Cara Mastrocola!

di Maurizio Tiriticco. Stamane su Radio 24 quante chiacchiere della ineffabile Paola Mastrocola a proposito dell’educazione civica nelle nostre istituzioni scolastiche!!! Educazione civica nelle scuole per l’infanzia??? Orrore! Secondo la nostra autorevole scrittrice! Il fatto è che l’Educazione alla Cittadinanza attiva – che investe le scuole di tutta l’Unione Europea, ovviamente con tutte le differenze del caso – non significa tout court insegnare a bambini di tre anni com’è organizzato il nostro Stato democratico, su quali principi costituzionali si fondi e quali rapporti abbia con l’UE, ma ad aiutarli ad interiorizzare come e perché fondare i propri primi interpersonali rapporti. Il gioco e le sue infinite tipologie – sulle quali peraltro ho scritto tanto – è lo strumento primario perché i nostri piccoli alunni costruiscano, con la consapevolezza del Sé, sia corretti rapporti di reciprocità e di aiuto che l’apprendimento/costruzione del linguaggio. L’educazione civica – chiamiamola così – in effetti non è una cosa altra rispetto allo sviluppo/apprendimento del nuovo nato in un Paese autenticamente democratico. Laddove, ovviamente, i tre poteri di Montesqiueu siano veramente tra loro indipendenti L’educazione alla cittadinanza attiva e cooperativa costituisce la sostanza stessa dell’imparare a crescere, non solo da soli, ma anche e soprattutto anche con gli altri. Il che costituisce un forte punto di arrivo della ricerca educativa universalmente riconosciuto.

Copio dal web: “La Carta Europea sulla Educazione per la Cittadinanza Democratica e l’Educazione ai Diritti Umani, adottata l’11 maggio 2010 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa con Raccomandazione CM/Rec (2010), segna una tappa importante lungo il percorso che mira a ricapitolare all’interno di un approccio globale i vari filoni educativi: dall’educazione all’interculturalità all’educazione all’eguaglianza, dall’educazione allo sviluppo sostenibile all’educazione alla pace. Questi mantengono la loro specificità ma dentro un contesto di più ampio e integrato Sapere che pone al centro il principio del rispetto della dignità di ‘tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, eguali e inalienabili’, come recita la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

Voglio anche ricordare alla nostra Mastrocola che nel settembre 2015 più di 150 leader internazionali si sono incontrati alle Nazioni Unite per contribuire a conoscere e sostenere il cosiddetto “sviluppo globale”, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente. La comunità degli Stati ha approvato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui elementi essenziali sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS/SDGs, Sustainable Development Goals) e i 169 sotto-obiettivi, i quali mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza e allo sviluppo sociale ed economico. Inoltre riprendono aspetti di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile quali l’affrontare i cambiamenti climatici e costruire società pacifiche entro l’anno 2030. Gli OSS hanno validità universale, vale a dire che tutti i Paesi devono fornire un contributo per raggiungere gli obiettivi in base alle loro capacità. Mi piace anche ricordare l’espressione adottata anni fa da Laurence Lentin relativa al cosiddetto “bagno linguistico” in cui si ritrova immediatamente il nuovo nato. Ovvero: dopo nove mesi di costruzione del Primo Se’ in assoluta solitudine, si trova proiettato sulla Terra ed a vedersela anche con lo spazio infinito del nostro Universo. O Multiverso, come ad alcuni piace definirlo.

Ma su queste questioni ho già scritto molto tempo fa. Si veda, ad esempio, “Una lingua non si insegna”, su edscuola.it.

 

Maurizio Tiriticco