Nipotini a scuola, nonni al cimitero?

di Gabriele Boselli. “ratio quondam morborum et mortifer aestus
finibus in Cecropis funestos reddidit agros
vastavitque vias, exhausit civibus urbem
.”un vento di morte insterilì i campi di Cecrope, rese deserte le strade e la città

 

da Lucrezio, De rerum natura, libro VI.

 

Prossimamente, ancora in piena esplosione del coronavirus, faranno riaprire le scuole. I nipotini non defedati (quasi tutti) si salveranno facilmente dal contagio in forza dell’integrità delle loro difese. Anche se non sarà come nell’Atene di re Cecrope, i nonni anziani e con qualche acciacco, contagiati dai nipotini necessariamente in loro custodia, andranno numerosi all’ombra dei cipressi.

Il venir meno del criterio di “massima cautela” nei confronti della pandemia sotto la pressione del mondo economico gioverà sicuramente alla produzione dei beni e particolarmente all’ INPS, ente pagatore delle pensioni, non ai molti vecchi che soccomberanno anzitempo.

Sono personalmente favorevole all’eutanasia quando richiesta dall’interessato di fronte a sofferenze insostenibili; non lo sono quando venga indirettamente imposta agli anziani, malaticci ma con ancor buone prospettive di vita, attraverso misure che agevolino la diffusione pandemica.

Si stanno preparando, e non solo per la scuola europea, tempi difficilissimi: globopatologie con possibilità di milioni di morti, ipermigrazioni dall’Africa e dall’Asia, conseguenti tensioni sociali vicine al punto di rottura. Razionalità economica contro diritti. A volte aspettative improprie ma gridate e sostenute con violenza. Diffusa  incoscienza dei doveri.

Governare espone comunque, oggi più che mai,  a decisioni difficili ma riterrei che la tutela della salute di ogni categoria di cittadini debba prevalere su altre pur importanti priorità.