Un Recovery Plan per la Musica nelle Scuole

di Pippo Frisone

“  La Musica, l’Arte e la Cultura rappresentano la Bellezza. E la Bellezza è ciò che salverà il mondo.         Una persona alla volta ma lo salverà.                                                                                                                         Insegnare la Musica in tutte le scuole italiane, come fanno in tutti i Paesi civili, dalla scuola dell’Infanzia alle Superiori “. Era questa la convinzione che accomunava il senatore a vita Renzo Piano al suo compianto amico da una vita, Claudio  Abbado. Era questa la proposta che nel 2014, Renzo Piano, nel commemorare   il grande Maestro, lanciava nell’aula del Senato.  A sette anni di distanza, con la Musica definitivamente scomparsa dai curricoli della secondaria superiore, relegata a mera testimonianza nei recinti sempre più ristretti dei licei Musicali, ecco il Recovery Plan che l’Europa  ci offre, una grande occasione per una seria e approfondita riflessione non solo ordinamentale della scuola ma anche dei curricoli e delle competenze disciplinari. Degli oltre 200 Mld che la Commissione europea ha promesso all’Italia, circa 20,95 Mld risultano, nell’ultima bozza governativa, destinati all’Istruzione, per il potenziamento delle competenze e il diritto allo studio. Altri 7,91 Mld vengono riservati al rafforzamento della Ricerca e Sviluppo. Coi miliardi destinati all’Istruzione si va dalla riduzione dei divari territoriali al Fondo per il Tempo Pieno, dal Piano degli Asili nido al potenziamento della scuola per l’Infanzia, dalla didattica digitale integrata al cablaggio delle nuove aule, dall’edilizia scolastica all’orientamento scuola-università.  Manca ogni ripensamento sui guasti profondi provocati dalla cosiddetta riforma Gelmini:       8 Mld di tagli, classi pollaio, riduzione delle ore di laboratori nei tecnici e professionali, diminuzione del monte ore e delle discipline, smantellamento del tempo pieno e delle compresenze. Il tutto all’insegna dello slogan, tanto caro al centro destra, con la Cultura non si mangia. Adesso col Recovery Plan si presenta un’occasione storica per il nostro Paese, in grosse difficoltà sanitarie, economiche e sociali, dovute alla Pandemia e non solo; un corposo piano di recupero e di resilienza, in parte a prestito e in parte a fondo perduto. Non fondi strutturali ma una tantum, quanto basta però per una forte spinta alla ripresa. Per far ciò bisogna mettere a punto progetti convincenti, riforme e poi realizzarle. Per la scuola, un’occasione per modernizzarsi, per ripensare ai curricoli e a ciò che manca. E allora, perché non riprendere e rilanciare quello che fu il grande sogno di Abbado-Piano, di estendere l’insegnamento della Musica in tutte le scuole d’ogni ordine e grado? Partendo, magari da dove oggi manca del tutto, cioè dalla secondaria di 2 grado ? L’Italia deve guardare di più all’Europa, magari prendendo esempio dalla vicina Germania, come diceva un altro grande Maestro da poco scomparso, Ennio Morricone, “ dove ogni famiglia suona Bach con il flauto dolce o con pianoforte o addirittura col clavicembalo, cantando e leggendo gli spartiti “. L’Italia è il paese più bello del mondo e la Musica è l’anima più sensibile di questa bellezza. Per dirla con Renzo Piano,” la Musica è come un giardino, va coltivata da piccola” e nella scuola, dall’Infanzia alle superiori, dove oggi è la grande assente. Riportiamocela dunque, se non ora, quando?