Una “cordata” della scuola, per il “nostro” INVALSI

Con le dimissioni dell’attuale presidenza dell’Invalsi e con l’apertura di una pubblica “chiamata” per la nomina del nuovo “Presidente” si apre non solo una procedura per occupare una “casella” significativa della pubblica amministrazione, ma soprattutto una fase “costituente” sulla cultura della valutazione nel nostro sistema educativo (e nel nostro Paese) e sul ruolo che in questo nuovo assetto dovrebbe essere attribuito all’INVALSI e agli altri soggetti del sistema, anche nel confronto con i nostri obblighi internazionali (Ocse, Unione Europea).

 

Al di là dei nomi che ufficiosamente si fanno (vinca il migliore!), come operatori della scuola e della formazione in servizio impegnati sui diversi versanti della valutazione (degli apprendimenti, delle professionalità, della scuola), a vari livelli di responsabilità, ci preme rappresentare le esigenze, le speranze, ma anche i dubbi che il mondo della scuola esprime nei confronti di un sistema valutativo che in questi anni è stato percepito, spesso, come un elemento ostile e non come una struttura utile al Paese, per la sua indispensabile funzione di conoscenza e arricchimento della qualità dell’istruzione.

Siamo infatti convinti che non basti cambiare il presidente di un Ente di ricerca per rendere più esplicito e chiaro il profilo culturale di una istituzione (l’Invalsi) e di una funzione delicata (la valutazione di sistema). Crediamo che questo processo possa scaturire solo da una condivisione approfondita nella società civile e tra gli addetti alla pubblica istruzione e che, per tale scopo, sia necessario alimentare occasioni di ricerca, formazione, orientamento con il pieno coinvolgimento della scuola e, soprattutto, con scelte politiche che impegnino idee e risorse.

I firmatari del presente documento, tra i quali – en passant – molti potrebbero ben figurare nella rosa dei candidati all’Invalsi, preferiscono invece continuare a impegnarsi nel lavoro quotidiano, ad incontrare docenti e dirigenti, a promuovere percorsi di riflessione e formazione, ad operare per consolidare idee e buone pratiche sulla valutazione.

L’identikit del candidato ideale

In questo spirito segnaliamo ai potenziali candidati alcune questioni di rilevante interesse per la scuola e per il futuro della valutazione, chiedendo loro di esprimersi pubblicamente in merito.

Nell’avviso di chiamata pubblica alla candidatura per la presidenza dell’INVALSI, apparso sul sito del Miur in data 16 dicembre 2013, si legge, alla voce “modalità”, che il candidato dovrà presentare un “elaborato che illustri sinteticamente, possibilmente in non oltre dodicimila battute, le principali linee d’intervento e strategie di sviluppo sulle quali si intenda orientare la funzione di indirizzo, nel caso in cui si assuma la presidenza dell’Invalsi”.

Proprio per questo vorremmo ricordare ai candidati alcuni passaggi, a nostro avviso determinanti per la scuola, che sarebbe interessante trovare nei loro “elaborati”.

È interesse di tutti valorizzare il faticoso e importante lavoro svolto dalle scuole sulla valutazione, sia in modo autonomo sia stimolato dalle stesse iniziative Invalsi. Non ci appassionano i formalismi tra approcci quantitativi e qualitativi, tra dinamiche censuarie o campionarie, né i distinguo fra pedagogisti ed economisti. Ci preme salvaguardare il difficile cammino della cultura della valutazione nella scuola italiana. Pensiamo in particolare al dialogo quotidiano, non sempre facile, avvenuto in questi anni tra docenti, dirigenti, genitori, tra gli stessi studenti, per cercare di costruire un credibile sistema di valutazione: aspetto determinante e irrinunciabile che va ben oltre lo stesso Istituto di valutazione o le possibili idee rinnovatrici di un “nuovo” Presidente.

Non siamo in presenza di un “algido” concorso di idee, quanto della necessità di dare certezze, affidabilità, trasparenza alle procedure di valutazione, evidenziando così a docenti, dirigenti, studenti e genitori che non si è lavorato inutilmente, sprecando tempo, energie e finanziamenti, ma che l’obiettivo è e rimane quello di migliorare le pratiche valutative, di riconfigurare il loro “senso”, di assicurare il massimo di partecipazione a questa impresa. Si fa una buona valutazione non “contro”, ma “con” e “per” la scuola, in uno spirito di reciproca sincerità di intenti tra le scuole ed il sistema nazionale di valutazione.

Per questi scopi riportiamo di seguito alcuni passaggi (per noi) ineludibili, che dovrebbero figurare in qualsiasi disegno strategico sullo sviluppo dell’Invalsi.

