Il boomerang delle GPS digitali

di Pippo Frisone. Una rivoluzione digitale, l’aveva definita così la ministra Azzolina, quella delle graduatorie provinciali di supplenza (Gps). Digitalizzando l’intera procedura e spostandola dalle scuole a livello provinciale, si sarebbero abbattuti i tempi, non ci sarebbero più state valutazioni difformi da scuola a scuola, ma maggiore imparzialità e trasparenza. Col suo cronoprogramma, il 1 settembre avremmo dovuto avere in tutta Italia la pubblicazione delle GPS ed entro il 14 settembre, primo giorno di scuola, avremmo avute tutte le cattedre coperte da nord a sud dell’Italia. Parola di Azzolina. Ma è sotto gli occhi di tutti che non è andata cosi, soprattutto nelle grandi aree metropolitane come Roma, Milano, Napoli, Palermo dove le domande inoltrate erano state decine e decine di migliaia. Prendiamo il caso di Milano che con oltre 112mila ha il record in Italia; per avere un’idea, più di tutte le domande messe assieme di una regione, non certa piccola, come il Veneto!!  E più domande han significato, più anomalie, più errori, più proteste, più reclami . I quasi quattromila reclami di Milano, non erano che una goccia d’acqua rispetto alle 112mila  domande. E infatti, le proteste dei precari e dei sindacati sono andate avanti per giorni tanto che il dirigente dell’AT Milano, ex Ministro Bussetti, è stato diffidato. Le GPS sono state pubblicate in ritardo  e successivamente ripubblicate, rettificate  e aggiornate cosi come anche  le disponibilità!    Troppi errori a Milano come a  Torino, Firenze, Roma e a Palermo . Basti pensare che lo stesso ministero a pochi giorni dalla chiusura, annunciava l’esclusione di 40mila domande per anomalie ed errori nella compilazione !  Le domande pervenute quest’anno sono state 1Mln.938mila.! Ma il problema principale per gli UST è stato quello di non poter operare rettifiche, se non limitate, in quanto la nuova piattaforma delle GPS non prevedeva tale possibilità perchè Il sistema era stato impostato molto rigido. L’effetto delle rigidità del sistema sposterà così sulle scuole tutto l’onere della valutazione delle domande, facendole ritornare allo stesso punto di partenza. Proprio quello che si voleva evitare. E’ vero che col primo contratto, anche prima, l’onere delle verifiche ricadeva sulle scuole, ma le domande bene o male venivano valutate, dando la possibilità  dei reclami e delle rettifiche.  Un boomerang vero e proprio quello della digitalizzazione e a farne le spese saranno in primo luogo gli stessi precari con le verifiche all’atto delle prime assunzioni. La percentuale degli errori è ancora molto alta, perciò ne faranno le spese anche gli studenti, col carosello degli insegnanti che si preannuncia molto diffuso soprattutto nella secondaria. Dopo essere rimasti a lungo senza insegnanti e con orari ridotti, gli studenti avranno la beffa di vederne magari avvicendarsi  troppi. Un effetto che la digitalizzazione, tanto cara alla ministra Azzolina, non poteva certo  prevedere.