Rilanciare a scuola? Un’impresa immane

di Enrico Maranzana. Al via il Comitato esperti per il Piano scuola, il cui mandato include il “Rilancio della qualità del servizio scolastico nell’attuale contingenza emergenziale”.

Un impegno spropositato: la palude scuola ha ingurgitato la certificazione della qualità stravolgendone il significato.

Un’organizzazione di qualità s’identifica per la focalizzazione dei processi, per la loro definizione, per il controllo sui nodi significativi.

Le scuole vivono nel passato: la progettazione formativa, quella educativa e dell’istruzione non sono praticate [CFR DPR 275/99 art. 1 comma 2)]; l’individualismo è il carattere dominante, segmentazione favorita dalla distorsione del senso di “Libertà d’insegnamento”.

Per orientare la scuola alla qualità si modella in funzione degli obiettivi, s’identificano i diversi livelli decisionali e, a ognuno, si associa un responsabile, si specificano le relazioni intercorrenti, si rilevano e si capitalizzano gli scostamenti attese/risultati, si costituisce un sistema di documentazione.

Questa è la strada maestra, sbarrata dal madornale errore che vizia la legge 107/2015 che, al comma 7, elenca gli “Obiettivi formativi prioritari”.

Più della metà è sbagliato: le finalità sono state sovrapposte alla strumentazione.

Un altro ostacolo verso il rilancio della qualità è la generale omissione dei processi di feed-back. Il TU 297/94, che lo prescrive, non è mai stato applicato dalle scuole [art. 7 comma 2 lettera d)].

Un’ipotesi di percorso.

Nella scuola la certificazione della qualità deve esaminare la conformità delle procedure rispetto alla normativa e, come momento iniziale, deve determinare il significato di formazione, educazione, istruzione.

La struttura organizzativa, disegnata nel TU 297/94, ne fornisce la chiave interpretativa:

il Consiglio di Circolo/d’Istituto è l’organo strategico, approvando il Piano Triennale dell’Offerta Formativa adotta gli indirizzi generali, da esprimere con l’elencazione delle competenze generali di fine percorso;

Il Collegio dei Docenti è responsabile della “Programmazione dell’azione educativa”: progetta itinerari per potenziare le capacità sottese alle competenze generali individuate dal Consiglio; gestisce il feed-back.

Il Consiglio di classe identifica i traguardi cui far convergere tutti gli insegnamenti e progetta percorsi d’istruzione.

 

La chiave di volta dell’impalcatura si trova nel profilo culturale, educativo e professionale dei licei. Essa consiste né “La pratica dei metodi d’indagine propri dei diversi ambiti disciplinari”: la tradizionale immagine delle discipline deve essere arricchita. Le conoscenze sono da affiancare ai problemi che le hanno generate e ai procedimenti che le hanno fatte conquistare. Le metodologie disciplinari sono perfettamente sovrapponibili ai processi che conducono allo sviluppo delle competenze generali e di quelle specifiche, i traguardi del sistema.

 

Nella scuola, invece, si rileva l’ordinario, il consolidato, il tradizionale tran-tran scolastico. Si tratta di una formale enunciazione di atti e procedure, secondari rispetto al servizio che deve essere fornito.

La lettura delle convocazioni degli organismi collegiali è un inequivocabile sintomo delle elusioni e delle omissioni che impediscono la corretta gestione della qualità del servizio scolastico.