L’univoco significato di formazione, educazione, istruzione

di Enrico Maranzana. Maurizio Tiriticco ha scritto una lettera aperta alla ministra Lucia Azzolina per circoscrivere il significato delle tre mete cui mira il decreto 297/99 sull’autonomia delle istituzioni scolastiche: l’Educazione, la Formazione, l’Istruzione.

Si tratta di una questione essenziale: dalla sua corretta soluzione dipende la possibilità di governare le scuole.

 

Lo scritto propone un’ipotesi astratta, indipendente dai vincoli posti dal sistema di regole in cui vivono le scuole: le disposizioni del TU 297/94 sono state ignorate. Esse illuminano e riempiono di significato i tre pilastri dell’autonomia.

 

E’ stato infranto il principio: “Il significato delle parole è contestuale”.

Una trasgressione da cui l’inconsistenza e la devianza della proposta.

 

Queste le indicazioni dell’ispettore Tiriticco:

“L’EDUCAZIONE attiene ai VALORI, alla necessità che i nuovi nati, giunti in età scolastica, siano avviati anche e in primo luogo alla condivisione dei “principi fondamentali” che sostengono la nostra convivenza civile e che sono descritti negli articoli 1-12 della Costituzione repubblicana”. 

“L’EDUCAZIONE costituisce l’insieme dei valori che un dato regime è tenuto a perseguire”.

 

“La FORMAZIONE attiene alla promozione di date abilità operative, al saper fare”.

“L’ISTRUZIONE attiene alla acquisizione delle conoscenze disciplinari, inter- e pluridisciplinari, di cui ai singoli gradi ed ordini di studio”.

 

 

La lettura dei primi articoli del Testo Unico citato evidenzia il contrasto esistente tra la volontà del legislatore e quanto è stato esposto.

La legge ha risolto il problema del governo della scuola fornendo un duplice ordine d’indicazioni: strutturali e contenutistiche.

 

INDICAZIONI STRUTTURALI.

La legge ha disegnato l’organigramma della scuola; la sequenza degli articoli lo traccia:

Art. 1  Formazione della personalità degli alunni [momento esecutivo].

Art. 5  Consiglio di intersezione, di interclasse, di classe [momento tattico].

Art. 7  Collegio dei Docenti [momento strategico e tattico].

Art. 8  Consiglio di Circolo, di Istituto [momento strategico].

 

INDICAZIONI DI CONTENUTO

Consiglio di Circolo/Istituto

  • elabora e adotta gli indirizzi generali” [approvando il Piano Triennale dell’Offerta Formativa].

L’organismo collegiale deve definire il contenuto del concetto FORMAZIONE: quali competenze devono possedere i giovani, al termine del percorso scolastico per interagire positivamente con l’ambiente?

  • Ha potere deliberante su “criteri generali per la programmazione educativa”;

riguarda la responsabilità di elaborare le linee guida per indirizzare il lavoro del Collegio dei Docenti.

Riformulando: inizialmente si elencano le mete formative, poi si forniscono le indicazioni per il loro raggiungimento [EDUCAZIONE].

 

Collegio dei Doceti

  • “cura la programmazione dell’azione educativa”, applicando la strategia dettata dall’organismo sovraordinato.
  • “valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”.

Riformulando: la programmazione dell’azione educativa consiste nel prefigurare, organizzare, sviluppare e controllare i percorsi che gli studenti devono percorrere per potenziare e sviluppare le qualità intellettive e operative (capacità e abilità) richieste dal mandato formativo ricevuto.

 

Consiglio di intersezione, di interclasse, di classe

  • Realizza il “coordinamento didattico” per concordare e monitorare la strategia che conduce alla conquista delle mete educative elencate dal Collegio [ISTRUZIONE].

Riformulando: la progettazione dell’insegnamento, che ogni docente del Consigio realizza, deve essere incardinata su due elementi: il perseguimento dei traguardi comuni e la trasmissione di una corretta e precisa immagine della propria disciplina.

 

 

Per focalizzare quanto ha impedito la concretizzazione della legge si veda “Scuola: i nodi vengono al pettine”, in rete.