La valutazione non solo al tempo del Covid 19 Per una valutazione chiara e trasparente

Questo documento intende proporre modalità di valutazione delle prestazioni degli allievi che considerino la peculiarità della situazione emergenziale e delle condizioni di erogazione del servizio e tengano al contempo conto dell’esigenza di riconoscere gli apprendimenti, di valorizzare il merito e di indicare modalità di recupero e sviluppo. Ma vuole porsi anche nella prospettiva di tenere presente il contesto generale che continua a richiedere la riduzione degli svantaggi, l’inclusione di tutti coloro che frequentano la scuola, trasparenza e comunicabilità dei risultati.
A questo proposito si ricorda che l’esigenza dell’innalzamento dell’istruzione e del reciproco riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche fra gli Stati europei non è venuta a meno in questo frangente della chiusura delle scuole in molte nazioni.
Questo documento precisa prioritariamente quali sono le condizioni di base per realizzare una valutazione efficace e trasparente e propone linee guida per gestirla in questo momento contingente, considerando che l’attività didattica si è svolta lontano dalle aule scolastiche.
I FONDAMENTI DELLA VALUTAZIONE
Che cosa accertare e valutare
Una corretta progettazione didattica
– esplicita le conoscenze, le abilità e le competenze che gli allievi devono raggiungere,
– indica modalità di lavoro,
– fa anche riferimento agli strumenti di verifica, ai parametri e agli indicatori che costituiscono il complesso sistema della valutazione.
Tutto ciò che si fa a scuola viene progettato, perseguito, rilevato, misurato e deve essere quindi valutato; la valutazione deve essere riutilizzata per una riprogettazione di percorsi individuali per gli allievi che non abbiano raggiunto gli esiti prefigurati. Perché, è il caso di ribadirlo, la valutazione si colloca all’interno del processo di apprendimento.
Poiché il focus della valutazione sono le competenze e la capacità di utilizzarle nelle proprie attività quotidiane e nell’affrontare i problemi che il mondo globalizzato genera, rilevare e valutare le competenze – che implicano anche la disponibilità dell’allievo a partecipare all’attività di apprendimento – risulta essere un’operazione complessa.
In ambito europeo sono stati elaborati quadri di riferimento per diversi settori della conoscenza che indicano criteri che possono (e dovrebbero) essere assunti da sistemi scolastici diversi in modo da consentire la comparazione tra curricoli nazionali diversi e, all’interno di curricoli flessibili, tra diversi individui. Sono utile riferimento i quadri internazionali quali quello europeo per le qualifiche, quello per le competenze chiave, quello comune europeo per le lingue e anche quelli italiani (cfr. bibliografia) che contengono o fanno riferimento a definizioni dei concetti di conoscenza, abilità e competenza.
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Come procedere a verificare e valutare
Una buona prassi scolastica fornisce agli allievi il quadro di riferimento degli esiti prefigurati e li
stimola man mano a riconoscerli nelle prestazioni richieste e nei prodotti in fieri facendo ricorso al
diario di bordo, strumento semplice, ma insostituibile, di autovalutazione e documentazione.
Ci si deve allora chiedere quali siano gli strumenti più idonei per verificare le competenze e le
conoscenze acquisite. Mentre le conoscenze in sé possono essere verificate anche con prove chiuse,
il possesso di competenze, che sono costrutti complessi, può essere verificato solo con compiti
complessi, compiti di realtà e problemi aperti, insomma, che permettano l’espressione di operazioni
cognitive di livello alto, si avvalgano di attività svolte in gruppo con gli stessi strumenti utilizzati nei
momenti di apprendimento, funzionali alle situazioni nuove da affrontare.
La definizione delle modalità di verifica che consentono la rilevazione di quanto gli allievi vengono
apprendendo è parte fondamentale della progettazione didattica. Progettazione che è non solo
d’insegnamento disciplinare, ma anche di classe, di ambito e multidisciplinare.
