La scuola, il coronavirus e la leva da attivare.

di Domenico Sarracino. Le scuole riaprono in tante parti d’Italia anche se il maledetto virus circola ancora e i pericoli di nuove ondate infettive ci tengono col fiato sospeso. L’accorato auspicio è che i dispositivi di salvaguardia attivati si dimostrino efficaci e che tutte le cose funzionino al meglio.

Credo che tutti dobbiamo rispetto e gratitudine al mondo della scuola che da mesi è sottoposto a fatiche e sacrifici senza tregua, nè di giorno nè di notte. Ed è con questo spirito che mi permetto di segnalare un aspetto della ripartenza che nel frangente emergenziale rischia di apparire trascurabile. Parlo degli alunni, di tutti dai più piccoli ai più grandi, considerati quasi generalmente solo “oggetti” delle misure di prevenzione e sicurezza attivate dagli adulti. Ma è in frangenti come questi che gli alunni possono e devono svolgere un loro ruolo di partecipazione e responsabilità, non predicato in astratto o in maniera decontestualizzata, ma nella contingenza di una situazione di vita reale. Ed è in questa prospettiva che l’Educazione Civica, l’eterna cenerentola della nostra scuola, sempre emarginata e sottovalutata, viziata da astrazione e noioso scolasticismo, può trovare quel ruolo di centralità formativa che dia unitarietà e senso ai saperi ed agli apprendimenti. E allora in questi giorni cruciali tutti – dirigenti, docenti, collaboratori scolastici, genitori, adulti – impegniamoci a trovare il tempo per parlare “veramente” ai ragazzi e dir loro le parole giuste sulla situazione che stanno vivendo e sulla parte di responsabilità che ricade anche sulle loro piccole spalle e che richiede anche da parte loro sacrifici e restrizioni.

Insomma che i nostri ragazzi non siano solo gli oggetti su cui si riversano regole e prescrizioni di noi adulti, ma siano anche piccoli-giovani cittadini che imparano a vivere democraticamente esercitando le piccole responsabilità in cui devono imparare a crescere. Ma come trasformare queste parole da astratte indicazioni in indirizzi operativi? Ciascuno, se crede, lo faccia nel modo più efficace e più adeguato ai contesti ed alle fasce d’età.

A mo’ d’esempio, comincerei più o meno cosi.

“Noi adulti abbiamo fatto questo e quello, ma abbiamo bisogno soprattutto della vostra mano, perché siamo sicuri che anche voi potete fare qualcosa per voi, per i vostri cari, per tutti. Ciascuno di voi è davvero importante e può fare qualcosa, singolarmente o in gruppo, nella propria aula, nella propria scuola, nello scuolabus, all’entrata ed all’uscita, durante l’intervallo.. Pensateci, parlatene, discutetene, discutiamone insieme”.

La nuova Educazione civica, se comincia da qui, comincia finalmente col piede giusto.