Divagazioni di stagione: scuola e Pubblica Amministrazione

È un periodo difficile per parlar di scuola e di istruzione (devo essermi perso quelli facili…). C’è una dimensione quotidiana e contingente più che animata di scontri, divisioni, interessi frammentati e di difficile composizione, scadenze decisive e non rinviabili per un verso (vedi precariato e mobilità del personale..) e che si vorrebbero affrontate in modo diverso per l’altro, ma con una pluralità di ipotesi e rivendicazioni difficilmente componibili.

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Aspettando settembre

Partire da  un bilancio equilibrato. Non so se il MIUR ha cercato di conoscere,  attraverso qualche inchiesta attendibile, le diverse situazioni che sono state vissute dalle nostre scuole nell’anno scolastico ormai alle spalle e  quale clima sia prevalso. Le ricostruzioni offerte dai media, sono state finora  frammentarie e tali comunque da dare prevalentemente voce alla protesta e al disorientamento.

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Le riforme senza popolo. Sempre a proposito di reti di scuole..

Sono intervenuto di recente sul tema degli “ambiti territoriali” e delle “reti di ambito”, cercando di “esplicare” (toglier dalle pieghe..) prospettive, problemi, concezioni, significati anche assai distanti e/o contraddittori tra loro, che vengono “impacchettati” in una nota ministeriale, in schemi e modelli, a “rientrare” nel manuale operativo della Pubblica Amministrazione, e che generano reazioni le più varie: preoccupate, ostili, entusiaste, disponibili a discutere, ma che conservano, con l’atto che le genera in reazione, la medesima caratteristica: l’impacchettamento.

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