Esigenze di trasparenza
La valutazione, periodica o finale, delle prestazioni dell’allievo si basa su svariati strumenti – prove
strutturate, semistrutturate, aperte, griglie di osservazione – e fa riferimento agli esiti prefigurati e ai
descrittori di competenze contenuti nella progettazione, indica se i risultati previsti non sono stati
raggiunti o sono stati raggiunti a un livello base, intermedio, avanzato. Per la diversità degli elementi
presi in considerazione con le diverse prove o con le griglie di osservazione, per la maggiore o minore
complessità dei compiti affrontati, la valutazione non può risultare dalla media aritmetica delle
singole valutazioni. La media aritmetica delle valutazioni non è comunque ammessa nella
legislazione scolastica (tranne in particolari casi riferiti a punteggi contemplati in certe specifiche
indicazioni normate per gli Esami di Stato); trattandosi di valutazione di prestazioni rispetto ad esiti
prefigurati/traguardi di competenze una media aritmetica sarebbe priva di logica.
Una valutazione trasparente non può essere comunicata solo con il voto, o non solo con il voto, ma
richiede che si descriva la prestazione indicando il livello al quale si è realizzata – come è peraltro
previsto nelle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo e per l’attestazione di fine obbligo d’istruzione
– ed è previsto che contenga l’indicazione delle attività opportune per colmare eventuali lacune
(ripresa di argomenti, esercitazioni da eseguire…) da svolgere in modo individuale o attraverso corsi
di sostegno.
Esigenze di coerenza
Fase cruciale nel sistema scolastico italiano è la valutazione di fine anno nelle classi intermedie con
scrutinio per l’ammissione o non ammissione alla classe successiva, modalità non presente ad
esempio nel sistema finlandese, e sicuramente ridotta in quella francese.
La normativa vigente nel nostro Paese stabilisce regole chiare per la formulazione delle valutazioni e
delega al Collegio Docenti la delibera dei criteri che verranno poi applicati dai Consigli di Classe.
Sulla base di un congruo numero di elementi valutativi raccolti i docenti esprimono giudizi sintetici
che propongono alla delibera del Consiglio di Classe scrutinante che dovrebbe assumere la decisione
considerando la coerenza delle valutazioni dei singoli docenti con i criteri indicati dal Collegio
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Docenti. Il passaggio alla classe successiva, vincolato alla sufficienza in tutti gli ambiti disciplinari,
porta spesso il Consiglio di Classe a deliberare in modo non conforme allo spirito della normativa.
Che per passare alla classe successiva l’allievo debba avere dato prestazioni sufficienti in tutti gli
ambiti disciplinari non pare inoltre coerente con le esigenze di una scuola che soddisfi esigenze
individuali e sociali in un mondo globalizzato e sempre più interdipendente.
Una scuola che stimoli e valorizzi esercizio di competenze e non solo assimilazione di conoscenze,
come si è detto, dovrebbe offrire la possibilità di realizzare curricoli flessibili: in questa scuola il
passaggio alla classe successiva dovrebbe, allora, poter essere consentito anche con valutazioni
negative, purché queste siano compensate da valutazioni pienamente soddisfacenti in altri ambiti
disciplinari, comunque documentate con la descrizione delle prestazioni e la precisazione delle stesse,
e sia evidente la padronanza delle competenze di base prefigurate nel Piano Triennale dell’Offerta
Formativa.
Alla fine di un percorso di apprendimento possono essere previste prove d’esame che devono
necessariamente essere formulate o organizzate in modo da mettere in luce competenze. Occorre
dunque valutare prestazioni complesse, anche di gruppo, cosa che può avvenire con compiti che
richiedano processi cognitivi elevati.
Quali strumenti utilizzare per effettuare una valutazione di fine ciclo che dia conto di prestazioni
complesse, di livelli cognitivi elevati e di conoscenze nelle diverse discipline oggetto di studio? È
opportuno integrare strumenti di verifica e valutazione diversi che possono essere:
– le valutazioni delle singole discipline dell’ultimo anno scolastico formulate in base a prove
strutturate o semistrutturate affrontate durante l’anno
– prodotti di compiti complessi che possono essere stati realizzati anche in gruppo, sottoposti alla
commissione d’esame.
