Riflessioni sulle critiche social alla Ministra Teresa Bellanova

di Giorgina Di ioia,Lettera aperta: “Abbiamo la responsabilità sociale del comportamento virtuoso e inclusivo”. Leggo che la Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova è stata bracciante, sindacalista e ha maturato una lunga esperienza politica. Curriculum perfetto per l’incarico ricoperto, che rispecchia l’educazione permanente tanto auspicata. Colgo, poi, la diffamazione che pone l’accento sul suo percorso culturale e professionale, ne resto stupita e delusa; si ignora il concetto di fondo dell’educazione permanente, il quale implica un apprendimento, con le relative competenze, che non è solo quello che si acquisisce nel periodo della frequentazione scolastica ma continua anche nelle fasi successive della vita, attraverso una formazione che può avvenire per vari canali comunicativi. Osservo commenti denigratori che denunciano l’asserita inadeguatezza al ruolo ricoperto, la derisione sul look scelto per il giuramento al Quirinale, umiliazioni e manifestazioni di potere che testimoniano, se reiterati, l’evoluzione in età adulta degli atti di bullismo verbale e psicologico, i quali sul web assumono il carattere di cyberbullismo. Nelle scuole italiane si fa continua prevenzione, in attuazione della legge n. 71/2017, recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”; il MIUR adotta le Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, con il referente scolastico, che diventa l’interfaccia con le forze di Polizia, con i servizi minorili dell’amministrazione della Giustizia, le associazioni e i centri di aggregazione giovanile sul territorio, per il coordinamento delle iniziative di prevenzione/contrasto e, dopo tanto impegno, si rischia di vanificare l’operato con manifestazioni come quelle cui abbiamo assistito.  Bambini e ragazzi in età evolutiva sono come spugne che ripetono tutto ciò che vedono. Per educarli nel miglior modo possibile abbiamo il dovere di dare l’esempio con il nostro modo di agire, con un’educazione fondata sull’empatia, sull’assertività, con strategie e metodi innovativi. Quando noi per primi non facciamo quello che chiediamo o esigiamo da loro, l’insegnamento non darà i risultati sperati, perché l’incoerenza non premia mai. Gli adolescenti e i preadolescenti, che per loro natura crescono procedendo per oscillazioni,con il fascino del rischio sempre presente, attraverso fasi di enfasi evolutiva e di regressione momentanea, hanno bisogno di recuperare l’equilibrio con un orientamento sicuro. L’esempio e l’ambiente sono in tal senso i principali fattori predittivi dei comportamenti a rischio delle nuove generazioni. Non possiamo pretendere quello che non facciamo. Abbiamo la responsabilità sociale del comportamento virtuoso e inclusivo.

di Giorgina Di ioia (docente MIUR, pedagogista

esperta di bullismo e cyberbullismo)