Pensieri al vento

di Maurizio Tiriticco.

La struttura del nostro intestino in migliaia di anni non è cambiata: è sempre quella di un “animale” granivoro. Nel corso dei millenni, quando forse i frutti degli alberi sono cominciati a scarseggiare, abbiamo assunto la posizione eretta e lasciato le foreste. Le nostre mani posteriori si sono trasformate in piedi, abbiamo perduto la coda non più necessaria, anzi di ostacolo, e siamo diventati, sempre nel corso di millenni, raccoglitori e cacciatori, e poi, sempre millennio dopo millennio, agricoltori e allevatori. Di fatto, abbiamo imparato che certi prodotti della terra potevano essere seminati e che certi animali potevano essere allevati! E così siamo diventati sedentari, agricoltori e allevatori… e poi e poi e poi… insomma per millenni il mondo contadino ha seminato e allevato, raccolto e ucciso. Il contadino “amava” la vacca che poi, ovviamente uccideva! Altrettanto dicasi per il maiale e per la gallina… soprattutto quella vecchia… che fa sempre buon brodo… e poi e poi… Ma oggi è tutto cambiato… seminiamo, piantiamo, raccogliamo verdure e frutti che, però, non hanno più sapori, contaminati dai prodotti chimici che li “difendono” dagli insetti… e abbiamo un’insalata tutta eguale e insapore, ma sempre senza un chicco di terra, mele e pere senza mai un vermicello. Quello che, incece, trovavo quando ero bambino. Ed era sempre una spiacevole sorpresa per la mamma che aveva scelto i frutti uno ad uno sul banco del mercato.

Mah! Oggi, se mangi un frutto a occhi chiusi, non sai che cosa mangi… non ci sono più né sapori né odori… tutto ordinatamente incellofanato sugli scaffali dei supermercati… fragole grosse come pere e sempre insapori… uova con tanto di timbro, fresche per settimane. Per non dire degli animali, allevati – si fa per dire – perché diventino grandi e grossi al più presto… immobili nei loro recinti… macellati in serie e spesso nei modi più crudeli. Pertanto, sono sane e giustissime oggi le battaglie degli animalisti, ma… non so se le vinceranno… perché la battaglia dovrebbe essere contro un intero sistema, quello capitalistico che, dopo l’ingloriosa fine della “speranza comunista”, ora non ha più avversari! Il capitalismo che ha prodotto negli ultimi secoli miserie ormai continentali, accoppiandosi anche con il colonialismo! E non è un caso che oggi assistiamo a masse di popolazioni in fuga dalle loro sedi di origine – direzione sud-nord – che noi – diventati ormai Paesi cosiddetti civili – accogliamo e sfamiamo… il primo giorno… ma poi? E poi non so!

In realtà, sembra che questo intero sistema transazionale abbia prodotto anche opposizioni transnazionali! Penso all’Isis o ad altre sigle assassine, sempre più armate e minacciose e sostenute da un fanatismo a noi occidentali ormai sconosciuto. Basti pensare a quanto accade agli amici parigini del periodico satirico “Charlie Hebdo”. Certo fanatismo è nato e si alimenta in Paesi in cui tra Stato e Religione non corre alcuna differenza! Quella distinzione che noi in Europa abbiamo imparato ad esercitare dopo migliaia di roghi! Di streghe e di eretici! E il “Trattato sulla Tolleranza” del buon Voltaire segnò una pietra miliare nella battaglia contro l’intolleranza religiosa! E che dire del buon Galileo che dovette ricredersi pubblicamente, anche se tra sé continuava a dirsi: “Eppur si muove”?

Tornando a noi, oggi per mille ragioni la lotta degli animalisti deve fare un balzo in avanti e diventare sempre più autentica e determinata lotta politica! Altrimenti saremo condannati solo a manifestare, a salvare ogni tanto qualche agnellino, ma domani e i giorni seguenti le fabbriche degli animali da macello – perché ormai non sono più le stalle di un tempo – continueranno a produrre carne – o meglio “pezzi di carne” – come fossero cuscinetti a sfera o lampadine. Lotte, però, che oggi sembrano impossibili! Chi le dovrebbe condurre? Un inesistente esercito di massaie? Vado lontano nel tempo! “Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi”. E’ l’incipit del “Manifesto del Partito Comunista”, scritto, com’è noto, da Carlo Marx e Federico Engels e pubblicato a Londra nel lontano 1848. Un manifesto che promosse consensi e suscitò lotte che interessarono l’intera Europa.

Ma oggi? Non so! Il fatto è che non c’è più una classe operaia né un movimento contadino… Il Quarto Stato, quello stupendo olio su tela dipinto da Giuseppe Pellizza da Volpedo, noto a tutto il mondo… Non so, mi sembra che oggi siamo tutti una sterminata popolazione di ciechi, sempre pronti a sbattagliare, ma… come novelli Don Chisciotte, contro mulini a vento, le cui pale purtroppo continueranno a girare girare girare…girare… appunto! Oggi ci manca un Carlo Marx, capace di analizzare lo status e le contraddizioni di questo odierno capitalismo universale. Perché la Russia e la Cina, anche se nate da due grandi rivoluzioni comuniste, nel 1917 e nel 1948, oggi del comunismo non conoscono neanche l’ombra! Il ferreo governo dello Zar Putin e dell’Imperatore celeste Xi Jinping lo stanno a dimostrare!

Una volta il capitalista era lì, con sigaro, panciotto e bombetta, come nelle vignette di Scalarini, con tanto di nome e cognome… e lo sciopero lo danneggiava realmente. Oggi i grandi scioperi nei grandi complessi delocalizzati e quelli dei pubblici servizi, quando vengono effettuati, spesso finiscono con il danneggiare non il nemico, ma ciascuno di noi… In realtà oggi il nemico è invisibile, senza nomi, ma con miliardi di soldi che passano di banca in banca, e di Paese in Paese, sulle nostre teste… Pertanto lotte senza analisi rigorose a monte e senza obiettivi realizzabili a valle servono solo a rafforzare questo neocapitalismo ragnatela che giorno dopo giorno soffoca ciascuno di noi…

Ancora un mah! Mi sembra che siano soltanto pensierini buttati lì! E che il vento del web domani porterà via!!!

Maurizio Tiriticco