Didattica a distanza? Nihil sub sole novum!

di Maurizio Tiriticco. Oggi si discute tanto di didattica a distanza, ma… di fatto la nostra SCUOLA DEL MATTINO l’ha sempre esercitata, per legge! E non ce ne siamo mai accorti! Eppure da sempre la nostra scuola si è caratterizzata per i cosiddetti compiti a casa: o per casa. Assegnati sui diari degli alunni e puntualmente registrati sui diari di classe. E da svolgersi, ovviamente, al POMERIGGIO, a distanza temporale: dopo il TEMPO SCUOLA del mattino! Ansie e dolori! A volte anche per i genitori. Fortunati gli alunni con i genitori “dottori”! Meno fortunati gli alunni con i genitori “normali”! Fortunati i Pierini! Sfortunati i Gianni! Per dirla con Don Milani. Quindi una didattica “ingiusta”: una didattica che, di fatto, ha sempre completato – non dico “arricchito” – la didattica in presenza, cioè quella condotta vis a vis docente/alunno in aula al MATTINO. E che continua ad esistere: anzi, a resistere. Ovviamente in attesa della riapertura delle scuole! A quando? Chissà!

Mi chiedo, e non penso di essere il solo: come superare questa didattica tradizionale, che di fatto fa scivolare l’“aula scolastica” fin dentro le “case” degli alunni? Occorre considerare che l’aula scolastica ha sempre un pregio: rende “eguali” alunni che in effetti sono “diversi” per censo – come si suol dire – o meglio, per condizioni socioeconomiche famigliari. I grembiuli di una volta, azzurri e neri, con tanto di fiocco bianco al collo sottolineavano l’uguaglianza di tutti… ma solo nelle aule scolastiche. Purtroppo! Pierino ha sempre una madre pronta a soccorrerlo; Gianni, invece, a volte deve soccorrere la madre, adoperarsi per contribuire a sostenere l’economia familiare. E il Libro Cuore, che nessuno oggi più legge, è pieno di queste situazioni e vicende “strappacuore”! Il Maestro Perboni la Maestrina dalla penna rossa, e gli alunni: Franti, il malvagio; Garrone, il buono, testa grossa, spalle larghe; Derossi il primo della classe. Non personaggi, ma “persone vere”! Ed anche cittadini – o meglio sudditi – di un Paese cha da poco aveva ritrovato la sua Unità nazionale. O gli era stata imposta? Non entriamo nel merito dei fatti! Per carità di Patria, appunto!

Torniamo a noi! Mi sembra doveroso dire che, a fronte di questa “didattica tradizionale”, si oppone la “didattica laboratoriale”, scoperta dal nostro Ministero soltanto con i provvedimenti di riforma dell’inizio degli alunni 2000. Alludo alle “Indicazioni nazionali”, quelle relative alla scuola dell’obbligo e quelle relative ai licei. Ed alle “Linee guida”, quelle relative agli istituti tecnici e quelle relative agli istituti professionali. Si tratta di una didattica che, se correttamente applicata, prevede una sorta di “tutto in aula”! Nonché la fine, od una larghissima attenuazione, dei “famigerati” compiti a casa: “croce e delizia”, e non solo, “al cor”!

Entro nel merito. Con una corretta e produttiva “didattica laboratoriale”, condotta di fatto in aula, si può rompere definitivamente la modalità della lezione/ascolto e realizzare, invece, una didattica attiva, collaborativa: si ha l’insegnante che guida al lavoro! Pertanto, “tutti si lavora” o, meglio ancora, si scopre, si produce! Da parte degli alunni, ovviamente, singolarmente ed insieme. Di qui la metafora dell’”insegnante muto”! Che ho adottata in tanti miei scritti: un insegnante che “non parla”, ma “fa parlare”. L’insegnate animatore! O animattore! Non entro nel merito; basta cliccare sul web: ci sono tanti miei scritti in merito. In forza di tale metodologia, gli alunni sono attivi, individualmente e/o in piccoli gruppi: che poi non sono sempre gli stessi! A volte sono gli alunni che si scelgono; a volte gli insegnanti che li costituiscono. E si ha così un’aula in cui non si è attenti all’ascolto di una lezione, ma al lavoro che è assegnato e, soprattutto, condiviso. Ciò non significa che la lezione viene abolita tout court! Nella vita si è spesso esposti ad informazioni cosiddette discendenti, orali e scritte; si pensi al discorso di un politico, o alla noiosissima relazione dell’amministratore di un condominio. Quindi tenere una tantum una lezione e far prendere appunti è necessario e importante! Ed è anche importante vedere insieme alcuni degli appunti presi. Per Pierino è stata significativa una “cosa”; per Gianni un’altra!

Insomma, è bene che una “classe” di alunni sia divisa in “gruppi” con diverse motivazioni ed attese, via via ricostituiti. E tutti “lavorano”, ricercano, discutono, copiano/incollano anche, ma con un crescente spirito critico, con intelligenza. Ed oggi è più che possibile! Per il grande aiuto del web, del pc e la possibilità di accedere ad informazioni di ogni tipo. C’erano una volta – e ci sono ancora – le biblioteche scolastiche alle quali, però si accedeva ogni morte di papa. Comunque le informazioni assunte dal web non sono mai da prendere per oro colato, ma con le molle, come si suol dire, e tante. Perché tante sono la fake news che girano. Pertanto è importante imparare anche a considerare il peso, il valore, l’autenticità di una informazione: di una data, un nome, un fatto, e di tante altre “cose” ancora!

Si viene così a rompere definitivamente la sacralità del “libro di testo”! O meglio di quella ghiotta merce da vendere: ghiotta per autori ed editori. Sono volumi che di anno in anno diventano sempre più pesanti: straricchi di immagini, letture, note, prove di verifica. Tutte “cose” spesso inutili e che fanno perdere di vista la realtà sostanziale di un fatto, di una informazione: ma non le tasche di autori ed editori. Oggi, con gli strumenti informatici di cui disponiamo, il “libro di testo” non si compra, non si studia a casa da pagina tot a pagina tot! Si costruisce, invece, in aula. Ed alla fine dell’anno, gli alunni della classe x hanno prodotto il loro “libro”, o meglio gli esiti delle loro ricerche. Da conservare e mostrare anche ai loro genitori. Ma su questa complessa materia, la “didattica laboratoriale”, mi piace rinviare ad un webinar, prodotto per Tuttoscuola dalla Professoressa Patricia Tozzi, maestra in materia! Basta un click!

In conclusione una didattica autentica – mi piace questo aggettivo – è sempre una didattica laboratoriale. Il fatto che oggi – non ieri – sia sollecitata in presenza o a distanza cambia poco. Oggi disponiamo, a portata di un click, di molte delle informazioni di cui necessitiamo. Ovviamente non tutto lo scibile, non tutto ciò che si è prodotto in ambito scientifico e letterario è sul web, ma molte delle informazioni di cui necessitiamo sono reperibili. Per quanto mi riguarda, ricordo la grande fatica che dovevo fare io, con scarsa memoria, per accedere a una fonte, a un dato a una data, scavandola – letteralmente – tra i volumi della mia libreria! Ora la mia libreria è sul web! O anche sul web! E così potremmo essere tutti più ricchi di dati, informazioni, conoscenze! Solo se lo volessimo!

 

Maurizio Tiriticco