Il problema della scuola? La scarsa professionalità. La dirigenza

di Enrico Maranzana. La dirigenza scolastica vive nel passato, refrattaria alle norme che danno corpo agli avanzamenti delle scienze dell’organizzazione.

Lo dimostrano sia il testo delle convocazioni degli organismi collegiali, sia i madornali errori che viziano gli organigrammi esposti in rete1.

 

Il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 Dirigenza pubblica, all’art. 37 afferma la necessità di “rafforzare il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza”.

 

Riformulando: il soggetto che indica le cose che devono essere fatte (gestione amministrativa) è separato da quello che elabora strategie e ne controlla l’efficacia (gestione politica).

 

In altre parole: la dirigenza ha il compito d’impegnare gli organismi collegiali all’assolvimento delle responsabilità derivanti dal mandato ricevuto. A tal fine stila, o vincola la stesura dell’ordine del giorno delle adunanze.

 

Consiglio di istituto

TU 297/94 “Elabora e adotta gli indirizzi generali”.

Legge 197/15 Il PTOF “é elaborato dal collegio dei docenti sulla base  degli indirizzi

  per le attività della scuola e delle scelte di gestione  e di  

  amministrazione definiti dal dirigente  scolastico.  Il piano è

  approvato dal consiglio d’istituto”.

Ne discende:

  1. Il CDI esplicita le condizioni necessarie per l’approvazione del documento di programmazione, tra cui risaltano per importanza le competenze generali che gli studenti devono dimostrare al termine dei percorsi scolastici (elabora);
  2. Il dirigente scolastico “promossi i necessari rapporti” sintetizza e dà forma a indirizzi e scelte (definisce);
  3. Il CDI approva il PTOF (adotta).

 

TU 297/94 Delibera i “criteri generali della programmazione educativa”.

 

Collegio dei docenti

TU 297/94cura la programmazione dell’azione educativa”.

valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”.

Ne discende:

  1. La “programmazione dell’azione educativa” attua la strategia deliberata dal Consiglio di Istituto;
  2. Le competenze generali sono da analizzare e da raffinare, per identificare gli obiettivi educativi;
  3. Le modalità e tempi delle verifiche sono da specificare.

 

Consiglio di classe

TU 297/94 “realizza il coordinamento didattico e i rapporti interdisciplinari”.

Ne discende:

  1. Progettazione di percorsi unitari che, in base alla tipologia della classe di riferimento, siano orientati ai traguardi formulati dal Collegio;
  2. messa a punto del monitoraggio.

 

 

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1 – In rete “Quale formazione per il dirigente scolastico?”