Un compito arduo per la scuola!

di Maurizio Tiriticco.

Fatti recenti di cronaca in cui ragazzi uccidono altri ragazzi fanno veramente pensare! Che cosa sta accadendo nel nostro Paese? Ed i nostri ragazzi vivono tutti nello sballo delle discoteche, delle droghe, degli insulti, delle botte e degli accoltellamenti? Un Paese allo sbando? Una generazione di giovani nostri concittadini allo sfascio? No! Non voglio crederci! Non dobbiamo crederci, ma…

Penso che oggi purtroppo viviamo in una società incapace di esprimere dei valori. Penso che siamo tutti schiacciati sull’oggi consumistico, sdraiati sul presente, scarsamente informati anche sulle cose del mondo e sulla natura e sulla storia della nostra Repubblica. Penso che molti nei nostri concittadini non hanno mai letto, quindi mai potuto condividere con piena convinzione, gli articoli 1-12 della nostra bella Costituzione, quelli che riguardano i “principi fondamentali” che ispirano e governano – e lo dovrebbero – il nostro stare insieme come cittadini e il nostro produrre come lavoratori.

E non è un caso che il primo articolo della Costituzione repubblicana, il primo dei dodici che riguardano i “principi fondamentali” che caratterizzano la nostra convivenza, così recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” E’ anche opportuno sottolineare che la nostra Costituzione non ce l’ha regalata nessuno! E’ nata dalla lotta contro il fascismo e dalla Resistenza. Ed ha sostituto il cosiddetto Statuto Albertino, quello “graziosamente” promulgato dal Re Carlo Alberto di Savoia a Torino, capitale del Regno di Sardegna il 4 marzo 1848, in seguito ai primi moti rivoluzionari che, com’è noto, interessarono l’Italia intera e gran parte delle monarchie europee.

Penso che sia anche opportuno ricordare che quelli Statuto non venne mai formalmente modificato dalla dittatura instaurata dal regime fascista, anche se in effetti non ne tenne alcun conto nell’esercizio dei suoi poteri! E ciò con la complicità stessa del Re Vittorio Emanuele III che, invece, avrebbe dovuto esserne il garante! Ma quale garanzia? Quel re che nel 1922 aveva consegnato letteralmente il suo “amato” popolo alla dittatura fascista? Quel re che poi Mussolini ricompensò lautamente, quando, a seguito di dissennate campagne militari, gli donò la corona di Imperatore d’Etiopia, il 9 maggio del 1936, e di Re d’Albania nel 1939? Quel re che poi, con tutta la sua corte, fuggì letteralmente da Roma nella notte dell’8 settembre del 1943, dopo che il maresciallo Badoglio aveva comunicato al Paese la cessazione delle ostilità contro le truppe angloamericane che già erano sbarcate in Sicilia e si accingevano a risalire la penisola per liberarci dalla feroce occupazione nazista.

Sono trascorsi decenni da quegli anni! Ed oggi viviamo in un Paese libero e democratico! In cui però alcuni nostri concittadini pensano che tutto sia loro dato e donato e che tutto possono! Con quell’arroganza che è tipica dell’ignoranza e dell’inciviltà. In tale contesto/scenario, il nostro sistema di Educazione, Formazione ed Istruzione ha un compito arduo! Oggi, purtroppo, reso ancora più difficile da questo maledetto corona virus! A volte sorrido quando si discute come, quando e perché debba essere insegnata l’’Educazione Civica”! Come se questa tipologia di educazione fosse una materia! Ogni materia, se bene insegnata, è un fattore di educazione civica! Democratica! Allo “stare insieme” in modo cooperativo e produttivo.

Occorre, comunque, ricordare che come materia venne già considerata e adottata, tanti anni fa. Infatti, con il dpr 585 del lontano 1958 vennero varati i cosiddetti “programmi per l’insegnamento dell’educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica”. Si tratta di un dpr lungo e articolato, ma… nessuna indicazione sulla valutazione! E nella nostra scuola, se una materia non si valuta, che si insegna a fare? Tale materia di traversie ne ha subite tante. Basta accedere al bel libro curato da Luciano Corradini e Giuseppe Refrigeri nel lontano 1999 per i tipi de “il Mulino”. E penso che comunque sia tuttora una cenerentola! Comunque, bando alle chiacchiere! In effetti una buona scuola e buoni insegnanti, qualunque cosa insegnino, costituiscono il clou di un’educazione di per sé anche civile e democratica! Ed in tale contesto è anche opportuno far conoscere ai nostri studenti quelle otto competenze chiave per un apprendimento efficace e produttivo, di cui alla Raccomandazione del Consiglio europeo relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente del 23 maggio 2018. Occorre sempre considerare che siamo anche europei!

 

 

Maurizio Tiriticco