Greta, le sardine e la latitanza della scuola

di Enrico Maranzana. Chi c’è dietro Greta Thunberg?

Chi è il burattinaio che muove le sardine?

Sono quesiti ricorrenti, domande tese a interpretare i due movimenti di popolo in funzione della logica partitica.

Niente di più sbagliato: si tratta di fenomeni che il breve periodo non può contenere.

Il sociologo canadese Marshall McLuhan, che ha studiato le problematiche del “villaggio globale”, ha dimostrato che “Il mezzo è il messaggio”.

La comunicazione è da studiare in base a criteri strutturali: l’informazione veicolata non ha un effetto determinante e permanente.

 

Ecco apparire il campo da indagare: quali sono i caratteri dei social media?

Soffermiamoci su due aspetti: la concisione e l’iconografia. Il primo contrasta con la formulazione di problematiche complesse e con l’argomentazione; il secondo favorisce la libera interpretazione, sostituendo la logica del descrivere.

La semplificazione della realtà, la formulazione di proposizioni elementari, l’evocare questioni essenziali e vitali, l’assenza di costrutti operativi vincolanti costituiscono una piattaforma universale, in cui è difficile non identificarsi: il villaggio globale fa esplodere la partecipazione e le adesioni.

 

Non esistono dietrologie. Esiste un malessere generalizzato che la tecnologia amplifica e dissemina con successo.

 

E la scuola? Si lambicca il cervello sull’uso in classe dei telefonini e non guarda l’esteso campo che, se non coltivato, vanificherà la sua azione.