riconfermato il Bonus di 500 euro ai neo-diciottenni , che non può rappresentare però una svolta netta per il sostegno economico agli studenti. Lo stanziamento di 900 milioni per gli enti locali di cui 400 destinati agli interventi di edilizia scolastica è certamente un punto a favore della legge.

 

La mobilitazione nazionale del 17 Novembre sarà quindi un’occasione da non perdere per chiedere con forza l’estensione dei diritti: dal diritto alla Cittadinanza, al diritto allo Studio.

 

Un Manifesto per la Scuola aperta a tutti e a tutte.

Il 18 novembre FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola Rua e SNALS Confsal diffonderanno, con iniziative organizzate in tutta Italia, il Manifesto per la Scuola. La Scuola è aperta a tutti e a tutte, già presentato alla stampa giovedì scorso in concomitanza con l’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto.

L‘appuntamento principale si svolgerà simbolicamente al Teatro Giotto di Vicchio (FI), comune di cui fa parte Barbiana, dove si è realizzata la straordinaria esperienza della scuola di Don Lorenzo Milani, della cui scomparsa ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario.

Il Manifesto rilancia un’idea di scuola come bene comune che appartiene al Paese, aperta e inclusiva, pronta ad accogliere anche i “nuovi italiani” e chiunque viva nel nostro Paese; una scuola fondata sul pluralismo, sull’autonomia e la collegialità e che afferma la centralità della persona all’interno del processo educativo; che garantisce il diritto all’apprendimento a tutte e a tutti.

In questa idea di Scuola, ispirata ai valori della Costituzione, è centrale lo studente, ma lo sono anche il lavoro e la professionalità di tutto il personale che, a diverso titolo, concorre alla progettazione e alla realizzazione del progetto educativo.

FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal chiedono da tempo che a una più chiara consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dalla scuola nel promuovere crescita e sviluppo delle persone, corrisponda anche un adeguato riconoscimento normativo e retributivo di tutte le professionalità che vi operano; rivendicano a tal fine scelte politiche indispensabili a colmare il divario che vede l’Italia ancora lontana dalla media dei Paesi OCSE per quanto riguarda sia gli investimenti in istruzione e formazione, sia le retribuzioni del personale scolastico.

Col Manifesto per la scuola e le iniziative in calendario il 18 novembre i sindacati promotori intendono sollecitare su queste tematiche un coinvolgimento ampio della società civile, ritenendo che anche il Contratto di lavoro per il cui rinnovo sono fortemente impegnati costituisca un indispensabile strumento per migliorare efficacia e qualità del sistema scolastico, nell’interesse delle giovani generazioni e dell’intera comunità sociale.

 

L'Andis e l'uscita degli alunni

Il Consiglio Nazionale e il Direttivo Nazionale dell’ANDIS, riuniti a Fiuggi nei giorni 26 e 27 ottobre 2017, hanno preso in esame la situazione di forte preoccupazione che da alcuni giorni sta interessando famiglie, docenti e dirigenti scolastici a seguito dell’Ordinanza n. 21593 del 19 settembre 2017 con cui la Corte di Cassazione, III sezione civile, ha confermato la sentenza della Corte di Appello di Firenze n. 1052 del 20 giugno 2014; PREMESSO CHE - l’art. 591 del Codice Penale, che prevede l’obbligo di vigilanza sui minori fino a 14 anni, chiama in causa - se pur con l’esclusiva finalità di evitare situazioni potenzialmente pregiudizievoli per il minore - la responsabilità dei docenti e dei dirigenti scolastici ma ancor più quella dei genitori degli alunni; - la norma sulla vigilanza dei minori andrebbe riconsiderata alla luce delle mutate caratteristiche della società e delle consuetudini ormai consolidate nelle scuole e nelle famiglie italiane; - la questione dell’obbligo di vigilanza andrebbe affrontata anche da una prospettiva psico-pedagogica, riconoscendo il pieno diritto dei minori alla progressiva conquista di autonomia e responsabilità; - gli impegni assunti dalla Ministra dell’Istruzione contemplano la possibilità di introdurre “una norma di legge che, a certe condizioni, dia alle famiglie la possibilità di firmare liberatorie che sollevino da ogni responsabilità giuridica, anche penale, dirigenti e personale scolastico al termine dell'orario di lezione”; - i Regolamenti di istituto e i Patti di corresponsabilità in atto nella stragrande maggioranza delle scuole italiane prevedono già modalità consensuali di gestione della vigilanza degli alunni al termine delle lezioni; - è necessario e urgente restituire tranquillità alle centinaia di migliaia di alunni, docenti e genitori interessati, al fine di garantire l’ordinata prosecuzione delle attività nelle istituzioni scolastiche del primo ciclo. tanto premesso CHIEDONO AL GOVERNO E AL PARLAMENTO di adottare con urgenza un provvedimento legislativo di modifica delle norme richiamate dalla predetta Ordinanza della Cassazione. In subordine, l’A.N.DI.S. propone di modificare l'art.10 del D.Lgs. 297/1994, prevedendo che i Regolamenti di istituto possano contemplare la possibilità per i genitori di rilasciare “dichiarazioni di responsabilità” sulla base di una valutazione congiunta tra docenti e famiglia dello stato soggettivo di maturità del minore relativamente al tragitto scuola-casa, nonché alle condizioni di sicurezza del contesto territoriale e allo stato delle relazioni dell’istituzione scolastica con l'ente locale.