– un colloquio (in presenza/online) che affronti un argomento, un fenomeno che sia attinente alle
discipline di indirizzo, a esperienze effettuate durante l’anno, come stage, tirocinio o percorso
per le competenze trasversali e per l’orientamento (vedi PCTO), proposto al candidato il giorno
prima del colloquio
– una prova scritta o più prove scritte.
All’interno del contesto italiano ciò può valere, con calibrature diverse, sia per l’esame di fine
primo ciclo (terza classe della scuola secondaria) sia per quello che conclude l’intero percorso
scolastico.
INDICAZIONI TRANSITORIE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA
Riprogettare l’attività didattica
La situazione emergenziale ha inevitabilmente determinato una ri-progettazione dell’attività
didattica. Il Consiglio di Classe e il singolo docente, nel momento in cui è stata sospesa l’attività nelle
aule, hanno ri-progettato le attività da svolgere e, di conseguenza, hanno ritarato gli esiti prefigurati
e ridefinito i risultati da raggiungere.
Si deve dunque prevedere un monitoraggio che accerti, scuola per scuola, cosa è stato fatto in termini
di:
– attività svolte a distanza (quante ore, in quali discipline, con quali obiettivi)
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– disponibilità di adeguata strumentazione e suo utilizzo da parte degli allievi (una valutazione
intersoggettiva di quanti allievi non abbiano potuto partecipare pienamente con individuazione
delle cause imputabili a carenza di coinvolgimento, carenza di strumentazione tecnologica,
carenza di connessione dovute anche a limitatezza della banda disponibile …);
– modalità innovative utilizzate, ad esempio con attività modulari;
– risultati ottenuti rispetto alla progettazione di inizio anno scolastico.
È su questa base che andrà effettuata la valutazione.
Soddisfare il fabbisogno educativo
La valutazione di questi aspetti, conseguenza della riprogettazione, è fondamentale perché da questo
confronto emergerà il fabbisogno educativo che occorrerà soddisfare partendo dal presupposto che
ciò che non è stato fatto non va considerato definitivamente perso. La scuola non può sottrarsi ai suoi
compiti, soprattutto deve valutare e compensare eventuali disparità create dalle nuove condizioni in
cui si è svolta l’attività didattica. Si può pensare ad attività aggiuntive per l’intero gruppo classe nelle
discipline in cui meno si è riusciti a fare, utilizzando sia ore aggiuntive nel periodo estivo, sia ore
aggiuntive all’inizio del prossimo anno scolastico. Le ore di lezione non utilizzate per la didattica a
distanza (nel periodo di sospensione della didattica in aula) dovrebbero essere comunque messe a
disposizione per attività di compensazione nei mesi estivi, salvo i periodi di congedo, e a
settembre/ottobre.
Le scuole metteranno a disposizione per il recupero tutte le risorse umane e professionali di cui
dispongono e tutti gli strumenti necessari. Poiché della strumentazione necessaria devono disporre
tutti gli allievi la scuola deve prevedere, con i partner di competenza (Comune, Regione, MIUR,
Comando dei carabinieri…), a compensare eventuali carenze dotandoli dei dispositivi e a richiedere
eventuali interventi per superare le carenze di banda.
Ammissione alla classe successiva
È fondamentale che si verifichi quali risultati individuali sono stati raggiunti. Se nella progettazione
erano già esplicitati gli esiti attesi e se le prove a cui gli allievi sono stati sottoposti hanno permesso
di rilevare i risultati ottenuti, dovrebbe essere semplice indicare se le competenze:
– non sono state raggiunte,
– sono state raggiunte a un livello base, intermedio, avanzato.
L’ammissione alla classe successiva va corredata di una relazione, per ogni allievo, sui livelli
raggiunti nelle prestazioni relative alle diverse discipline. Nel caso che le competenze previste non
siano state raggiunte, la situazione emergenziale suggerisce di consentire a tutti il passaggio alla
classe successiva prescindendo da qualsiasi altra considerazione o vincolo. Si evita in tal modo che i
Consigli di Classe superino l’emergenza assegnando classificazioni positive non basate su
documentate attività.
Sia nell’ottica delle norme vigenti, che richiedono che tutte le valutazioni siano positive, sia
nell’ottica da noi proposta di predisporsi a nuove modalità di valutazione con progettazione del
necessario recupero e sostegno, la promozione svincolata da valutazioni positive, presuppone una
comunicazione urgente (Legge anticipata da DPCM) formulata contestualmente alla proclamazione
della data certa del termine delle attività didattiche.
