Il problema della scuola? La scarsa professionalità

di Enrico Maranzana. Un professionista svolge la propria attività con scrupolo e preparazione: la circostanziata descrizione del risultato illumina il suo cammino.

Nelle scuole, per l’assenza di una terminologia univoca e condivisa[i], gli esiti della progettazione dei processi d’apprendimento sono formulati in modo sommario e vago.

Come si può onorare un mandato se non si scandaglia il campo di lavoro?

Due riferimenti legislativi delimitano il campo di definizione dei concetti formazione, educazione, istruzione: il T.U. 297/94 e il DPR sull’autonomia scolastica del 99. Il secondo espone i caratteri logico-funzionali della struttura organizzativa, delineata nel primo documento.

Tre sono le finalità del sistema scolastico autonomo: l’autonomia “Si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana”.

Le scuole, per assumere razionalmente il mandato loro conferito, devono identificare il rapporto che esiste tra i tre orientamenti:

  • La sequenza educativo-istruzione-formazione è tipica delle attività etiche, mirate a plasmare i giovani rispetto al modello d’uomo cui s’ispirano. L’insegnamento impartito nei seminari è funzionale a tale visione.

 

  • Il concatenamento istruzione-formazione-educazione, che ben s’attaglia in situazioni statiche, conduce alla professionalizzazione, all’addestramento. L’insegnamento universitario risponde a tali esigenze.

 

  • La progressione formazione-educazione-istruzione poggia sul presupposto che l’individuo trovi la sua identità all’interno della società di cui è parte. Ne discende che i libri di testo non tracciano più gli itinerari dell’insegnamento: la conoscenza è strumentale alla promozione delle capacità e delle competenze[ii] necessarie per l’ingresso dei giovani in un contesto dinamico e complesso.

 

La scelta del legislatore, univoca e costante negli ultimi nove lustri, aderisce alla terza possibilità: la titolazione del piano triennale che le scuole elaborano per dichiarare i caratteri della loro offerta formativa, non lascia spazio a interpretazioni.

Ecco apparire il problema dei problemi: la formazione, finalità del sistema, è da scomporre in obiettivi osservabili e soppesabili.

Un compito che le scuole trascurano: il concetto “competenza” non appartiene al loro modus vivendi[iii].

I regolamenti di riordino del 2010, che contengono repertori di competenze generali[iv], sono stati sovrascritti con le indicazioni nazionali, elenco di competenze specifiche dei singoli insegnamenti.

Una condotta in aperto contrasto con la cultura sistemica.

Che cosa prevede la legge?

 

Il consiglio di circolo/d’istituto, quando approva il PTOF, valuta e attesta la corrispondenza dei traguardi formativi, in esso elencati, con le sue aspettative, ufficialmente espresse.

La definizione, operata dal dirigente scolastico, degli “indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione” rappresenta la sintesi degli orientamenti dell’organo strategico, arricchiti dai contributi “degli enti locali e delle diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio, degli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti”.

 

L’elenco dei traguardi formativi, espressi sotto forma di competenze generali, è la porta d’ingresso all’individuazione del significato di “educazione”.

L’elenco é analizzato dal Collegio dei docenti che, elaborando il Ptof, formula gli obiettivi della “programmazione dell’azione educativa”.

In questo contesto la ricerca del senso è guidata dall’etimologia: educare sta per tirar fuori, potenziare, sviluppare le capacità degli studenti.

 

La programmazione dell’azione educativa implica la

  • Analisi delle competenze generali per identificare le capacità[v] sottese;
  • Processualizzazione delle capacità identificate[vi];
  • Formulazione d’ipotesi per il relativo conseguimento;
  • Messa a punto del calendario per la “valutazione periodica dell’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”.

 

Il significato d’istruzione è derivabile dall’ordine che il TU utilizza per presentare egli organismi collegiali: la struttura piramidale, tipica delle scienze dell’organizzazione, fornisce la falsariga.

  • L’insegnamento, momento esecutivo, appare inizialmente: é la base della piramide.
  • Segue il “coordinamento didattico” e la “programmazione, valutazione, sperimentazione”, affidato ai consigli di classe: attività tattica di breve periodo;
  • Il terzo, nell’ordine di presentazione, è il Collegio dei docenti che qualifica la sua attività con la “programmazione dell’azione educativa”: concerne la funzione tecnico-strategica;
  • Al vertice è posto il Consiglio di Circolo/d’istituto che “Elabora e adotta (poiché approva il PTOF) gli indirizzi generali”, cui appartengono le responsabilità strategiche.

 

La sovrapposizione con le funzioni insegnamento-istruzione-educazione-formazione è perfetta.

 

Il significato d’istruzione è evidente: progettazione d’interventi coordinati ed equifinalizzati, tesi a realizzare gli obiettivi individuati dal Collegio.

 

 

 

 

 

[i] Un problema tratteggiato in “Onorevole ministro Maria Chiara Carrozza: non dimentichi d’esser donna di scienza”, visibile in rete.

[ii] CFR. legge 53/2003 art. 2 comma 1 lettera a)

 

[iii] a) Gli scritti che appaiono in rete sono inequivocabili.

  1. b) Le scuole certificano le competenze, ma la progettazione didattica le trascura.

 

[iv] Un esempio. Dal profilo dei licei.

Area logico-argomentativa

 Saper sostenere una propria tesi e saper ascoltare e valutare criticamente le

argomentazioni altrui.

 Acquisire l’abitudine a ragionare con rigore logico, a identificare i problemi e a

individuare possibili soluzioni.

 

[v] Eccone un sottoinsieme: Analizzare   Applicare  Argomentare/Giustificare   Comunicare

Comprendere    Decidere/Scegliere  Generalizzare   Interpretare    Memorizzare

Modellare    Progettare   Relativizzare   Riconoscere    Ristrutturare   Sintetizzare

Sistematizzare   Trasferire   Valutare

 

[vi] Capacità: costruire modelli – generalizzare – astrarre

  • Assumere un punto di vista funzionale al problema da risolvere
  • Selezionare i dati disponibili/reperire quelli necessari
  • Sintetizzare organicamente dati e relazioni
  • Validare il prodotto