1. Una valutazione per conoscere e migliorare

2. Valorizzare la dimensione formativa della valutazione

3. L’uso delle prove Invalsi per le scuole

4. La comparazione e la rendicontazione con valore sociale

5. Mettere in gioco i processi, i contesti, le professionalità

6. Il Regolamento del SNV va attuato con saggezza

7. L’autonomia, la terzietà e la affidabilità dell’Istituto Nazionale di Valutazione

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In conclusione

Una scuola credibile, affidabile, che gode della stima e del consenso della comunità sociale, politica ed economica del proprio paese, che risponde ai valori disinteressati della Carta Costituzionale, che sa testimoniare la propria “produttività culturale”, con evidenze di dati e trasparenza di processi, ha bisogno di un sistema di valutazione in cui rispecchiare le proprie virtù, cogliere le proprie criticità, riflettere sul proprio sviluppo.

Non basta affidarsi ad organismi di natura tecnica, pur prefigurati dal DPR 80/2013 (Invalsi, Indire, Servizio Ispettivo), ma occorre sollecitare la presenza consapevole, l’iniziativa intelligente, l’impegno delle comunità scolastiche, delle reti di scuole, dei docenti e delle loro associazioni professionali e sindacali.

Una “buona” valutazione richiede “buoni” strumenti docimologici, procedure corrette, soggetti preparati, ma richiede soprattutto un elevato livello di cultura e di consapevolezza in tutti i protagonisti del processo educativo. È questa sensibilità che ci aspettiamo dai nuovi organi direttivi del “nostro” Invalsi.

30 dicembre 2013

Primo elenco dei firmatari

1.Damiano Previtali (Bergamo)

2.Giancarlo Cerini (Bologna)

3.Mariella Spinosi (L’Aquila)

4.Paolo Mazzoli (Roma)

5.Antonio Bettoni (Roma)

6.Giancarlo Cappello (Roma)

7.Giancarlo Cavinato (Venezia)

8.Giuseppe Desideri (Roma)

9.Gregorio Iannaccone (Avellino)

10.Francesco Macrì (Roma)

11.Silvia Minardi (Milano)

12.Maria Grazia Accorsi (Bologna)

13.Jaime Amaducci (Cesena)

14.Nerino Arcangeli (Bologna)

15.Andrea Avon (Trieste)

16.Francesco Balice (Milano)

17.Roberto Baldascino (Pesaro)

18.Lucio Benincasa (Como)

19.Monia Berghella (Bologna)

20.Antonia Carlini (Frosinone)

21.Ornella Castellano (Lecce)

22.Piero Cattaneo (Lodi)

23.Luciana Ceccarelli (Carrara)

24.Angela Citiolo (Brindisi)

25.Paolo Cortigiani (Genova)

26.Paolo Cosulich (Milano)

27.Fabrizio Da Crema (Roma)

28.Federico De Cillis (Pesaro)

29.Natalina Di Marco (Pescara)

30.Antonio D’Itollo (Bari)

31.Paolo Ferratini (Bologna)

32.Giovanni Fioravanti (Ferrara)

33.Carlo Fiorentini (Firenze)

34.Stefania Giovannetti (Modena)

35.Giulio Gobbato (Treviso)

36.Mariolina Goduto (Foggia)

37.Vito Infante (Torino)

38.Gisella Langè (Milano)

39.Loredana Leoni (Milano)

40.Franco Lorenzoni (Terni)

41.Fiorella Magnani (Reggio Emilia)

42.Federico Marucelli (Firenze)

43.Mario Maviglia (Brescia)

44.Cinzia Mion (Treviso)

45.Vanna Monducci (Ravenna)

46.Walter Moro (Milano)

47.Maurizio Muraglia (Palermo)

48.Giancarlo Onger (Brescia)

49.Marco Orsi (Lucca)

50.Reginaldo Palermo (Ivrea)

51.Daniela Pampaloni (Pisa)

52.Sebastiano Pulvirenti (Palermo)

53.Nicola Puttilli (Torino)

54.Giorgio Ragusa (Catania)

55.Elio Raviolo (Savona)

56.Marco Renzi (Arezzo)

57.Renata Rossi (Milano)

58.Giancarlo Sacchi (Piacenza)

59.Carla Ida Salviati (Genova)

60.Anna Maria Sanna (Cagliari)

61.Patrizia Sciarma (Roma)

62.Paolo Senni Guidotti Magnani (Bologna)

63.Alessandra Silvestri (Roma)

64.Stefano Stefanel (Udine)

65.Ivana Summa (Bologna)

66.Marcella Tinazzi (Pesaro)

67.Maurizio Tiriticco (Roma)

68.Aladino Tognon (Vicenza)

69.Alberto Tomasi (Trento)

70.Aldo Tropea (Milano)

71.Domenico Trovato (Treviso)

72.Gheti Valente (Bari)

73.Antonio Valentino (Milano)

74.Giovanna Zunino (Savona)

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