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È necessario, quindi, che si progettino percorsi individuali per gli allievi che non hanno raggiunto le
competenze previste. I Consigli di Classe progetteranno i percorsi di sostegno all’apprendimento a
partire da attività da svolgere individualmente nei mesi estivi e da attività da svolgere con la presenza
del docente che potrà diversificare gli approcci utilizzando anche strumenti innovativi.
Ancora più importante, nella situazione attuale, sarà definire le modalità di recupero:
– per l’intera classe per gli obiettivi che sono stati dilazionati a causa dell’emergenza
– per piccoli gruppi e individuali per chi non ha raggiunto gli esiti attesi.
Si ricorda inoltre che non si devono trascurare le esigenze degli studenti dei trienni superiori che
devono poter avere classificazioni di merito per partecipare a bandi di borse di studio, oltre che per il
calcolo dei crediti formativi.
Gli Esami di Stato
L’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo si può svolgere con una commissione composta dai
docenti della classe con il presidente e può essere ristretto alla presentazione di un prodotto frutto di
un compito complesso (possibilmente multidisciplinare e impostato a partire da un problema reale,
in modo che la soluzione non possa essere il risultato dell’assemblaggio di informazioni copiate) e
un colloquio orale da svolgersi in presenza o per via telematica (a seconda delle condizioni di
sicurezza possibili).
L’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo si può svolgere con una commissione composta dai
docenti della classe presieduta da un presidente esterno e può consistere, per le già citate ragioni, in
un colloquio (in presenza o online a seconda delle condizioni che possono garantire sicurezza) che
affronti
– un fenomeno e/o una problematica e/o un compito progettuale che sia attinente alle discipline di
indirizzo, proposto al candidato il giorno prima del colloquio,
– la discussione di due prodotti frutto di compiti complessi o di un compito complesso e
dell’esperienza PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) e/o di stage
e/o di tirocinio e/o di volontariato messi a disposizione della commissione prima del colloquio.
Parte del colloquio si svolge in lingua straniera.
La classificazione finale (risultato di somma di punteggi le cui fasce e i cui pesi saranno definite
dall’OM) sarà computata sulla base
– della valutazione, secondo i criteri deliberati dalla Commissione, delle prove suddette costituenti
il colloquio
– del credito scolastico e di eventuali crediti formativi.
Riferimenti bibliografici e siti
Eurydice, Key Data on Education in Europe 2012.
https://www.tes.com/news/pisa-developing-creativity-tests-pupils.
Quaderni Eurydice, in generale sulla struttura dei sistemi educativi a confronto, sugli Esami di
Stato, sistemi di valutazione. In particolare: The Structure of the European Education System
2018/19-Schematic Diagrams.
INVALSI – rapporti di sintesi delle Indagini internazionali IEA, PIRLS, TIMSS, ICCS, con
richiami ai quadri di riferimento, per esempio, OCSE PISA e TIMSS.
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INVALSI – Nuovi QdR Matematica 2017.
INVALSI – QdR per prove d’italiano 2018-19.
Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (Consiglio d’Europa, 2002).
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2006. Il Quadro europeo
delle Qualifiche e dei Titoli.
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio (Accordo sulla referenziazione del
sistema italiano delle qualificazioni al Quadro Europeo delle Qualifiche per l’apprendimento
permanente (EQF) in base alla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del
23 aprile 2008, sottoscritto il 20 dicembre 2012).
Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 22 maggio 2018 relativa alle competenze
chiave per l’apprendimento permanente.
DM 139/07: Certificazione e obbligo di istruzione.
DM 254/12: Certificazione e Indicazioni Primo Ciclo.
DLgvo 16 gennaio 2013, n. 13.
Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e
validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio
del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell’articolo 4, commi 58 e
68, della legge 28 giugno 2012, n. 92.
LEGGE 13 luglio 2015, n. 107 – Linee Guida per la certificazione delle competenze nel primo ciclo
di istruzione allegate a C.M. 3/2015.