Solo chi è informato dovrebbe parlare di scuola

di Enrico Maranzana

La negatività dei test Invalsi 2021 è stata originata dalla Didattica A Distanza: politici e mezzi di comunicazione ne sono certi.

Si tratta di un giudizio superficiale e affrettato: non è stata riconosciuta la sfaccettatura dell’ambiente in cui la problematica è collocata. E’ stato trascurato che la distribuzione delle risultanze dei test mostra esiti immutati, rispetto al 2018 e 2019, per le classi abbienti; mentre notevole è stato il tracollo nei contesti socio-economici svantaggiati.

Anche la costanza dei risultati della scuola primaria, rispetto agli anni precedenti, non ha innescato processi d’analisi. Disinteresse giustificato dallo scarso utilizzo dell’insegnamento a distanza in tale ordine di scuola. Eppure “La perdita negli apprendimenti (italiano e matematica) aumenta al crescere dei gradi scolastici”.

Si tratta di una dinamica che, solo forzatamente, può essere attribuita alla DAD. L’assenza di univocità e di condivisione del concetto “apprendimento” può essere posta all’origine della regressione.

A tale termine, nella scuola primaria, sono associati cambiamenti stabili di comportamento, nella lettura, nella logica e nell’operatività matematica, nell’interazione con l’ambiente …

Nella scuola secondaria, invece, l’assimilazione del contenuto dei libri di testo prende il sopravvento e, a esso, è principalmente associato il senso dell’apprendere.

Ne deriva un percorso scolastico in cui i vincoli disciplinari sono via via più stringenti. Una situazione che richiama le conclusioni di una commissione di studio statunitense che, negli anni 70 del secolo scorso, ha indagato sull’evoluzione cognitiva dei giovani: i livelli del loro apprendimento subiscono un tracollo nel momento in cui entrano nelle aule scolastiche. Un peggioramento imputabile alla riduzione dei gradi di libertà che rimuove gli interessi dei giovani dal centro della scena.

La voce del legislatore avrebbe dovuto orientare i critici della dad: nel 2003 il significato di “apprendimento” è stato circoscritto. Il sistema educativo, di istruzione e formazione, infatti, è stato orientato alla promozione de “L’apprendimento e sono assicurate a tutti pari opportunità .. di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro”.

Una disattenzione che è consuetudine. Non è mai stato valutato quello che i programmi della scuola media del 1979, tuttora vigenti, avrebbero potuto realizzare. In particolare  la progettazione di processi d’apprendimento, così definito: “Nella loro differenziata specificità le discipline sono, dunque, strumento e occasione per uno sviluppo unitario, ma articolato e ricco, di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti indispensabili alla maturazione di persone responsabili e in grado di compiere scelte”.