Scuola: la giostra dei ministri

di Pippo Frisone                                                                                                                                                                                              

Non era mai successo che nel giro di un anno e mezzo sulla poltrona di viale Trastevere si fossero alternati ben quattro Ministri ( Fedeli, Bussetti, Fioramonti e Azzolina ), tre di questi soltanto nel 2019 !!                                                                                                                                              E’ anche vero che l’avvicendamento dei Governi in quest’ultimo decennio non ha avuto niente da invidiare alla cosiddetta Prima Repubblica. Dopo Berlusconi( 2011) abbiamo avuto i Governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1  quasi tutti della durata media di un anno, con l’unica eccezione di Renzi rimasto in carica tre anni.  Al Miur dopo la Gelmini sono andati Profumo, Carrozza, Giannini, Fedeli, Bussetti, Fioramonti e ora Azzolina. La più longeva dopo la Gelmini, rimasta al Ministero 3 anni e 6 mesi, è stata la Giannini con 2 anni e 6 mesi. La prima, passata alla storia con la sua riforma “epocale”,  fatta di tagli agli organici (-87mila), alle risorse (-8 Mld), al tempo pieno, alle sperimentazioni  ecc.. La seconda, legata alla sedicente Buona Scuola, che non ha ribaltato l’impianto voluto dalla Gelmini , corredandolo con interventi molto divisivi e invisi ai docenti: dal bonus sul merito agli ambiti territoriali, ai maggiori poteri dati al dirigenti scolastici  ecc…. Nel bel mezzo delle due pseudo riforme, blocco decennale del contratto, rallentamento delle carriere, minori risorse alle scuole, aumento del precariato…e delle classi pollaio. Gli altri ministri, per lo più tecnici di ogni colore politico che si sono succeduti, si sono limitati alla cosiddetta politica del cacciavite. Piccoli ritocchi qua e là ma sempre improntati alla politica dei tagli e dei tetti, imposti dall’allora Ministro del Tesoro Tremonti, quello di “ con la cultura non si mangia”. Niente investimenti a medio o a lungo termine, insufficienti quelli  per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, scarse  quelle sulla formazione e sull’aggiornamento del personale docente e ATA. La media dei salari europei per tutto il personale della scuola è sempre stata un lontano miraggio. Limitati nella durata e nella loro stretta armatura di  tecnici senza partito, i ministri di mezzo son rimasti schiacciati dalla day-to day-policy delle emergenze e dell’acchiappa-voti, come son stati gli ultimi tentativi (Fedeli-Bussetti-Fioramonti) sull’autonomia differenziata o sul reclutamento. Concorsi ordinari e straordinari, riservati per abilitati, concorsi abbreviati per dirigenti scolastici, quelli per Dsga con e senza laurea etc…

In alcune discipline mancano i laureati e non si trovano maestre a fare le supplenze.  Sul sostegno agli alunni disabili mancano oltre 40mila docenti specialisti.                                       I precari quest’anno hanno superato 150mila unità. E’ questo lo scenario che si apre al nuovo ministro dell’Istruzione Azzolina, dopo lo sdoppiamento del MIUR. Quale sarà il suo programma? Quanto durerà ? Intanto Governo e neo Ministro fra meno di un mese  dovranno sottoporsi al test delle elezioni in Emilia Romagna. Sarà quello il banco di prova decisivo e più impegnativo che deciderà le sorti dell’attuale governo Conte bis. E non solo ma anche della scuola e della politica italiana.